Fiori di novembre


 
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Sale nell’aria mesta
odor di cannella
e chiodi di garofano
e il cielo triste
lascia cadere nel mattino
le sue lacrime pesanti.
Oggi festeggiamo i santi
e occhieggiano qua e là
fiori di novembre,
odorosi e croccanti,
colorati e soffici,
per i morti un pensiero
a rallegrar le vie del cimitero.
MC@
 

 

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Abbiamo fatto la Red velvet!


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La red velvet è una torta americana divenuta famosa nel mondo per il suo aspetto scenografico molto accattivante, con il contrasto dei suoi colori, il bianco della farcitura e il rosso vivo del suo interno. Per me è un pò pesante al gusto, non se ne può mangiare tantissima, ma il contrasto con la freschezza della frutta la alleggerisce un po’. La ricetta ha diverse varianti e su internet c’è l’imbarazzo della scelta. Mia nuora ne ha selezionata una e insieme l’abbiamo realizzata per il compleanno del suo papà. Il risultato è stato più che soddisfacente, forse c’è qualche piccolo errore da correggere, ma io preferisco sempre le nostre belle torte italiane, con panna e crema pasticciera, che si sciolgono in bocca e dopo la prima fetta te ne mangeresti subito un’altra.

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Andando per castagne!


 
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In questo periodo sento la voglia di montagna, di quell’umido odoroso di foglie morte, di quel cielo che rimbomba cavo, come fosse una cupola aliena posta sulle nostre teste. Che buono quel panino con la cotoletta fredda che ogni tanto tiri fuori per dargli un morso! Mi sembra di essere a scuola, quando il panino con la mortadella non arrivava mai alla ricreazione. Che gioia trovare le prime castagne, lucide e grosse come giganteschi chicchi d’ambra, nascoste tra le foglie e poi sentire, al primo alito di vento, quel rumore metallico delle castagne che cadono battendo sui tronchi. E’lì che ti dirigi nella speranza di trovarle e gioire poi di quei piccoli tesori dal cuore generoso e bianco, dalla buccia ancora tenera e pelosa. Quando le trovi ti viene voglia di coccolarle e già pensi al loro crepitare sul fuoco, mentre attendi con l’acquolina in bocca, che si cuociano, per addentarle ancora bollenti, dopo esserti scottate le dita. Sono sensazioni nuove, anzi vecchie, nascoste nell’animo dalla voglia d’estate e di mare, che riaffiorano alle prime piogge, ai primi sentori d’autunno e per chi come me, vive tutto l’anno al mare, la prima passeggiata in montagna costituisce un vero richiamo della natura, il ritrovarsi in una dimensione diversa, con le orecchie che schioccano e le nuvole più vicine sulla testa, mi pare di avvertire anche qui quel senso di appartenenza al creato, che mi circonda con lo svettare dei tronchi e quella dolce solitudine che si nutre di silenzio, squarciata ogni tanto dal gracchiare roco delle gazze e dei corvi tra le querce. Dopo la camminata ci sediamo su un muretto a confrontare il bottino di castagne e a consumare quel che resta del panino e quel dolcetto preparato apposta per la colazione a sacco e poi di nuovo verso casa, con la pelle sudata e una grande serenità nel cuore.

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Visione d’autunno


 

 

Mi sciogliero’ nel vento

Come ala di gabbiano

E di sogni riempiro’

Cornucopie di nuvole

Che  si intingono soffici

In questo mare,

Di giada e lapislazzuli

E luccica d’argento

trafitta da un raggio di sole

L’onda pigra,

Dove lontana va

La vela

Navigando il silenzio

Nel vento che spira

Tra le tele antiche,

Maestre di solitarie rotte

Adagiate sul petto dell’orizzonte.

MC@

Immagine correlata

Come dentro un film.


 

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14359256_10208503303394282_5236430831676067897_nFelice giorno!

Fresco il mattino s’attarda sui primi raggi di sole, mentre sale la calura ancora estiva a carezzare le cime degli alberi.
Ancora pare estate, ma galoppa il tempo e scrutiamo le nuvole vaporose e bianche che in tarda mattinata si innalzano dalla montagna come bianchi sipari che annunciano scenari di pioggia.
Io me ne sto ancora qui a nuotare in questo mio amato mare che si increspa e mi accarezza, con onde improvvise e schiaffi d’acqua sulla testa. I villeggianti si attardano nelle case e la spiaggia è ancora piena, ma ad uno ad uno partono, sebbene a malincuore, li attendono gli impegni in città, siamo già alla fine di agosto. A poco a poco se ne andranno con le macchine zeppe di masserizie, vestiti, qualcuno ha anche la gabbietta degli uccellini, il cestino del gatto, o il cagnolino che si solleva sulle zampette quasi a salutare dal finestrino. E’ un movimento di vita, quasi un flusso migratorio che desertifica la scogliera e il lungomare, a poco a poco spariranno il solarium, le passerelle, le tovaglie stese al sole, il chiasso dei ragazzini. Tutto si spegnerà come dentro un film e la natura riprenderà il suo consueto aspetto. Io continuerò a nuotare nella piccola baia ormai silenziosa, scivolando sull’acqua pigramente e scruterò il cielo al mattino dal mio cortile, mentre la bignonia lascia cadere ad uno o ad uno gli ultimi fiori e le api bottinatrici ritornano alle loro arnie dopo mesi di golose visite ai calici arancione alla ricerca del nettare.@ MC

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Sentori


 

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Prime gocce nella polvere, grandi come rose d’autunno, sollevano strani odori che evaporano in un attimo, lasciando nella mente qualcosa di acre.
Come il tempo svanisce nell’aria il temporale, a cavallo di nuvoloni fuggiaschi e i lampi si allontanano come briglie d’oro di alati destrieri. E’ un momento magico, atteso con malinconia, segna il momento del cambiamento, delle nuvole pomeridiane, delle piogge rapide e intense che rinfrescano un pò l’aria, dei bagni sotto la pioggia di noi ragazzi incoscienti, che godevamo quel momento sfidando i fulmini, per correre poi a casa grondanti, col sapore del mare in bocca. E dopo… la quiete, i fiori del rampicante muti sul pavimento del cortile e le ultime api dalle ali inumidite ancora in cerca di miele. @MC

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