Archivio | giugno 2011

Io mi diletto La mia poesia


Tavolozza

 

Le ultime luci della sera
vestono di colori il tramonto
e d’un rosa pesca
omogeneo s’adagia il cielo
sulla linea dell’orizzonte,
a specchiarsi netto
nel turchese intenso
d’un mare piatto.
Tremule s’allontanano
le bianche scie delle barche,
nella magia di un pittore 
ad ammirare mi fermo stupita
l’insolito rosa.
Lo vedo,
al calar della sera,
mescolarsi piano
al grigio velluto
della penombra,
che avida lo inghiotte
nel radente volo
d’un gabbiano frettoloso
e profumi d’alga
m’investono misti a salsedine,
mentre mi allontano
e negli occhi ancora
quel rosa permane
a colorare i miei pensieri.

 

Maria Cavallaro

thumb_rose_glitter_5[3]

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.

Io mi diletto: La mia poesia


 

Pensieri grigioperla

 

Aliti di vento accarezzano
la laguna del cuore
mentre sorvolo
l’eternità dell’essere
abbarbicata alla vita,
che breve si spegne
come fioco lume
di candela.
Fra pensieri grigioperla
scelgo schegge di luce,
a illuminare
ciò che è stato di noi
e assaporo nel mio silenzio
oasi d’amore
alla cui fonte
ancora mi disseto.
Lungo il cammino
nella tua ombra sicura,
trova rifugio
il pensier mio,
che incerto vacilla,
nel suo quieto avanzare
fra le aspre dune del domani.

 

Maria Cavallaro

 

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.

Quando il destino…..


 

 

Questo racconto trae spunto da una storia vera, anche se i nomi dei personaggi sono inventati e i particolari non corrispondono alla sicura realtà dei fatti, ma appresi in modo frammentario dalla stampa, sono stati integrati dall’autore scrivente con inserti di fantasia.

Quando il destino…..

Come ogni anno ci ritroviamo nella piccola cala di roccia nera all’inizio dell’estate, ci si saluta ci si interroga sull’inverno trascorso , si chiedono notizie di chi non è presente, poi il pensiero e lo sguardo corre là, a quello spuntone di roccia dove sedeva sempre lui: trovava comodo quell’angolino dove riusciva a sedersi senza che nessuno gli ostruisse la visuale. Luciano era un giovane sui quarant’anni, dai capelli brizzolati, scapolo, un carattere schivo, oserei dire anche timido, avremo scambiato si e no dieci parole in tanti anni, ma lui aveva sempre un sorriso dolce, un saluto cordiale, parlava con i suoi occhi neri, col suo volto abbronzato. Luciano amava il mare in maniera esagerata e scendeva la mattina presto per fare lunghe nuotate in solitaria, poi prendeva il sole insieme a noi, sempre appollaiato su quel trespolo di roccia dove nessuno osava sedersi. Così per tanti anni era stato uno di noi, se un giorno mancava ci chiedevamo tutti: “E Luciano? non è sceso oggi?”. Stando tutti insieme nello stesso posto per tre mesi, per diverse ore al giorno si diventa amici e anche Luciano, che trascorreva con noi le sue ferie, col suo silenzio e la sua educazione era diventato nostro amico. Anche lei quella stagione era diventata amica di tutti, una ragazza straniera, carina, ma non bella, che scendeva a far giocare i suoi bimbi sul bagnasciuga. Anche lei schiva e sorridente, gioiva con gli occhi quando noi accarezzavamo i piccoli biondissimi e belli come cerbiatti, ma parlava poco, anche se ormai aveva acquisito una certa padronanza della lingua italiana. Era diventata anche lei amica di Luciano, che non avendo bimbi suoi, non lesinava mai una carezza ai due biondi pargoletti che movimentavano quell’angolo di paradiso, che è la nostra caletta preferita. La stagione volgeva al termine e anche le ferie, ma quell’anno Luciano aveva avuto un trasferimento e scese alla piccola cala fino a settembre inoltrato, per fare le sue lunghe nuotate e godersi quello scorcio di stagione che si protraeva bella e soleggiata. Poi, con l’arrivo delle prime piogge, la scogliera, si spogliò dei suoi colori estivi e la comitiva di amici si ritirò nelle case in città. Ci perdiamo di vista durante l’inverno, ma con qualcuno ci frequentiamo tutto l’anno e ci sentiamo al telefono. Fu così che seppi della tragedia: Luciano aveva avuto un incidente con la moto ed era in coma irreversibile in ospedale. La cosa destò meraviglia, dal momento che conoscevamo Luciano come una persona equilibrata, che amava la sua moto non meno del mare e di certo non era un centauro spericolato. Purtroppo la moto di Luciano era rimasta coinvolta in un incidente con un’auto che lo superava sulla statale: sfiorato probabilmente, aveva perso il controllo ed era andato a schiantarsi contro un guard rail divelto. Rimanemmo senza parole, la morte sopravvenne dopo pochi giorni, portando con sé quel giovane buono, che lasciò un grande vuoto nel nostro cuore. Le notizie si sa, quando accadono questi drammi arrivano frammentarie, non si sa mai la verità tutta intera, ma si vociferava che al volante della macchina fosse una donna, la cui identità all’inizio sconosciuta, presto si delineò chiaramente ….. era lei l’investitrice, la nostra giovane amica straniera …. Fu il caso a giocare a Luciano questo brutto tiro, o forse una fatale distrazione dovuta all’ incontro fortuito fra due persone che si conoscevano? Non lo sapremo mai. Resta il silenzioso rammarico per la perdita di una persona dolce e gentile e lo strazio di una mamma, che ogni anno, all’inizio dell’estate, depone su quello spuntone di roccia un mazzo di fiori, che il sole consuma e il vento porta via secchi, come la giovane vita di Luciano, il nostro amico che amava il mare.

