Mia madre malata di Alzheimer


Oggi la giornata dell’Alzheimer
Oggi è la giornata dedicata all’Alzheimer e voglio parlarne un poco con voi per ricordare la mia mamma, che è deceduta poco più di un anno fa, dopo otto o nove anni di declino fisico e cognitivo. Questa malattia non perdona,  è una malattia del cervello di tipo degenerativo e progressivo e coinvolge oltre che l’ammalato, anche l’intero nucleo famigliare. La famiglia risente sia livello economico,  ma principalmente a livello emotivo, dello stress derivante  dall’avere in custodia un ammalato difficile da gestire, proprio per la natura della malattia, il cui decorso  oscilla da momenti di quiete a momenti di incontenibile alienazione. Di fronte alla malattia si resta da soli, le strutture pubbliche fanno interventi solo a livello ambulatoriale, le cure prescritte sono pesanti e di nessun risultato, se non quello di instupidire totalmente l’ammalato, riducendolo allo stato di larva, oppure di potenziane l’aggressività per l’effetto paradosso,fino a livelli deleteri e pericolosi per la sua incolumità durante le crisi. La mia mamma era una donna intelligente e attiva,una madre amorosa, una moglie devota, sapeva fare tante cose, ma a poco a poco le sue facoltà andavano perdendo il loro smalto, oggi una dimenticanza, domani uno sbaglio e poi le allucinazioni notturne e le crisi di panico. All’inizio sembrava una forte depressione, ma poi le fasi avanzando cominciarono a chiarire il quadro clinico, la malattia aveva distrutto il suo povero cervello: non mi riconosceva più! Aver perduto il contatto con la sua mente è stata per me la cosa più terribile, parlare con lei di sua figlia come se fosse un’altra persona diversa da me mi feriva il cuore, però sentivo che lei mi amava , amava quella figlia che ricordava e si rammaricava di non vederla più. Io le continuavo a parlare , le ricordavo il nostro passato insieme, gli episodi più significativi della nostra vita famigliare, per tenere acceso quel barlume di memoria superstite, per aggrapparmi a quanto potevo ancora scorgere in lei. Raramente un attimo di completa lucidità, allora me la abbracciavo stretta, come per trattenerla con me, ma durava così poco! Era tremendo leggere il terrore nei suoi occhi, quando fissava mio padre come se fosse un estraneo, lui, l’amore della sua vita , non lo  riconosceva più e ne aveva paura. Abbiamo vissuto in un tunnel questi anni,soli, specialmente gli ultimi, quando piangeva come una bimba dietro la porta, perchè voleva tornare a casa: si, non riconosceva più nemmeno la sua casa, quando raggomitolava lenzuola e coperte in un inutile interminabile lavorio compulso. Quante serate d’inverno ho trascorso chiusa in macchina, aspettando che decidesse di andare a letto! Infatti se mi vedeva per casa non si tranquillizzava, io ero un’estranea, dovevo andarmene. La sua morte è stata molto dolorosa , ma non voglio rattristarvi oltre, parlarne con voi mi ha fatto bene, anche perchè credo che di queste cose è bene parlarne, fanno parte della vita e le esperienze degli altri servono per aiutarci a capire e a sopportare meglio le nostre avversità, per sentirci meno soli di fronte al dolore. Ciao mamma, adesso non hai più paura!

 se vuoi dedicare una poesia alla tua mamma, malata come la mia, la troverai qui:https://mariacavallaro.wordpress.com/2010/05/04/la-mia-poesia/

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27 thoughts on “Mia madre malata di Alzheimer

  1. hai fatto bene a sfogarti con noi!E\’ sempre un bene, parlare di ciò che ci affligge…posso solo mandarti un forte abbraccio!Tua mamma, ti ha voluto tantissimo bene ne sono certa…un abbraccio e un bacio

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  2. comprendo il tuo dolore, purtroppo per tante malattie, non cè sostegno ne materiale nè morale, ma a volte fà bene parlarne e dar sfogo,con gli altri.Ti lascio un grande abbraccio a te alla tua mamma che ti sta vicino da lassù e tutta la famiglia.Carla

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      • sono momenti difficili che lasciano il segno, specialmente se non hai nessuno che ti aiuta. io comunque non me ne pento, abbiamo sofferto insieme, rimpiango solo il fatto che mia madre non abbia capito. Grazie di aver lasciato il tuo commento, speriamo che la vita ci restituisca almeno il sorriso. Buona Pasqua!

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  3. Ciao, conosco questo tipo di malattie, mio suocero ci ha lasciatidue anni fa, per una forma di demenza senile.In queste tue parole, ho rivisto tanti momenti vissuti, e anche alcunimomenti in cui ci si sente non adeguati, perchè si vorrebbe esseredi grande aiuto, ma ci si rende conto che più di tanto non si può fare.Ti auguro una buona serata, con amicizia, Vito

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  4. conosco questa malattia.bruttissima situazione di vedere il tuo genitore cosi…non si puo comunicare e pian pian ha bisogno sempre di una presenza accanto lei perche non si puo fare nulla ,devi essere attenta ,e ha bisogno sempre dell aiuto e tutta l attenzione ti mando un fortissimo abbraccio cara maria

