Il lavoro che non c’è


Ieri primo maggio: festa del lavoro, non ho pubblicato nessun intervento in merito perchè non mi è sembrato opportuno, partecipare a una festa per un mondo, quello del lavoro, in cui è difficile per non dire impossibile, entrare. Questa festa altamente politicizzata, celebra le conquiste della classe operaia e dei sindacati, e ricorda le vittime delle lotte dei lavoratori, ma quali conquiste devono celebrare i giovani di oggi, che vivono la loro vita nella speranza di una chiamata che non arriva mai, che si arrabbattano con lavoretti precari in nero eternamente figli di famiglia, o bamboccioni, come li definì quel ministro?
Gran parte dei giovani oggi vive con la pensione dei nonni o dei genitori, ma che faranno quando queste pensioni moriranno? Mi piace guardare cosa succede intorno a me e ho notato il proliferare in città delle sale da gioco , ecco dove vanno a lavorare i giovani privi di occupazione, buttano i loro soldi nelle macchinette nella speranza di una improbabile vincita, mentre scolano bottiglie di birra o si fanno una*****. Quali certezze hanno, come possono crearsi una famiglia, fare dei figli? Lo stato li esorta a inventarsi un’attività in proprio, ma non appena mette il primo timbro è lì pronto a succhiar loro il sangue con le tasse. E tu giovane di oggi come mangi? I vecchi devono continuare a lavorare e i giovani invecchiano senza un lavoro, mi sembra il cane che si morde la coda.
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