Archivio | agosto 2010

Vitiligine, compagna per la pelle


 
 
 
 
 
Barres & déco diverses
 
 
La mia vitiligine
 
 
 
Io convivo da trent’anni con una compagna noiosa e antipatica che mi sta sulla …..pelle. Ha un nome strano, si chiama vitiligine e non mi abbandona mai. Essendo io di colorito molto chiaro riesco a darle scacco matto in inverno, ma all’arrivo dell’estate lei  è là: puntini, circoletti, isole e penisole si allungano sulle mie mani, che sono il punto maggiormente colpito, i miei melanociti  defunti lasciano spazi vuoti, che, in assenza di melanina, non si colorano più sotto i raggi del sole. E dire che le mie mani erano la parte del mio corpo che amavo e curavo di più: dita lunghe e affusolate belle unghie curatissime, stretta calorosa e cordiale. Cosa è cambiato con la vitiligine? Poco o nulla, mani e unghie sempre curate e per compensare le macchie, qualche anello in più per distrarre l’attenzione di chi mi guarda e magari sarebbe tentato di chiedermi: "Cos’hai avuto nelle mani?". I bambini no, quelli non li puoi distrarre, per loro una risposta sempre pronta:"Sono juventina e mi coloro le mani per fare il tifo alla mia squadra". Come puoi spiegare ai bambini che hai una malattia autoimmune, che il tuo organismo, per uno sconosciuto motivo, si è messo a produrre degli anticorpi killer, che non riconoscono i tuoi melanociti e se li pappano per proteggerti da te stessa? Se mai aveste questo problema non allarmatevi, non vi da alcun fastidio non è contagioso, dovete solo stare calmi, il nervosismo è lo status preferito dei vostri killer, si danno subito da fare per "difendervi", così vi procureranno qualche circoletto in più. Se poi vi venisse in mente di andare da un dermatologo per curarvi, andateci, ma appena uscite buttate in un cestino la sua ricetta, mangiando chili di compresse, arrostendovi sotto le lampade, iniettandovi melanociti coltivati in vitro, non otterrete nulla , la vostra compagna non vi lascerà mai. Certo non è una malattia estetica, è una malattia che vi può portare alla depressione, siate forti non datele questa soddisfazione,  lei non aspetta altro per aggredirvi, per distruggere i vostri melanociti superstiti, fino a rendervi bianchi come  un nero che si è fatto un tuffo nella candeggina. Questa malattia vi fa trovare molti amici, io sono amica di Gino, di Mimmo, di Dora, di Antonio, ma sono anche stata amica di Michael Jakson e del presidente Cossiga, vi pare poco?
 
 
 
 
 
 
 Barres & déco diverses
 
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Io mi diletto : la mia poesia


 
 
 
 
 
Gelosia
 
 
 
 
Sfoglio
le pagine del cuore
dove è scritto il sentimento
a lettere di fuoco.
 
 
 
 
Mi addentro nei meandri dell’anima
per scoprire le tue verità,
i tuoi segreti , mai troppo celati
per me , che vivo di te .
Mi nutro del tuo amore,
come le api del miele dei fiori
 
 
  
 
e strappo
ad uno ad uno i tuoi petali,
 
 
 
 
 
ma piano, per non farti male.
E tu arrendevole alle mie ansie,
ti lasci sfogliare 
e come il calice d’un fiore,
 
 
 
 
 
poni nudo il tuo cuore
nelle mie mani.
 
 
Maria Cavallaro
 
 
 
 
 

Dal 2000 in base alla legge 248: "….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… " L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Edvard Munch, il pittore dell’angoscia


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L’urlo
Quante volte ho attraversato questo ponte, quando mia madre magra e smunta dormiva nel suo letto di dolore! Non c’è pittore a mio avviso, che meglio di Munch abbia saputo rappresentare quello che si ha dentro, quando si vive nello sconforto, nella paura, nel dolore. Questo essere informe e allungato, questo paesaggio essenziale, ondulato come riflesso in uno specchio deformante, questo è il dolore, di cui l’urlo è  l’ultimo epilogo. Così si sentiva il pittore nella sua malattia e in questa opera ricorrente estrinsecava tutta la sua interiorità malata, così ci sentiamo noi quando attraversiamo momenti difficili, che ci opprimono l’anima e deformano il nostro più intimo sentire. La bocca spalancata sembra senza voce, così è il nostro dolore, quando vorremmo gridarlo al mondo, ma non possiamo e l’urlo resta come cristallizzato dentro di noi, quasi a voler esplodere, ma non riesce a dar fiato alla voce e la realtà si deforma, si allontana , proprio come su quel ponte dai colori significativi di uno stato d’animo turbato, quasi opprimente.
Mi piace questo pittore per quello che riesce a trasmettere con la sua opera, ma le sue immagini mi inquietano l’animo con la loro informe essenzialità, ricca di tanto pathos.
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Io mi diletto: la mia poesia


 

 

 

 

Sogni di umanità

 

 

Tenendoci per mano

attraversiamo la vita

su cuscini di velluto ,

 

 

 raccogliamo fasci di rose senza spine.