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  5. Cara Maria… penso che sono delle grandissime prove a cui la vita ci sottopone … avere accanto una persona che ami in quelle condizioni, svilisce mentalmente perchè hai la consapevolezza di poter fare ben poco…non so perchè avviene tutto questo, la fede sicuramente aiuta a fasene una ragione…ricordala così meravigliosamente come è stata nella sua vita …notte serena e pensa ai momenti belli e felici insieme …così come penso lei desidererebbe essere ricordata ,,,

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  6. Non è difficile capire cosa hai provato in quegli anni difficili, la cosa più bella della vita resta sempre l\’amore… quell\’amore che va oltre ogni difficoltà… ogni grande sofferenza…. un amore che ci spinge giorno dopo giorno a dare conforto…, sostegno.., cure per chi soffretanto…. le nostre mammme sono volate in cielo nello stesso mese e da lassù adesso stanno tanto bene e ci sorridono. Un abbraccio mia cara

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  7. Grazie Rosaspina, ti sento particolarmente vicina, e grazie a tutti voi che mi avete lasciato dolci parole per medicare il mio cuore che ancora non sta molto bene. Vi abbraccio tutti con affetto Maria

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  8. Come ha detto rosaspina nostra madre se ne andata poco più di un anno fa co la demenza senile. Molti sintomi sono simili Alzheimer. Se ne andata in silenzio, direi in punta di piedi in compagnia di tanto amore ricevuto da mio padre e dai figli. A noi resta il ricordo di cosa è stata sia nel bene eche nel male ma anche quallo che siamo stati capaci di donarle durante la malattia. Un bacio

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  9. Ho lavorato in ambienti con persone malate d\’Alzheimer, persone che nel loro disorientamento non hanno mai perso la qualità, il comportamento e l\’amore per i propri cari.Ho visto l\’affetto dei familiari quantuplicarsi, nonchè la tristezza di un rapporto cosi pieno di ricordi passati ma non più vivibili col presente, persone vulnerabili e incoscienti del resto della vita che li circonda.Complimenti per il blog, molto profondo, ricco d\’amore e gioia,un saluto,Luigi.-

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  10. grazie Ermanno aspettavo il tuo commento, le nostre mamme hanno teso un filo invisibile tra noi, anche io sono felice di aver donato alla mia mamma otto mesi della mia vita negli ultimi momenti, quando aveva ancora più bisogno di me. Il pensiero che nulla le è mancato mi ripaga delle sofferenze che ho patito. Un bacio Maria

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  11. Grazie anche a te Luigi, per le belle parole molto consolanti,e grazie per i complimenti al mio blog dove, io nel mio piccolo metto tutto il cuore. Un caro saluto Maria

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  12. Cara Maria…ho letto solo adesso questo post…non ci sono parole, deve essere stata davvero una sofferenza indescrivibile…ammiro la tua forza nel parlarne…La tua mamma era una donna straordinaria e adesso è un meraviglioso angelo che non ti lascia mai!Ti abbraccio forte forteDonatella

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  13. io non conosco direttamente la malattia perchè nella nostra famiglia per fortuna ancora nessuno l\’ha mai avuta…i nonni sono morti moltissimo tempo fa, e le nonne invece sono morte molto anziane ma ancora con la mente lucida…ne sento parlare spesso dai miei clienti… purtroppo le famiglie sono lasciate a se stesse….per la cura ci vorrà chissà quanto tempo… ma il sostegno alle famiglie dipende solo dalla volontà dei potenti….speriamo….

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  14. ho letto tutto d’un fiato questo tuo racconto di vita
    e mi è entrato nel sangue..
    comprendo bene cosa hai potuto passare…
    x alcuni versi ci sn dentro anche io—
    hai ragione ci si sente inadeguati ed impotenti
    e fa male fa molto male vedere i ns cari
    sotto una luce che non li illumina piu’ come noi
    li abbiamo sempre visti
    ti capisco … ti abbraccio e sn sicura che sarai stata
    una figlia meravigliosa!!! buon fine settimana ciao

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    • Grazie Rosa, la vita a volte riserva cose dolorose che si devono vivere fino in fondo, cosi è stato per me, un’esperienza lancinante con un epilogo ancora più doloroso e toccante, che ho potuto gestire da sola grazie all’aiuto di mio marito. Un bacio cara, Maria

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  15. Maria, ho letto con grande attenzione questo tuo scritto e in ogni tua parola ho riconosciuto ciò che vedo ormai da un anno ogni giorno. Il dolore più grande per un figlia, credo che sia quello di non essere riconosciuta. Grazie, per avermi condotta fin quì e partecipare al tuo dolore che credo sia rimasto invariato. Un grande abbraccio.

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  16. Rivedo mamma…nei suoi occhi persi nel vuoto …nel mio cuore stretto da una morsa .. sorrido a lei e chiedo : mamma chi sono io e lei risponde…non lo so… Mia madre si ammalò di Alzaimer 50 anni e morì nel 2006 all’età di 72 anni Vi sono vicina…

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    • un lungo calvario dunque, purtroppo non perdona e l’esito è sempre lo stesso, ogni tipo di intervento sul corpo decurta le facoltà cognitive e poi non guarda età, la tua mamma si è ammalata molto giovane. Un abbraccio e grazie per il commento.

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