Archivio | novembre 2011

Io mi diletto: La mia poesia


 

 

 

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Chimere

 

Ho sentito
passi felpati
attraversare la mia anima,
nell’ansia di attese
sfumate,
di attimi rubati
alla malinconia
di pensieri antichi.
Scorre il tempo
che di alate chimere
fa strage
e di sogni segreti
dissolve
le dorate immagini.
E sopra tende d’oblio
dipingo
desideri inespressi,
che ritrovo
impalpabili,
fiori essiccati
nel libro della memoria,
che han perso il colore
e odorano di fieno.

 

Maria Cavallaro

fuego19[3]

 

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Io mi diletto: La mia poesia


 

 

Incontri

Cerco l’azzurro

fra strappi di nuvole

e cullo malinconie di passato

dove

incontro

fantasie di parole

condite di risa argentine.

Accarezzo nel sogno

dell’ora che incalza breve

allegorie di fonemi,

svanite nell’attimo

come fiori d’un giorno,

che mute riecheggiano

nei pensieri.

……e cammino

abbracciata ai silenzi,

assaporando

emozioni senza voce,

che di echi si vestono

nel mattino

gravido di attese.

Maria Cavallaro

fuego19

Io mi diletto: La mia poesia


 

 

povero

La sciarpa

 

Fra gente  elegante
che aspetta,
respirando profumo
di dolci e di caffè,
spingi invisibile
la tua povertà
e parlando da solo
trascini i tuoi passi
nel mattino.
Assente il tuo sguardo,
racconta una storia
che triste si nasconde
tra la selva irta
e le rughe
del tuo volto stanco.
Solo una sciarpa rossa
finge eleganza
non tua
sulla giacchetta lisa,
una sciarpa smarrita
da qualcuno,
all’aeroporto.

 

Maria Cavallaro

fuego19

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Io mi diletto:La mia poesia


 

 

 

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Tango

 

In penombre antiche

talvolta mi rifugio,

dove amo specchiarmi,

per ritrovarti

nella rara luce del tempo.

Tu sorridente mio demone

le mani mi porgi

e prepotente

mi trascini

in una danza

di flessuosi corpi,

che sulla musica

di vibrate corde

si muovono

inarcati e avvinti.

Ali

mettono ai sensi

le note,

miste

a un profumo intenso

di gardenie,

che dal giardino

fra noi s’insinua

e nei respiri

dolce si fonde.

 

Maria Cavallaro

 

fuego19[3]

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Il Cavaliere batte in ritirata dalla porta di servizio!


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Stasera mentre preparavo la cena, con un occhio guardavo Ballarò che andava in onda in edizione speciale dedicata alle dimissioni di Berlusconi. I servizi  incrociati fra il Quirinale e Palazzo Grazioli mostravano un assembramento numeroso di gente in febbrile attesa per l’uscita di Berlusconi e riflettendo sulle immagini  e i servizi mi son convinta che ancora una volta abbiamo mandato all’Europa l’immagine di una Italia provincialotta, che aspetta di vedere la sconfitta di un uomo che nel bene e nel male ha fatto parte del nostro governo dal momento che molti di noi glielo hanno permesso. Alla fine dopo tanta attesa, giunge la delusione: Berlusconi esce da una porta secondaria quasi a sfuggire le ire del popolo che lo attende impaziente.Ha paura del popolo e forse temendo un linciaggio, esce di scena alla chetichella un personaggio che dell’apparire ha fatto il vessillo della sua vita, un modo inglorioso di lasciare la scena del potere per un uomo che di potere ha vissuto, anche se in modo alquanto discutibile. La copertina di Ballarò era dedicata ai comici che di Berlusconi hanno fatto pane e companatico in tutti questi anni e ancora una volta stasera lo hanno messo alla berlina ringraziandolo con feroce ironia per aver dato loro da vivere. Che tristezza! non ho voluto vedere altro, io non mi interesso di cose politiche, ma il mio orgoglio italiano soffre di fronte a questi spettacoli indecorosi, mentre ci stiamo giocando l’ultima carta nella partita europea  e il domani è una nebulosa incerta, dentro la quale potremmo finire tutti indegnamente. Nessuna certezza giustifica tale esultanza, riponiamo fiduciosi le nostre speranze nelle mani di questo italiano venuto dall’Europa che si assume un ben gravoso onere , raccogliendo questa triste eredità. Ce la farà?

Mario-monti

Io mi diletto: La mia poesia


 

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Petali

Insieme guardiamo
il cielo
che stasera
è orfano di stelle.
Brillano nel buio
i nostri sogni,
frammenti di luce
a illuminarci la via
e petali di magnolia,
sbocciano bianche
le mie mani sul suo viso.
Laghi di montagna
i suoi occhi  
dolci catturano i miei,
altro non vedo
che il corallo
delle sue labbra
e ad occhi chiusi
assaporo
i suoi caldi doni
sulla pelle.

Maria Cavallaro

fuego19

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Io mi diletto: La mia poesia


 

 

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Piume

 

Delle mie ali spezzate
ho fatto
un cuscino di piume,
dove poggiare
la fabbrica dei sogni.
Grandi
nella notte cheta
frugano i miei occhi,
cercando
tra le mie incertezze
fotogrammi di vita nuova
da assaporare.
Nella penombra,
cullo i miei pensieri
e dipingendo
tele di speranza
coi colori del domani,
attraverso
oasi d’amore
nel mio cielo,
dove ritorno a volare.

 

Maria Cavallaro

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