Scienza in cammino


 

 

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La televisione mette in onda ogni giorno Tg sempre pieni di sciagure, uccisioni, drammi della follia, ma ogni tanto trasmette anche qualche notizia buona, infatti  è proprio di questi giorni la notizia che un giovane atleta statunitense tetraplegico da quattro anni a causa di un incidente, è tornato a muovere qualche passo grazie all’impianto di elettrodi sulla parte bassa della spina dorsale. Questa notizia mi ha particolarmente scossa, mi ha risvegliato  tanti ricordi legati a una storia che tanto ha colpito  la mia famiglia e si è protratta dolorosamente per ben tredici anni……. era il lontano 1980, il 2 di agosto, quando verso le 14 mi giunse l’agghiacciante notizia di un incidente accorso a Rosario, il più piccolo dei miei cugini. Aveva solo diciassette anni: un tuffo in mare ed era rimasto in acqua paralizzato dopo aver sbattuto la testa. Corsa in ospedale, diagnosi drammatica: aveva le cervicali rotte con lesione del midollo spinale. Trasportato con un aereo militare a Padova, fu dimesso dal centro dopo un mese senza alcuna speranza di sopravvivere.  Ma era un ragazzo forte, alto e muscoloso, riuscì a superare la crisi e sopravvisse su una sedia a rotelle per ben tredici anni con l’esile uso delle mani, amorevolmente assistito dai genitori. Il fratello  allora ventitreeenne, si recò anche in America per consultare un luminare della materia, il quale lo accolse con grande benevolenza, tanto da ospitarlo anche nella sua dimora, ma purtroppo non c’era nulla da fare, la diagnosi era esatta. Gli studi sugli animali erano già a buon punto, ma per gli uomini bisognava aspettare ancora una decina di anni , disse il medico…….Questa notizia mi ha fatto riemergere tanti ricordi…. di anni ne sono passati trenta…. e proprio di questi sensori impiantati oggi al giovane atleta parlava allora il medico americano, la scienza ha percorso un lungo cammino, ma a lentissimi passi, lenti come i deboli passi che oggi è riuscito a muovere questo giovane, però si è concretizzato un risultato che sembrava impossibile, si è aperta una nuova via per i tanti che sempre più spesso restano vittime di incidenti che li condannano all’immobilità. Rosario non potrà più beneficiarne, ma la scienza ha dato il via a un cammino di speranza, che speriamo al più presto possa migliorare i suoi risultati.

 

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12 thoughts on “Scienza in cammino

  1. è vero cara Maria, di progressi per fortuna se ne fanno tanti in medicina……speriamo si continui così, soprattutto per i tanti giovani che per incidenti o malattia rimangono paralizzati. Ti auguro un buon inizio settimana, un abbraccio!

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  2. Anch’io ho letto di questi risultati esaltanti, io capisco perfettamente il problema
    e sono felice per questo giovane e auguriamoci che la scienza continui a camminare affinchè tutti i giovani disabili possano tornare a sperare in una
    vita più accettabile. Meno male che ogni tanto qualche buona notizia arriva scalda il cuore e ci permette di andare avanti. Mi dispiace che tu abbia vissuto
    in prima persona questa tragedia, ma credo che il tuo Rosario da lassù sarà contento per tutti gli altri giovani. Ti abbraccio augurandoti una buona giornata nonna Tina

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  3. speriamo si possa sempre migliorare con la scienza applicata…tutti abbiamo bisogno di sperare che alcune patologie si possono sconfiggere… un abbraccio…. x questi tuoi tristi ricordi… buona settimana ciao maria

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  4. queste sono notizie che si vorrebbero sempre sentire…… corre sempre il pensiero a chi, purtroppo non c’è più per un male che ora avrebbe potuto curare e forse il dolore un po si accentua….. ti auguro una buona giornata, con amicizia, Vito

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  5. Ciao Maria…e si la scienza cammina e pur se a rilento, ogni tanto la TV ci annuncia un qualche miracolo che come al caso di quel tuo cugino si attendeva da anni. A noi spetta soltanto di sperare ai risultati di questi grandi studiosi ed al volere del nostro buon Dio…serena giornata, Pietro…a presto.

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  6. Hai ragione cara Maria, la scienza va avanti lentamente, forse se ci fossero più fondi destinati alla ricerca si farebbero più passi avanti. E’comunque di conforto sapere che oggi c’è una speranza anche laddove si pensava di non riuscire mai ad arrivare. Ti lascio un forte abbraccio, buona settimana

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  7. Ciao.. sono entrata x caso nel tuo blog, il post ke ho letto mi ha molto colpito perkè la storia di tuo cugino è identica a quella di un ragazzo ke conosco.. 5 anni fa facendo un tuffo in acque basse ha battuto la testa e da allora è inkiodato su una sedia a rotelle, ma nessuno dei medici ke l’ha avuto in cura ha avuto speranze ke potesse tornare a farlo camminare un giorno: kissà se ha saputo di questa nuova sperimentazione…
    cmq il tuo blog è molto interessante, x questo ti invito nel mio blog con molto piacere… un saluto… Barbara!

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  8. Chissà forse presto avremo altre belle notizie di questo tipo, se invece di pensar alle guerre, utilizzassero di più le risorse al bene ! Buona giornata! (F)

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  9. QUESTA SI è UN BUONISSIMA NOTIZIA. cara Maria speriamo che la scinza continui il suo cammino e la ricerca per curare e debellare malattie terribili non si fermi. è sempre un grande piacere trovarti da me ma l’ ho è ancor di più leggerti sul tuo blog . con affetto nazz.

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  10. speriamo cara maria, io ho un’amico sulla carrozzina e so bene a quanti problemi vanno incontro,, questo è solo un inizio chssà che quei piccoli passi non diventano un’allegra camminata? grazie x aver riportato questa notizia e di averci fatti partecipi dei tuoi ricordi. cun affetto adriana

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  11. questa è la scienza che mi piace, quella scienza che lavora per migliorare e risolvere problemi e situazioni che ostacolano la qualità della vita. La medicina di progressi ne ha fatti e l’augurio è che la ricerca, lo studio, l’applicazione possano sempre essere in cammino e in progresso.
    ciao

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