La mia poesia: A mia madre


 ann_rose_kupu3
Ogni giorno
come una farfalla,
a te vola il mio pensiero,
a te,
che nella tua mente che non c’era
mi ritrovavi un attimo
per dirmi “figlia”.
Ed io
quante volte
ripetevo”mamma”,
per crearmi uno spazio,
un varco di luce nella tua nebbia,
per cogliere
quel raggio d’amore perduto
nell’assenza del tuo sguardo,
nella via infinita del tuo dolore,
nel tuo oblio finale,
 in cui ti sei persa
 senza ritorno.
Maria Cavallaro
Io mi diletto: La mia poesia
 
Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate in questo blog.
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5 thoughts on “La mia poesia: A mia madre

  1. Ciao Maria, chissà quanti /e ti avranno osannato per questo tuo magnifico Blog. Come vedrai è notte fonda e non riesco a prendere sonno, così navigo
    leggendo le tue meraviglie forse sino all’alba…nel frattempo ti auguro un buon risveglio e a presto, Pietro.

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    • grazie Pietro per aver letto questa poesia, anche io ho molto sofferto per mia mamma, proprio questa poesia è stato il pianto liberatorio che sono riuscita a scrivere dopo quasi un anno dalla sua morte. Posso comprenderti.Con simpatia, Maria.

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  2. Pingback: Mia madre malata di Alzheimer | Il mondo di Macdelice

  3. ciao Maria grazie per queste grandi parole.Da Dicembre mia madre ha iniziato a manifestare alcuni sintomi di questa meschina malattia. Ad oggi non ha iniziato una terapia, non ha ancora una invalidità ed io mi trovo sola in un dolore che mi fa realizzare un percorso tortuoso, il dolore più grande è l’abbandono di uno stato per un malato che non può difendersi, ciao Daniela

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    • ti sono vicina cara Daniela, ti consiglio , se hai già effettuato una tac, di chiedere per tua mamma una visita all’istituto di igiene mentale della tua usl, se il medico riconosce la malattia, ti darà una cura che serve a poco, ma è giusto farla, nello stesso tempo potrai richiedere il certificato che insieme alla tac potrai accludere alla domanda di invalidità, è il primo passo da fare, passerà del tempo, ma se hai questo certificato la mamma avrà delle buone possibilità di essere riconosciuta anche dalla commissione. Ti abbraccio forte, Maria

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