Archivio | settembre 2011

Io mi diletto: La mia poesia


 

 

 

sfumato

Fili

 

Ritorno
a far poesia
dei miei pensieri,
al pulsar lieve
dei battiti,
al riprendere di noi
fili di parole,
sospesi
sui sentieri dell’anima.
Ritorno
nei meandri dell’essere
e silenziosa
seguo la luce
che illumina il cuore.
Di malinconie
spegnesi la notte
nell’astro
che di riflessi
si accende
e a vegliare indugia
spezzati sospiri,
racchiusi
in una lacrima di sale.

Maria Cavallaro

fuego19[3]

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Io mi diletto: La mia poesia


 

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Magia d’autunno

 

Pigri,

sotto il pergolato,

assaggiamo chicchi maturi,

rubini tra le foglie

che sfumano di croco.

Spira

d’aria un lieve soffio

e trasporta

cattedrali di nuvole,

là dove il sole muore.

Insieme viviamo

la magia del momento,

immersi

nei rossi fasci di luce

che attraversano i pampini

e miei capelli,

dove lieve

indugia la sua mano,

come carezza.

Rintocchi

nel cavo d’immenso,

rincorrono

l’ultimo raggio di sole,

dove rumoroso si perde

di colombi un volo

e già di stelle

per noi,

si veste la sera,

nel pallido respiro della luna.

Maria Cavallaro

fuego19

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La mia amica Elvira mi ha regalato il video di questa mia poesia e io voglio condividerlo con voi. Grazie Elvira!!!

Io mi diletto: La mia poesia


 

Odori d’oriente

 

Danza nella notte

l’anima mia di veli cinta

e di carezze generosa,

indugia

sui volti del tempo,

ad afferrare

mani tese nel vento.

Sento

desideri d’albe nuove

e il cuore

gemere

nel silenzio di quest’aria,

che frizzante,

dall’onda sale

a ristorare

i sensi confusi.

E mi adagio

nel tuo profumo

che odora d’oriente.

mentre raccogli

nella penombra

con labbra di fuoco,

brividi sulla mia pelle,

al ritmo

d’ una musica lontana

che di vita odora.

 

Maria Cavallaro

fuego19

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Io mi diletto: La mia poesia


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Odori di vita

 

Nell’ultima goccia di cielo

ho cercato la mia allegria

e ho interrogato

angeli monelli

che sfogliavano

all’indietro il tempo.

Ho raccolto cristalli

di sentimento perduto,

frecce di dolore

conficcate nell’anima,

rotte d’amore

dove il passo vacilla.

Ho strappato in fretta

fiori di vita vestiti di futuro

e voluttuosa il profumo

ne ho aspirato, dolce,

a coprire l’acre

di odori già vissuti,

nella malinconia

dei giorni che ho donato.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: la mia poesia


 

 

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Pensieri nella notte

 

Scrivo nel silenzio,

coccolo i miei pensieri

e di parole faccio poesia,

nella notte che tenera

all’amore induce.

Guardo la luna

che vanesia

nel mare si specchia

e ruffiana origlia

sussurri d’amanti.

Ascolto fruscii,

sciabordii d’onde,

ombre vedo allungarsi

nella luce d’un lampione

e lontani fuochi di festa

sento echeggiare

nel cavo d’immenso.

Una folata d’aria nuova

odora di pioggia,

la sento sul viso,

ne godo la frescura.

….ancora un attimo,

poi vicina a te

poso le membra,

e dormo nel tuo respiro,

nella penombra che filtra

dalla finestra socchiusa.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: la mia poesia


 

 

 

La casa delle farfalle

 

Ritorno

al tempo delle mele,

quando bastava solo

la luce del tuo sguardo

a svegliare nel mio cuore

la casa delle farfalle.

Su spiagge di velluto

bagnavamo i desideri

e parlavano per te

le giade dei tuoi occhi verdi

e le tue mani,

che da pianista quale sei,

suonavano la nostra canzone.

L’ andirivieni dell’onda

cullava i nostri sogni

e non ti saziavano mai

le fragole del mio sorriso.

….Passato

è il tempo delle mele,

ma colgo sempre

nel tuo sguardo

la stessa luce….

e volano ancora

per te

le mie farfalle.

 

Maria Cavallaro

Pubblicata sul sito “Scrivere”

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Io mi diletto:La mia poesia


 

 

amore

Fuochi fatui

 

Nei quarzi dell’alba

ho fugato le mie paure,

riflessi di malinconie

bruciate dall’io consapevole,

si sono spenti

come fuochi fatui

nella notte greve di silenzi.

I colori nuovi

d’un sogno

vestito di luce

bussano

alle porte del cuore

e vive nel tuo abbraccio

il calore

d’un sentimento

che si rinnova

nella fusione dell’essere.

Mi levo a guardare

dalla finestra

il sole nuovo,

e seguo il suo tenero raggio

indugiare complice

fra le pieghe

delle nostre lenzuola di lino

e i miei capelli spettinati.

Maria Cavallaro

Già pubblicata sul sito “Scrivere”

 

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