Michele Cascella


Michele Cascella è fra gli autori del novecento il mio pittore preferito . Mi piacciono i suoi paesaggi e le sue nature morte per la loro immediatezza visiva, la semplicità del tratto quasi infantile e la loro stemperata intensità di colore, che li fa assomigliare a degli acquerelli. I suoi peschi in fiore con la loro essenzialità, con quel rosa pallido misto al bianco ci danno l’impressione di un’eterna primavera che, delicata ma intensa, avvolge la piccola casa di Ortona e si distende fino alla lontana marina, che si intravede all’orizzonte, creando per l’occhio dell’osservatore una dimensione di infinito. Il ripetersi degli elementi pittorici non stanca, ma bensì costituisce una caratteristica precipua dell’autore che lo rende unico. Molto graziosi nelle nature morte, gli squarci paesaggistici che fanno capolino tra frutta e vasi di fiori. E’ il tema ricorrente della sua Ortona che si affaccia anche nella natura morta a soddisfare quella vocazione paesaggistica a cui il pittore non sa rinunciare. Cascella non ha bisogno di molti elementi per creare un capolavoro e anche nel voluto ripetersi dei soggetti riesce a inserire degli elementi nuovi che fanno di ogni quadro una creazione diversa e originale. Mi piace molto il suo senso della prospettiva, interpretato magistralmente da quel moltiplicarsi di piani in cui sono inseriti i vari elementi e che danno la bellissima sensazione di una finestra sul mondo.
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