La mia poesia: Progetto


Forse domani
Camminero’
Nei miei canuti pensieri,
Come su una spiaggia
D’inverno
E ascolterò parole
Di conchiglie spiaggiate,
Consigli sussurrati dalla risacca,
Mentre tendo l’orecchio al grido
D’un gabbiano solitario.
Come il nulla di questi giorni
Misti di attesa e di silenzio,
Mi sollevero’
Dalle mie tristezze,
E per sconfiggere il tempo
A piedi nudi,
Troverò
Leggerezze impensate
E ali di farfalla
Rinasceranno
La’ dove si è chiuso un fiore.
MC@mariacavallaro

Viaggio nei colori di primavera.


Buona serata!

Lungo la via catturo emozioni di colori sul verde della primavera, tripudio di margheritine e papaveri rossi spiccano da lontano in un lieve dondolio di corolle distese nel mattino. Vorrei fermarmi per godere un po’ di questo dipinto, ma in fretta lo lasciamo alle spalle e sul ciglio della strada ci viene incontro una distesa di campanule dal colore giallo sfumato che raggiunge l’intensità dell’arancione e che si adagia sulle piccole foglie verdi a cuore inerpicandosi e allungandosi in un tappeto che si arrampica sul muretto a secco, creando un contrasto cromatico che sembra uscito dal pennello di un pittore. Poi ecco, balzarci incontro enormi cespugli di ginestra, gialle ninfe fiorite sul ciglio della strada in una alternanza di colore con un cuscino di vizza dai minuscoli fiori viola che si intreccia su una rete arrugginita, creando una grossa macchia di colore che si frappone alla vista di un aranceto in fiore, un merletto bianco adagiato sul verde intenso dell’agrumeto che emana dolcezza di profumi di stagione. E poi ci vengono incontro immense distese di edera, abbarbicata sui muri in una cascata di giovani foglie ai cui piedi distese di tarassaco sfoggiano la gialla fioritura, che si contrappone gentilmente al delicato lilla della malva. La campagna di Sicilia a primavera è una tavolozza bellissima, coi suoi fiori poveri che non hanno bisogno di nulla, ma che danno tanta gioia, coi loro colori ora intensi ora sfumati, armoniosamente distribuiti, che balzano incontro agli occhi stupiti del viaggiatore.

I miei 70 anni


Una cream tart anche per me, per festeggiare i miei primi 70 anni, una torta semplice e di effetto scenografico che sposa la croccantezza della base di pasta frolla con la soffice morbidezza di un mix di formaggi e panna montata, i decori vari e colorati lasciano spazio alla fantasia, creando effetti sempre diversi e accattivanti.

La torta per i sei anni di Matteo


Pan di Spagna, crema pasticciera, panna e fragole, un profumo di maraschino, il tutto arricchito da una cialda in pasta di zucchero colorata e divertente con l’immagine d Supermario, l’eroe preferito del mio ometto. Coloratissima e profumata ha incontrato il favore degli ospiti che ne hanno apprezzato il gusto e l’estetica. Sono orgogliosa di aver creato questo piccolo capolavoro, un’opera d’arte realizzata con fatica, per essere distrutta e mangiata in un baleno per il piacere di tutti i presenti. Tanti auguri all’amore di nonna!

La mia poesia : In bilico


Mi lascio dondolare
Dai giorni,
Coccolando pensieri,
occhi
Di sguardi
profondi come la terra.
É il tempo
Che si allontana
Bruciando torce di piacere
Per illuminare
il silenzio che resta.
In bilico mi mantengo
Tra la mente e il cuore,
Soffio dove scorre una lacrima,
Per asciugare
i miei passi bagnati
E raccogliere un sasso
Da lanciare nello stagno
Delle foglie morte.
MC@

