Archivio | maggio 2010

Io mi diletto: la mia poesia


 
 
 
 Immagine in fuga
 
 
 
 
 
 
Come tristi
mi vennero agli occhi,
dalla macchina in corsa,
due rose appassite
in una vecchia bottiglia
vuota di liquore!
Forse donate per amore,
forse hanno punto un cuore!
Due rose lasciate lì
 a morire,
chissà da chi!
Due rose pallide e secche,
rimaste sulla collina,
unico arredo dimenticato
d’un bivacco
 di nomadi abbandonato.
 
 
Maria Cavallaro
 
 
 
 
 

 
Dal 2000 in base alla legge 248: "….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… " L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate in questo blog.

 
 
 

Le gole d’Alcantara


 
 
 
Le gole d’Alcantara costituiscono un sito naturale di rara bellezza architettonica, che si trova in provincia di Catania. All’interno delle gole scorre il fiume Alcantara che le attraversa tutte per un percorso di oltre sei  chilometri di cui solo la metà sono percorribili. Ognuno di noi della zona c ‘è stato almeno una volta nella vita. Io ci sono stata da giovane e quando sono uscita dall’ascensore che porta al greto del fiume mi è sembrato di trovarmi a un tratto immersa  in  un eden selvaggio. Un piccolo fiume dalle acque gelide scorreva  limpido e tutto intorno cespugli e alberi e gente in costume che con alti stivaloni si inoltrava in un’ampia gola, quasi un canyon intagliato nella roccia a strapiombo, che si innalzava per più di venticinque metri: era l’Alcantara,uno dei fiumi più importanti della Sicilia. Io con il mio fidanzato e mia cugina immergemmo i piedi nudi nell’acqua e cominciammo a risalire  il fiume: che meraviglia! La roccia basaltica intagliata quasi  in orizzontale, nera e levigata, mostrava forme inconsuete: ora sembrava una catasta di legna, ora un’arpa, ora un ventaglio. Era come se il creatore si fosse messo lì a intagliare e a levigare le pietre ad una ad una,  tanto erano lisce e inaccessibili. L’acqua gelida aveva anestetizzato i nostri piedi, ma noi continuavamo a salire affascinati. La gola si restringeva, le pareti  incombevano su di noi paurosamente, l’acqua si faceva mano a mano più alta e diverse cascatelle scendevano dall’alto, frantumandosi in miriadi di gocce nell’impatto con la roccia, creando piccoli arcobaleni quando venivano attraversate da un raggio di sole. Che piacere infilarsi sotto le cascatelle e sentire sulla pelle la purezza di quell’acqua gelida! Giungemmo alfine a un’ ampia vasca dove l’acqua ci arrivava alla vita, non andammo più oltre perchè il passaggio si restringeva e diventava più difficoltoso risalire. Al ritorno per riposarci ci sdraiammo su uno spiazzo di sabbia e devo dire che la prospettiva che si godeva in quella posizione era ancora più suggestiva: i cordoni di roccia incombevano su di noi come se fossero tenuti miracolosamente attaccati l’uno all’altro in uno straordinario gioco di equilibri e di forme, fra i due costoni punteggiati da rigogliosi cespugli verdi che crescevano lassù godendo della frescura del luogo, si intravedeva una striscia di cielo azzurro che dava l’impressione di trovarsi in un’altra dimensione. Ora, a distanza di molti anni, il ricordo di quei luoghi mi è vivo nella mente come di un tempio della natura, un angolo di paradiso che a vederlo ti toglie il respiro e ti affascina con la sua straordinaria bellezza.
 
 
 
 

Oggi Compleanno


 
 
 
 
 
Come è bello stupirti ancora, vedere i tuoi occhi cerulei sorridere d’un sorriso che io sola conosco, dedicarti i miei pensieri, darti ogni giorno qualcosa di nuovo, addormentarmi stanca fra le tue braccia, che per me sono una piccola oasi di serenità. Oggi e per tanti anni ancora auguri mio caro!
 
 
 
Buon compleanno
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Marilyn un mito di tutti i tempi


 

Marilyn Monroe è morta quando io avevo pochi anni, eppure l’immagine di lei che emerge dai miei ricordi è sempre la stessa: una donna di circa trent’anni che sorride in pose sexi. Ma chi era Marilyn e cosa ha fatto per meritare tanto successo da diventare un’icona pop tanto amata? Era sicuramente di oscuri natali e aveva un talento di attrice e di cantante non eccelso, anche se partecipò a un gran numero di film nei quali cantava canzoni che sono diventati successi ever green, ma era bella tanto bella che le si poteva perdonare tutto in nome della sua bellezza. Dietro il suo aspetto da svampita si celava però una donna intelligente che gestiva il suo bellissimo corpo per sopravvivere, si racconta infatti che posò nuda per soli cinquanta dollari perchè aveva fame.
Marilyn secondo me con la sua morte prematura si è come cristallizzata nel tempo, ha evitato il declino, le rughe, l’invecchiamento, il suo volto è rimasto fresco e sorridente, le sue gambe slanciate e sode sotto il bianco vestito plissettato e svolazzante. La sua bocca procace e rossa fa ancora senso agli uomini, i suoi occhi ora languidi ora ammiccanti li guardano come se lei fosse viva. Noi non sapremo mai come sarebbe stata a ottant’anni, lei ne avrà sempre trenta. La morte prematura le ha donato l’eterna giovinezza, la fama, la bellezza incorruttibile. Il cinema e la televisione hanno riproposto i suoi film mantenedola viva nell’immaginario collettivo, il mistero che ha circondato la sua morte ha alimentato congetture e ipotesi che hanno creato il suo mito mediatico. A guardarla così fresca e sorridente nessuno pensa più a quello che fu il suo tormento, nessuno si chiede mai cosa la portò all’alcool e alla droga e infine al suicidio, ma è diventata il sogno proibitito di ogni uomo per generazioni, è diventata il cavallo di battaglia di tante imitatrici che sulla sua immagine hanno creato il loro successo, è diventata il modello per tante donne che si sono ispirate a lei per il loro look. Marilyn ha avuto una carriera lunga e piena di successo a dispetto della malattia e del declino psicologico che nel fiore degli anni l’hanno indotta all’insano gesto, ma le hanno donato l’immortalità e l’eterna giovinezza. 