                                                                

ek4hbt3g_thumb

Io mi diletto: La mia poesia


 

 

 

fiori_di_cactus_photo_by_alcide_sartori

Fiori di cactus

 

Nel cielo d’estate
brandelli di sparute nuvole
seguo allontanarsi stanche,
e terso il cielo appare
all’occhio che languido si posa
sul marino orizzonte.
Sbocciano a un tratto
i miei pensieri,
fiori di cactus nel sole,
numerosi li vedo,
accarezzare dolci
le sue nude forme ,
ologrammi cangianti
di sopiti desideri,
sul calore della sabbia distese.
Avida bevo
acqua di fonte
dalle sue mani,
che umide su di me,
seguono consueti sentieri
di papaveri accesi,
nell’afosa calura
d’un meriggio estivo.

Maria Cavallaro

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.

Io mi diletto: La mia poesia


 

 

 

Orizzonti nuovi

 

Perle di sentimento
nello scrigno del cuore,
vivono i miei pensieri
dove realtà si veste di fantasia.
…….il tempo va, 
sui nostri passi lasciamo
briciole di vita vissuta,
ansie d’attese,
chimere di sogni cullati,
sprazzi di luce cristallina.
Il mistero del domani,
apre nel buio finestre
di sogni nuovi
e girandole di colori
segnano piacevoli orizzonti
da inseguire
col treno dei desideri.
Ansiosa la mano si tende
quasi a voler cogliere in fretta
dolci frutti da assaggiare
nella luce del tramonto.

Maria Cavallaro

jv3r04_th

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.

Io mi diletto: La mia poesia Capriccio di nuvole


Colgo nel tramonto
lieve dissolversi
di nuvole rosa.
Cordoni, trine,
rosati pannelli,
d’ogni dove
avvolgono lo sguardo
dal monte al mare.
Lassù sul vulcano,
il rosa più intenso
nasconde  l’astro morente
e sparge intorno,
capriccio d’un pittore,
mille sfumature
a decorar le nuvole.
Le vedo,
diluirsi nello zefiro sottile
e dietro i pensieri mi perdo,
assente lo sguardo,
a navigar nell’immenso.
Di pace si avvolge l’animo mio,
come uscito fuor di tempesta
ad ascoltare alati musici
melodia d’ottoni
per l’aer diffondere
e sul cuore
scivolano soavi le note,
stelle,
nel vellutato incombere
della serale penombra.

Maria Cavallaro

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… ” L’autore scrivente: Maria Cavallaro intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o stralci di esse, pubblicate.