Archivio | maggio 2011

Io mi diletto : La mia poesia


 

Colori di Calabria

 

Una finestra
spalancata sul mare,
osservo lingue di fuoco
infiammare il tramonto
là oltre le dune,
dove orme sulla sabbia fine
si perdono silenziose.
Lambisce il litorale
l’eterno andirivieni dell’onda,
che dolce si ritrae
e controluce volano
ali di gabbiani
nell’aria dell’imbrunire
che d’aspri gridi risuona.
Coccolo i miei pensieri,
aquiloni sospesi
tra il rosso
che nel blu si stempera
e godo dell’acqua
il tiepido abbraccio,
nuotando nel sole,
che nel mare si spegne
e di sè lo colora.

Maria Cavallaro

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Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.
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Aggiornamenti impazziti!


 

 

 

 

Cari amici, mi scuso con voi per la mia presenza meno assidua , ma oltre ai miei impegni nei preparativi delle nozze che per altro procedono bene, mi sono accorta proprio ora che i vostri aggiornamenti finiscono tutti nella mia posta indesiderata. La casella sta scoppiando, ho cercato di rimediare, ma non ce la posso fare a smaltire tutti gli arretrati con mio grande dispiacere. Ora che lo so visiterò ogni giorno la posta indesiderata per non mancare ai vostri appuntamenti. Vi abbraccio con affetto, Maria.

Io mi diletto: La mia poesia


 

 

La casa del cuore

 

Ho costruito nel cuore
una casina di cristallo
dove andare
a dipingere i miei sogni.
Una casa trasparente
dove danzano i colori
e su di me  le stelle
piovono
fili di luce nella notte.
Un giorno forse
ti inviterò,
a disegnare con me
ponti di arcobaleno
e aquiloni di nuvole
appesi su di noi.
E lì distesi
guarderemo il cielo
abbracciati nella penombra,
respirando piano,
per non svegliare il silenzio ,
nella casina dipinta del cuore.

Maria Cavallaro

 

   

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.

Scienza in cammino


 

 

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La televisione mette in onda ogni giorno Tg sempre pieni di sciagure, uccisioni, drammi della follia, ma ogni tanto trasmette anche qualche notizia buona, infatti  è proprio di questi giorni la notizia che un giovane atleta statunitense tetraplegico da quattro anni a causa di un incidente, è tornato a muovere qualche passo grazie all’impianto di elettrodi sulla parte bassa della spina dorsale. Questa notizia mi ha particolarmente scossa, mi ha risvegliato  tanti ricordi legati a una storia che tanto ha colpito  la mia famiglia e si è protratta dolorosamente per ben tredici anni……. era il lontano 1980, il 2 di agosto, quando verso le 14 mi giunse l’agghiacciante notizia di un incidente accorso a Rosario, il più piccolo dei miei cugini. Aveva solo diciassette anni: un tuffo in mare ed era rimasto in acqua paralizzato dopo aver sbattuto la testa. Corsa in ospedale, diagnosi drammatica: aveva le cervicali rotte con lesione del midollo spinale. Trasportato con un aereo militare a Padova, fu dimesso dal centro dopo un mese senza alcuna speranza di sopravvivere.  Ma era un ragazzo forte, alto e muscoloso, riuscì a superare la crisi e sopravvisse su una sedia a rotelle per ben tredici anni con l’esile uso delle mani, amorevolmente assistito dai genitori. Il fratello  allora ventitreeenne, si recò anche in America per consultare un luminare della materia, il quale lo accolse con grande benevolenza, tanto da ospitarlo anche nella sua dimora, ma purtroppo non c’era nulla da fare, la diagnosi era esatta. Gli studi sugli animali erano già a buon punto, ma per gli uomini bisognava aspettare ancora una decina di anni , disse il medico…….Questa notizia mi ha fatto riemergere tanti ricordi…. di anni ne sono passati trenta…. e proprio di questi sensori impiantati oggi al giovane atleta parlava allora il medico americano, la scienza ha percorso un lungo cammino, ma a lentissimi passi, lenti come i deboli passi che oggi è riuscito a muovere questo giovane, però si è concretizzato un risultato che sembrava impossibile, si è aperta una nuova via per i tanti che sempre più spesso restano vittime di incidenti che li condannano all’immobilità. Rosario non potrà più beneficiarne, ma la scienza ha dato il via a un cammino di speranza, che speriamo al più presto possa migliorare i suoi risultati.

 

Io mi diletto: La mia poesia


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Arazzi

 

Nella casa del tempo
per mano,
presi di noi,
su un sentiero di luna,
abbiamo seminato
dolcezze di momenti,
cascate di  sensazioni,
perle d’amore infinite,
che sulla pelle scivolano
alla fonte del cuore.
Le sento
emozioni antiche
mordermi l’anima,
e stupirmi ancora
allegorie di profumi
e fantasie d’albe nuove,
che al nostro respiro
si intrecciano voluttuose
e  in catene d’abbracci
si sciolgono,
là, dove il tempo
più non conta i battiti,
a ricamare intento
arazzi d’ eterno.
che d’immenso colora.