    

Filosofando


L’altro

 

 

Il tuo prossimo

è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.

Il suo volto si riflette

nelle acque tranquille,

e in quelle acque, se osservi bene,

scorgerai il tuo stesso volto.

Se tenderai l’orecchio nella notte,

è lui che sentirai parlare,

e le sue parole saranno i battiti

del tuo stesso cuore.

Non sei tu solo ad essere te stesso.

Sei presente nelle azioni degli altri uomini,

e questi, senza saperlo,

sono con te in ognuno dei tuoi giorni.

Non precipiteranno

se tu non precipiterai con loro,

e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.

 

 

Kahlil Gibran

 

 

 

Il territorio: Etna vulcano buono


Dal terrazzo di casa mia guardo l’Etna, gigante dalle larghe spalle, che  troneggia immobile e maestoso e cambia il suo aspetto a seconda delle stagioni: ora che siamo in primavera è verdeggiante per il rinnovarsi del manto boschivo, in inverno sembra una vecchia signora che porta sulle spalle un mantello di ermellino, tanto è il candore delle sue nevi. D’estate si colora di verde cupo e in autunno si tinge di croco con l’ingiallir delle foglie. Il fertilissimo terreno delle sue pendici è largamente coltivato e ci offre prodotti pregiati quali il pistacchio, l’oro verde di Bronte, molto conosciuto e usato in pasticceria per la preparazione di dolci e gelati, i fichidindia di Belpasso, frutti spinosi, ma dalla polpa gustosissima, dai quali si ricava la mostarda, una specialità che si ottiene dai frutti attraverso una elaborata procedura e poi l’uva, le olive, le ciliege, le castagne marrone, i funghi porcini, il miele millefiori. Dall’elaborazione di questi prodotti si ricavano specialità locali  famose nel mondo. A muntagna o Mungibeddu , come la chiamiamo noi, è una mamma per gli abitanti dei paesi pedemontani, perchè dà possibilità di lavoro in una zona che ha molto bisogno, sia con i prodotti della terra, sia con il turismo estivo e invernale. L’Etna infatti attira molta gente  sia per le sue nevi , sia per la singolarità dei suoi paesaggi. Le sue eruzioni sono sempre molto suggestive, ma il più delle volte innocue dal momento che il magma si riversa nella valle del bove, una conca naturale dalle enormi capacità, a tutto vantaggio dei turisti che possono godere di uno di uno spettacolo fuori dal comune . Le colate laviche sovrapponendosi nei secoli, hanno creato un paesaggio lunare punteggiato da macchie di ginestra e abeti solitari che sono sfuggiti al fuoco. Anche se a volte ha causato un bel pò di danni alle cose, tuttavia “a muntagna” non ha mai causato vittime, tranne qualche turista troppo temerario che sfidando il vulcano, si è avventurato ad alta quota ed è rimasto vittima della sua stessa curiosità. Ogni tanto Mungibeddu emette rumorosi boati, si dà una scrollatina, poi si fa una fumatina,   e qualche volta gli scappa la nuvola nera. Allora sono dolori: la  sabbia piove per giorni, ammanta di nero ogni cosa, blocca l’aeroporto, rovina i prodotti dell’agricoltura e intasa le grondaie. La gente la spazza quasi con rabbia e i sacchi pieni si ammucchiano paurosamente agli angoli delle strade, le macchine sollevano un gran polverone e te la ritrovi dappertutto, nei capelli, negli occhi, nel letto e persino nel piatto. Mi ricordo alcuni anni fa una fitta sassaiola di lapilli più grossi di una mandorla, si abbattè sui paesi della costa catanese, giungendo fino al mare. In un attimo tutto si rivestì di nero , il cielo divenne d’un grigio cupo da giudizio universale, la gente per le strade, presa dal panico, non sapeva dove rifugiarsi per salvare le macchine, un’atmosfera da brivido. Alla fine uno spesso strato di lapilli rimase sul selciato, sui tetti su ogni superficie, rimanendo lì per mesi. Ma noi gli perdoniamo tutto, anche perchè non possiamo fare altrimenti, sta lì da prima di noi!