Sfumature di viola


Ho scelto i colori dei miei giorni pigri e galleggio nel viola di questi vuoti d’animo, mentre ascolto il ticchettio della sveglia che scandisce il mio tempo uguale , come goccia d’acqua che si affatica imperterrita a bucare il sasso, duro come la vita che ogni giorno ci presenta il conto. Si perde lo sguardo, volo di rondine nella stanza antica, rivisitando i ricordi scolpiti nella memoria e accarezzo le venature del legno scuro, come spartiti di una musica soave che vive nel mio silenzio. Guardo dalla finestra un affaccendarsi di piccole ombre sulla parete esterna, sono gli uccellini che preparano il nido e il sole già alto li proietta, perché io possa godere della loro compagniae un tubare lontano di colombi risuona cupo nel vuoto, mescolandosi al vociare indistinto, a volte monotono a volte stridente, della piccola umanità che vive intorno, affaccendata nella sua quotidianità. La monotona solitudine rende pigra la mia palpebra e filtra la luce attraverso le ciglia socchiuse, mi rasserena questo mio viola immaginario e quasi mi addormento nell’ovattato tepore della mia stanza, mentre accarezzo con lo sguardo il lume centenario appartenuto ai miei nonni materni, che fa bella mostra di sé sul mio comò e sorrido tra me e me , notando il rosa tendente al viola dei fiori dipinti sul suo piede, che ben si intonano al glicine della mia camicetta, nella foto del venticinquesimo anniversario di nozze………

La mia poesia : Il canto


Lieve risuona

Questo gorgoglio d’anima,

Accarezza sopito

Pensieri

Di intricata bellezza,

Persi nel cammino

Lungo sentieri fragili.

E’ sera

E s’immola il canto

D’un cigno ferito,

Che schiude

L’occhio acuto,

Tra le candide piume

Sfumate di tramonto,

E ascolta

I sospiri pacati

Della terra

Svanire nel desiderio

Di silenti tempeste.

MC@mariacavallaro

La mia poesia: Sull’argine


Pugni serrati

Sulla barba del destino

E stride la malinconia,

Sul nulla che é dato.

Mi fermo sull’argine

Dove germoglia un fiore,

Accarezzo i petali

Con mano trepida,

Sboccera’ domani

E l’alba lo guarderà

Nel suo sogno

Aperto verso il cielo.

Inganno il tempo

E infilo

Collane di perle,

Cantando

I miei pensieri

Sottovoce.

Nel brusio

Delle incertezze.

Mi accoccolo nel rosa

Che colora di guance

Il candore,

Niveo, come la gioia

D’un pensiero d’amore

Al primo bacio.

MC@

Percorsi mentali nelle ore di insonnia


Mi ritrovo a volte di notte nei miei silenzi, cavalco infiniti spazi orlati di solitudini, mi allontano dalla realtà, amazzone indomita di battaglie perdute nei campi dei mulini a vento, digerisco rumori di frasche fra i canneti tremuli dei pensieri e accoccolata nel mio bozzolo di malinconia, aspetto ad occhi aperti che faccia giorno. Mi piace ricordare al mattino l’odore di caffè, spesso non lo sento per via del mio olfatto malandato, ma nel pensiero si spande ovunque, aspro e penetrante, vettore di uno spirituale benessere che dal nero liquido emana energia. Io non lo bevo , ma mi piace l’odore inebriante, che dura poco, ma segna l’inizio del nuovo giorno. Inizia ogni mattina la vita del come eravamo, la ricerca di un residuo di entusiasmo da mescolare alla necessità di sopravvivere, per togliere le erbacce dai sogni, sperando che ogni tanto sbocci un fiore. É questa la vita del silenzio, del dono dei propri giorni spesi a larghe mani, come se fossimo nate per questo, noi donne antiche, solitarie vestali nel tempio delle nostre case.

La mia torta per i cinque anni del mio nipotino Matteo


Ancora una cream cake per festeggiare i cinque anni del mio nipotino Matteo, quest’anno ha scelto il tema super Mario, la ricetta è la solita presa dal web:

http://www.cakedesignitalia.it/notizie/news/item/6880-il-trend-2018-e-la-cream-cake-se-davvero-si-chiama-cosi.html

 un po di fantasia per il decoro a base di biscotti glassati con ghiaccia reale, fragole e cioccolatini.