Archivio | aprile 2010

Filosofando


Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene. 
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
~
Kahlil Gibran ~
da Le ali spezzate

Michele Cascella


Michele Cascella è fra gli autori del novecento il mio pittore preferito . Mi piacciono i suoi paesaggi e le sue nature morte per la loro immediatezza visiva, la semplicità del tratto quasi infantile e la loro stemperata intensità di colore, che li fa assomigliare a degli acquerelli. I suoi peschi in fiore con la loro essenzialità, con quel rosa pallido misto al bianco ci danno l’impressione di un’eterna primavera che, delicata ma intensa, avvolge la piccola casa di Ortona e si distende fino alla lontana marina, che si intravede all’orizzonte, creando per l’occhio dell’osservatore una dimensione di infinito. Il ripetersi degli elementi pittorici non stanca, ma bensì costituisce una caratteristica precipua dell’autore che lo rende unico. Molto graziosi nelle nature morte, gli squarci paesaggistici che fanno capolino tra frutta e vasi di fiori. E’ il tema ricorrente della sua Ortona che si affaccia anche nella natura morta a soddisfare quella vocazione paesaggistica a cui il pittore non sa rinunciare. Cascella non ha bisogno di molti elementi per creare un capolavoro e anche nel voluto ripetersi dei soggetti riesce a inserire degli elementi nuovi che fanno di ogni quadro una creazione diversa e originale. Mi piace molto il suo senso della prospettiva, interpretato magistralmente da quel moltiplicarsi di piani in cui sono inseriti i vari elementi e che danno la bellissima sensazione di una finestra sul mondo.

Gioielli


Le pietre preziose, col loro scintillio, la loro luce riflessa i loro colori ineguagliabili, sono croce e delizia di ogni donna. Chi di noi non sogna almeno una pietruzza scintillante? Chi resiste alla tentazione di fermarsi davanti alla vetrina del gioielliere per guardare le novità? Trilogie, solitari, pendenti, orecchini, bracciali dalle vetrine illuminate dicono" prendimi prendimi". Ma come si fa in questi tempi di crisi a entrare dal gioielliere? Io ho studiato una forma di appagamento dei sensi col definire il gioiello una forma di espressione artistica da ammirare, come si ammira un quadro di autore famoso, guardo le cose che non potrei comprare mai, non col desiderio di averle come ornamento personale, bensì come espressione di un’arte raffinatissima che si avvale di materiali rari e di difficile reperibilità e quindi ritenuti preziosi. Questa escamotage  non intacca le mie finanze e non mi crea preoccupazione per i ladri. Se compriamo cose troppo preziose le dobbiamo tenere in cassaforte e non le vediamo mai, è come nonanello brillanti e smeraldo                       averle, dal gioielliere invece le vedi sempre, risparmi e non corri rischi. Ben magra consolazione, direte voi, ma il mio è un umorismo autoironico che tende a scacciare desideri inappagabili e ad evitare frustrazioni represse.

Io mi diletto in cucina: oggi involtini in bianco


Oggi ho cucinato degli involtini di vitello con una ricetta che ho elaborato traendo spunto da altre ricette, ma rendendola molto personale. Devo dire che ne è venuto fuori qualcosa di succulento che i miei assaggiatori gradiscono molto. E’ una buona ricetta che evita l’operazione fastidiosa di affettare i grossi arrotolati, i quali danno spesso qualche problema. Io ne preparo due a testa e ne aggiungo qualcuno in più per i più golosi. Se volete provare la mia ricetta vi dico che non è difficile, basta avere gli ingredienti e un pò di manualità.
 
Ingredienti:
 
per sei persone
 
Dodici fette di carne dal retrocoscia non molto spessa
due puntine di maiale
tre uova sode
degli asparagi selvatici
dei pistacchi
dei tocchetti di auricchio o simile
parmigiano grattugiato
sale e pepe
 
per la cottura:
un tocchetto di burro e un pò d’olio(per alleggerire i trigliceridi)
due foglie di alloro
uno spichio d’aglio in camicia,
un rametto di rosmarino
dei piselli scottati leggermente con un pò di sale e la loro acqua di cottura
 
esecuzione:
 
Stendete le fette di carne sul piano di lavoro e conditele col sale e il pepe, su ognuna distribuite tutti gli ingredienti in parti uguali e arrotolate delicatamente, ma in modo che nulla fuoriesca. Chiudete gli involtini con degli stuzzicadenti, passateli nella farina di semola e friggete per siggillare la carne.
Prendete la vostra pentola bassa, sciogliete il burro, aggiungete l’olio e gli aromi, fate soffriggere appena e aggiungete gli involtini. Sfumate con del vino bianco, fatelo evaporare e aggiungete i piselli con un mestolo della loro acqua e se volete anche dei funghi affettati sottilmente e fatti appassire in padella. Non aggiungete sale perchè l’acqua dei piselli è gia salata. Abbiate cura di cuocere a fuoco lento e a pentola coperta  per un’ora e un quarto circa, agitando spesso senza mescolare e aggiungete l’acqua di cottura dei piselli per stemperare il sughetto se si asciuga troppo. Serviteli con il loro contorno, o aggiungete delle patate fritte a fiammiferino e  buon appetito!!!!!
 
 
 

Io mi diletto: la frangia all’uncinetto


 Nel mio primo intervento nel blog, timidamente vi raccontai di aver iniziato un lavoro all’uncinetto, non è che da
allora sia cresciuto molto, ma è andato avanti un bel pò, mi piace, per questo ve lo voglio mostrare in anteprima.
Voglio realizzare una tenda………ma questa è un’altra storia ve la racconterò in seguito. 

 

Per la tenda ultimata clicca qui: https://mariacavallaro.wordpress.com/2011/06/01/io-mi-diletto-la-tenda-alluncinetto/