 

 

Senza ali ci libriamo nell’aria

appesi a veli di seta ,

intrecciamo nodi d’amore

sui nostri capelli

e beviamo nettare e miele alla fontana!

Sogno!

 

 

Ci attraversa la vita

 impietosa e amara

e le nostre deboli mani

 si pungono

per cogliere la piccola rosa,

 che sboccia alta

 

 

 sul cespuglio del nostro destino!

Le nostre ali stanche

raramente spiccano il volo

e come falene accecate,

inseguendo arcobaleni di luce,

 

speriamo

 in un domani migliore!

 

Maria Cavallaro 

 

 

 
Dal 2000 in base alla legge 248: "….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… " L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate

 

 

 

Io mi diletto in cucina : gli involtini di mlenzane


 
 
 
Gli involtini di melenzane
 
 
 
 
 
 
 
L’estate è il tempo delle melenzane, un ortaggio generoso che si presta alle più svariate preparazioni. Certo la frittura è il tipo di cottura che ne esalta il sapore e le rende molto appetibili, ma se vogliamo prepararle in modo più leggero , ma ugualmente gustoso possiamo fare questi involtini di melenzane arrostite, che sono di facile realizzazione e gradevoli all’occhio e al palato. 
 
Ingredienti
 
quattro melenzane piuttosto grandi
un etto di prosciutto cotto
parmigiano grattugiato
dei tocchetti di auricchio piccante
salsa di pomodoro
mollica
foglie di basilico
sale pepe
olio di oliva
 
 
Esecuzione
 
Affettate le melenzane e arrostitele su una piastra avendo cura di stenderle per farle raffreddare. Su ogni fetta passate il sale il pepe e un filo d’olio. Passate
poi il parmigiano, una presa di mollica e un cucchiaino di salsa, per ultimo un pò di prosciutto, il basilico e un tocchetto di auricchio. Avvolgete le melenzane senza far uscire gli ingredienti e adagiatele in una pirofila uno accanto all’altro, spolverizzate di mollica e parmigiano e cospargete con un poco di salsa di pomodoro una presa di sale e un filo d’olio. Gratinate in forno a 200 gradi e servite tiepidi o freddi. Sono un gradevole antipasto, o un secondo gustoso e leggero.
 
 
 
 
 

Franco Battiato


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Qual è il vostro centro di gravità permanente?
 
 
       
 
 
 
Franco Battiato è un cantautore di casa mia, un siciliano doc, è nato infatti a Riposto(a quei tempi Jonia) e vive a Milo, proprio a due passi da me. Battiato è sempre stato un personaggio di spessore nel mondo della musica italiana, egli si è saputo adeguare ai tempi e seppur schivo e riservato, raccoglie sempre un pubblico attento e affezionato. Predilige infatti esibirsi nei teatri e negli auditorium e concede rare interviste ai giornalisti. Le sue canzoni con le loro assonanze, le atmosfere rarefatte, i testi strani a volte incomprensibili e le sue musiche etniche e orientaleggianti, hanno lo straordinario potere di trasportarci in una dimensione quasi soprannaturale, che è piacevole assaporare con gli occhi chiusi. La sua originalità sta proprio in questo volersi distaccare dal consueto, dandoci canzoni che esulano dalla quotidianità del panorama della canzone italiana e che rispecchiano il suo amore per la ricerca di temi nuovi nello studio  delle filosofie e delle religioni, che da sempre lo appassiona e lo lega al suo pubblico.  
 
 
 
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Il dolce di ferragosto


 
Bar & decos vari ... 
 
 
Augurandovi buon Ferragosto voglio regalarvi una ricetta facile facile, un semifreddo agli amaretti che ho preparato proprio oggi per i miei cari.
Siete ancora in tempo a prepararlo per domani.
 
 
 
ingredienti:
mezzo litro di panna fresca
cento grammi di amaretti del tipo secco
cinque cucchiaiate di zucchero semolato
due uova fresche
cento gr di cioccolato fondente
 
 
 
 
 
esecuzione:
montate la panna avendo cura di conservarne 60 gr liquida
montate gli albumi a neve
montate i tuorli con lo zucchero
schiacciate gli amaretti con un mattarello
foderate uno stampo per semifreddo con della carta tipo coprifetta
mescolate il tutto con una frusta girando dal basso verso l’alto e versate nello stampo, livellate bene e mettete in frizer per circa sei ore.
Dopo averlo sformato sciogliete il cioccolato a bagnomaria e diluitelo con la panna che avevate conservato, verrà fuori una salsa di cioccolato che userete per guarnire il vostro semifreddo.
 
 
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