La crostata con marmellata di more


 

 

 

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Uno splendido guscio di pasta frolla per racchiudere un cuore di marmellata di more, il tutto in un insieme di scioglievole dolcezza, una gioia per gli occhi e per il palato.

per la frolla :

500 gr di farina 00

200 gr di zucchero semolato,

250 gr di burro a temperatura ambiente

scorza di limone grattugiata

2 uova intere

un pizzico di sale

 un cucchiaino di lievito per dolci

impastare gli ingredienti velocemente e far riposare in frigo prima di stendere.

riempire la frolla con un barattolo di marmellata ,

realizzare le decorazioni con degli stampini ad espulsione e cuocere in forno caldo a 180 gradi per 45 minuti.

 

per la marmellata di more:

lavare accuratamente un kg di more mature

e farle macerare in 500 gr di zucchero

mettere da parte una tazza di more e passare al setaccio le rimanenti,

unire le more al passato e far cuocere lentamente fino ad avere una densità consistente. Riempire i barattoli sterilizzati con la marmellata calda e capovolgerli per creare il sottovuoto.

 

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In tempo di coronavirus


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Buongiorno a tutti!

Se cadesse una stella nessuno potrebbe raccoglierla in questi giorni di strade solitarie nelle lunghe notti delle città. Ma le stelle brillano altrove dove vive la sofferenza e ognuno combatte la sua lotta per la vita. Le strade vuote mi sollecitano la fanfasia e immagino stuoli di fantasmi bianchi aggirarsi nella notte, padroni del nulla che siamo diventati per sfuggire all’invisibile, che ci strangola silenzioso, sorprendendoci ignari. Distratti dal tutto, abbiamo perso nel tempo la gioia dei particolari del nostro piccolo mondo antico, racchiuso fra le mura domestiche. Le piccole gioie di ogni giorno, il piacere di una storia raccontata ai bambini, il profumo di biscotti, la ciambella mangiata insieme al mattino. Ci siamo persi tante belle cose in questi anni di frenesia, ma erano lì, tesori dimenticati che a rallentare un po’, hanno ripreso a splendere ai nostri occhi in questo magico viaggio all’indietro che siamo obbligati a intraprendere. Quando tutto sarà finito forse qualcosa avremo imparato e aggiornando la scala dei valori, avremo una vita migliore, fatta di piccoli gesti di quotidianità  fin qui dimenticata, riscoprendo ogni giorno tesori d’amore che fin qui ci siamo persi. Riscopriremo il valore di un abbraccio vero, d’un bacio sulla testa dei bimbi, d’una carezza sulla guancia dei nostri nonni, che con le loro riserve di energie spingono avanti le ondeggianti barchette delle famiglie nel difficile mare della quotidianità. Restiamo a casa, non é  poi così brutto e insieme aspettiamo la primavera.

MC@

 

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La mia poesia: Note


 

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Orme d’acqua
sulla pelle
raccolgo,
piove nel mattino
e il vento
trascina i pensieri.
Solitudini risuonano
di assenze,
in lontananza
note di canzoni nuove
e rimembranze
si agitano sul palco della storia
e piange ognuno
le sue occasioni perdute.
Già si apprestano maschere
per colorare la via
e scendono lacrime,
orme d’acqua
sul cuore che a stento ride.

MC@

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Voli di settembre


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Una libellula porta sulle ali l’estate che se ne va. Come ogni anno a settembre compare nella piccola baia una libellula, la noto da così tanti anni che sarebbe assurdo pensare che sia sempre la stessa, ma io la attendo e puntuale come un piccolo aereo arriva, sorvola ogni giorno l’acqua e le nostre teste con traiettorie sempre diverse, come se cercasse qualcosa sopra di noi. All’appuntamento di fine estate arrivano anche le farfalle, bianche e silenziose accarezzano la scogliera in cerca di sale e infine arriva anche lui, il martin pescatore, colorato e veloce sfreccia con voli radenti sul pelo dell’acqua oltre la baia, chissà dove avranno il nido, mi piace seguirli con la fantasia, come se fossero stati sempre li ad aspettare la fine dell’estate, per salutarci con le loro piccole ali veloci.

 

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La mia poesia: Gabbiano solitario


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Vola un gabbiano,

 solitario pensiero
nel mio spicchio di cielo.
Ali spiegate
come virgole distese,
fende il blu
e poi
scompare dietro i tetti
bianco
e stridulo il suo verso
ritorna,
mentre io sollevo gli occhi
aggrappata
al suo volo,
leggera nuvola d’estate.
@MC

 

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La mia poesia: Delizie di maggio


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Arrangement of Peonies Tied With a Ribbon

 Giorni di maggio,
preludi incantati
di rose e farfalle,
di spazi azzurri
macchiati di aquiloni
che agognano al sole.
Delizia di bimbi
risuona
di risate argentine,
di pratoline
riluce e di papaveri
il verde acceso
dell’erba nuova
ed io
guardo il mare,
come onda di grano
che si flette nel sole,
così accompagno
il suo infinito andare.

MC@

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la mia poesia :Viandanti


maggio

 

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Attraversiamo il tempo
Come viandanti stanchi,
Ci specchiamo nelle pozzanghere
Tra le fronde d’un albero
Antico come i nostri passi
E non vediamo farfalle
Mentre rotolano
Petali di giorni
Ai margini del viale.
Ci chiediamo
Dove siamo andati
E se siamo mai partiti,
Mentre scandagliamo la marea
E risuona l’eco stanca
del nostro andare
Tra pieghe di vita
E albe prodigiose di speranza.

MC@

 

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La mia poesia: Pescatori


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Langue e si trascina
furba di giorni che si piegano
sulle albe rosee
e sui rossi tramonti,
è la vita che ci segna
di solchi lungo il viso
e ci rende tutti pescatori.
Qui
accoccolata su di me
ho paura del mio silenzio,
mentre rumoreggia la giostra
e si veste di attese
l’alba sul cuscino.
Apro gli occhi nel tuo respiro
tranquilla ti sfioro
è già domani
anche per noi.

Maria Cavallaro@

 

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L’ultima neve


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Buongiorno e buon sabato a tutti!

Si adagia l’ultima neve, leggera di fiocchi di silenzio e brilla nel sole d’ un bianco che supera sé stesso, stagliandosi sull’azzurro come un meraviglioso collage che sembra finto nella sua perfezione. Non c’è nemmeno una nuvola a velare il capo della primavera ancora giovane, ma l’Etna diffonde il suo fumo bianco, come a dire che é viva, meravigliosa entità al centro di un quadro naturale immobile nella sua secolare fissità. Il sole l’accarezza, come un amante gentile ed io mi stupisco di tanta luce lasciando volare il cuore nell’immenso, come aquilone che divora il suo filo e resta appeso ad ondeggiare, deluso di non poterla raggiungere.

 

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