Carretti siciliani a S. Alfio


 
 
 
Indietro con la memoria
 
 
 
Avrò avuto meno di dieci anni quando, con i miei nonni paterni e i miei genitori, ci siamo recati a S.Alfio Trecastagni, un grosso centro in provincia di Catania,  in occasione della festa padronale,
 

un evento molto atteso ogni anno, che attira gente da tutta la Sicilia. La festa è molto sentita a livello spirituale, ma il contorno laico la trasforma in un evento folcloristico di ampia risonanza. Sono passati tanti anni, ma il ricordo mi è vivo nella memoria: siamo andati in taxi ed io indossavo un vestitino di velluto rosso, che ben si intonava alle mie trecce bionde e al colore dell’ambiente circostante: bancarelle piene di cappelli di paglia e
 
 

tamburelli, bancarelle di ceri votivi immagini e souvenir, bancarelle piene di agli intrecciati in tutte le fogge,
 

che sprigionavano un odore così intenso da far morire un esercito di vampiri. Venditori dal viso paonazzo e dal naso rubizzo gridavano la loro mercanzia, invitando i visitatori all’acquisto. Il mio papà mi comprò un cappellino di paglia rosso come il mio vestito e dopo la visita alla catterdrale, uscimmo sulla piazza antistante, per assistere all’evento più atteso: la sfilata di carretti siciliani bardati a festa.
 
 

La piazza era piena di folla, io piccolina non vedevo nulla e il mio papà mi prese a cavalluccio sulle sue forti spalle. Che bellezza da lassù, mi sentivo la regina dei giganti e dominavo la scena."Eccoli papà!"gridai, appena spuntò il primo pennacchio, erano bellissimi ,
 
 

i cavalli maestosi pieni di bardature colorate, sonagli e pennacchi, i carretti dipinti con grande maestria raffiguravano le gesta di Orlando e il suo amore per la bella Angelica. Non ne avevo mai visti tanti insieme e mai così belli, o forse i miei occhi di bimba hanno conservato nella memoria  lo stupore dell’innocenza.
 
 
 
La gente faceva largo al loro passaggio, ma erano sempre troppo vicini per non sentire il  caratteristico odore dei
 
 
 
 
 cavalli e il calore del loro fiato. Ad un tratto accadde l’imprevisto: uno dei cavalli si imbizzarrì, si sollevò sulle zampe posteriori, agitando le anteriori sulla testa della gente, il carretto arretrava, il conducente cercava con ogni sforzo di trattenere la bestia, fu il panico, la gente si allargò all’istante, il cavallo fu poi placato  e tutto finì bene, tra  scalpiccii sul basolato lavico, nitriti  e tintinnio di sonagli. Poteva essere una tragedia! Sono ritornata dopo molti anni in quello stesso posto e devo dire che ho rivissuto un pò quell’atmosfera, ma non vi ho ritrovato la stessa poesia.
 
 

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3 thoughts on “Carretti siciliani a S. Alfio

  1. Ma che bel tuffo nel passato….leggendoti ho sorriso… son tornata anch\’io indietro nel tempo ho rivisto i miei bambini belli allegri salire sul carretto siciliano a Terrasini girare per il paese felici e festanti…. suoni… canti…. bancarelle… colori…. meraviglioso folcklore di SiciliaDolce notte piccola

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  2. molte volte torno indietro cara maria…chi non lo fa non puo capire le cose del presente e nemmeno accorgersi quello che portera il domani…baci dolci

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