Maria Cavallaro

Già pubblicata su Facebook

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Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.

Piazza Armerina: La villa romana del Casale


 

 

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Piazza Armerina è una cittadina che sorge all’interno della Sicilia in provincia di Enna ed è famosa per i resti di una villa tardo –romana che dal 1997 è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. La scoperta della villa si deve a Gino Vinicio Gentili che nel 1950 ne intraprese l’esplorazione in seguito alle segnalazioni degli abitanti del posto. Io l’ho visitata due volte e sempre con stupore, sia per la sua ampiezza, sia per gli splendidi mosaici che decorano  i pavimenti delle sue sale. Gli esami delle strutture murarie hanno datato la villa e i mosaici stessi a una successione di tempi che va all’incirca dal 320 al 370. Tra i resti della villa si individuano quattro nuclei separati, posti su un declivio collinare e in leggera ascensione, ciascuno di diverso orientamento assiale, ma strettamente connessi tra loro:

ingresso monumentale a tre arcate con cortile a ferro di cavallo (ambienti 1-2);
corpo centrale della villa, organizzato intorno ad una corte a peristilio quadrangolare, dotata di giardino con vasca mistilinea al centro (ambienti 8-39);
grande trichora preceduta da un peristilio ovoidale circondato a sua volta da un altro gruppo di vani (ambienti 47-55)
complesso termale, con accesso dall’angolo nord-occidentale del peristilio quadrangolare (ambienti 40-46).

Intorno all’appartenenza della villa si fanno diverse ipotesi, ma quella attualmente più accreditata identifica il proprietario con una prestigiosa figura dell’età costantiniana, Lucio Aradio Valerio Proculo Populonio, governatore della Sicilia tra il 327 e il 331 e console nel 340. La villa fu sicuramente costruita nell’ambito di un sistema di latifondi appartenenti a potenti famiglie romane, che vi si recavano a caccia o in vacanza. Ciò che maggiormente colpisce il visitatore è la varietà e la bellezza dei mosaici che conservano immutato il loro splendore di forme e colori che li rende unici al mondo e che ne fa una gemma inestimabile nella storia dell’arte. La villa si estende su una superficie di 3500 metri quadrati e rappresenta una stupenda testimonianza della vita in epoca romana.  I mosaici, che si attribuiscono a maestri africani  inventori di questa tecnica decorativa che diffusero presso i popoli con i quali vennero a contatto, sono in un impeccabile stato di conservazione e sono ritenuti i più estesi e affascinanti dell’epoca romana. Si suppone che la villa non fosse una costruzione isolata, ma che dovesse comprendere altre costruzioni ad essa complementari ed è per questo motivo che nella zona sono in corso diverse campagne di scavi. Quando  visitai la Villa del Casale per la prima volta frequentavo il ginnasio, erano gli anni settanta, i mosaici erano lasciati all’aria aperta esposti al sole e alle intemperie, ma più tardi, dopo un intervento di restauro, sono stati ricoperti da strutture che li riparano e all’interno dei quali è inserito un percorso per i visitatori, l’esterno della villa appare curato e accogliente per chi giunge da lontano a visitare questa meraviglia della romanità. La parte più bella dei mosaici e anche la meglio conservata è il corridoio della grande caccia , dove le scene rappresentate non sono di caccia, ma di cattura di animali selvatici che posti su carri venivano trasportati alle navi per essere inviati all’anfiteatro di Roma. I cacciatori portano le armi per difendersi, ma nessuna bestia viene uccisa. Gli animali infatti sono rappresentati grintosi e rampanti, nel pieno del loro vigore. Nel corridoio si possono individuare sette scene, divise in due settori attribuiti a due gruppi diversi di mosaicisti. Oltre al corridoio famosa è la stanza delle fanciulle in bikini, intente a uno spettacolo in onore della dea del mare. Le dieci ragazze impegnate in diverse attività ginniche, danno col loro abbigliamento succinto un tocco quasi di modernità alla sala, che è la più nota e la meglio conservata fra tutte le stanze.Visitare  la villa del Casale è una tappa d’obbligo per chi viene in Sicilia, rappresenta infatti uno dei siti più interessanti e meglio valorizzati di tutto il territorio.

 

Io mi diletto: La mia poesia


 

 

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Nel sole

 

Ginestre
di giallo vestono
le nere pendici
e intenso
alle narici sale
dolce effluvio
di esuberante natura
che dal tripudio
di fiori
nell’aria si spande.
Interrogo i miei pensieri,
come ansiosa sibilla
e ascolto verdi canneti
sussurrare nel vento
una canzone d’amore.
Accarezza l’armonia
un sentiero di papaveri,
che rosso luccica
incastonato nell’erba nuova
e lassù,
tra i sentieri del cuore,
tutto si fonde
nella luce di un raggio di sole,
sul quale attraverso il tempo
nel grembo della natura,
ove colgo
la dimensione dello spirito
che di essa vive.

Maria Cavallaro

 

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.