Archivio | marzo 2012

Io mi diletto: La mia poesia


Pensiero

Dipingerò il cielo

coi tuoi colori,

lo colorerò

coi pennelli dei sensi

e ti respirerò

nel giorno che viene,

ti respirerò

nei profumi nuovi

e in un pensiero,

che ti cerca

impudico.

E ancora sarà

per noi

tempo d’amore,

quando le tue mani

scriveranno

spirali di luce

sul mio cuore,

nell’alba che sorge,

fra gocce di sole

e profumo di mare.

Maria Cavallaro

Io mi diletto: La mia poesia


 

Sarò farfalla

Dove corre la vita

rimbalza il mio tempo,

come biglia di vetro

sul lucido

di pregiati marmi

e si frantumano i giorni

nell’inerzia

di indicibili attese.

Leggo

solchi d’ansia

scritti

sul tenue velo

che mi avvolge il  cuore

e come paziente crisalide,  attendo

d’ali

un vellutato battito

e sarò farfalla,

vogliosa d’ inseguire il canto

d’un poema d’amore

scritto su petali di rose.

 

Maria Cavallaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Muore il poeta Tonino Guerra


Proprio oggi nella giornata mondiale della poesia, muore a 92 anni Tonino Guerra, il poeta e sceneggiatore romagnolo, amico di Federico Fellini.” Dai versi in dialetto al cinema, passando per le stampe e i dipinti, una vita spesa per la cultura”. Alcuni anni fa divenne noto al grande pubblico televisivo con un simpatico spot per una nota ditta ,  dove recitava con grande convinzione un inno all’ottimismo, “il profumo della vita”. Nei suoi versi cantava la bellezza del mondo contadino, con la sua natura incontaminata e la sua semplicità. Negli ultimi anni ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo importante contributo al mondo del cinema. Quando muore un poeta il mondo della cultura si sente impoverito, perchè muore con lui la sua vena creativa, ma ci lascia la sua produzione poetica, che diventa patrimonio del nostro tempo.


luciabaciocchi

La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente.  La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nello sviluppo del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.

Ad alcuni piace la poesia

Ad alcuni –
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.

Piace –
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia –
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non…

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Le maschere della vita


Non commettere mai l’errore di pensare che ci sia qualcosa nella vita d’immutabile.   Tutto cambia. Qualcosa finisce, tante cose scompaiono, molte crescono, crescono… comunque sia non restano mai identiche a quando sono nate.   Vivi il cambiamento, giorno dopo giorno, serenamente.   Perchè anche tu non sei lo stesso di ieri… e sarai altro domani!   Anton Vanligt 

Oggi ho incontrato questa bella frase e mi è piaciuto usarla come introduzione al  post che mi accingo a scrivere.Voglio parlare infatti, dell’anno 1952, anno bisestile. In inghilterra saliva al trono la regina Elisabetta che ha festeggiato i suoi sessant’anni di reggenza. A parte i suoi orrendi cappellini, molte cose sono cambiate da allora nel Regno Unito… maaa… non era di questo che vi volevo parlare. Nell’anno 1952, in un paesino sulla costa ionica della Sicilia, nasceva una bimbetta bionda e ricciolina da due giovani belli e innamorati… lo avete già immaginato, quella bimbetta ero io e quest’anno compio i miei sessanta anni. Se mio padre fosse stato un re, io adesso sarei regina, il mio papà mi ha lasciato proprio all’inizio dell’anno, mi ha amata come una principessa, la principessa del suo cuore. Sessanta anni sono tanti e tante cose sono cambiate nel tempo…una laurea non conseguita per pochi esami, un matrimonio molto felice, un figlio, una casa troppo grande da pulire, dieci anni dedicati in buona parte alle cure dei miei anziani genitori, il dolore per la loro perdita.  Sono passati sessanta anni da quel lontano giorno d’aprile e guardandomi allo specchio non conto più i segni che la vita mi ha scritto sul viso, per non parlare poi degli acciacchetti, le pillole, i dolori… nulla è più come ieri, ho abbassato i tacchi, ho allungato la gonna, ho tagliato i lunghi capelli, non mangio più il pane , sto sveglia la notte, mi tingo i capelli, desidero diventare nonna. Quante cose sono cambiate… Mi piaceva d’estate andare sott’acqua, inseguire i pesci, raccogliere i ricci, mi piaceva andare in bici,  adesso non sopporto più la maschera e non vado più in bici, perchè ho paura di farmi male alle gambe se dovessi cadere, mi piaceva ascoltare la musica ad alto volume, adesso mi disturba…la televisione mi lascia indifferente, mi piaceva pasticciare in cucina, ma adesso mi è passata la voglia di sperimentare, perchè tutto fa male, a sessanta anni devi stare attento a ciò che mangi e allora perchè cucini? Sono cambiata sono diventata un’altra persona, anche il mio splendido sorriso non è più lo stesso, ma non ho perso la voglia di nuovo e il desiderio di esprimermi, è in questo che ho ritovato una nuova dimensione. Allora eccomi qua a scrivere questo post, perchè  ogni tempo ha le sue prerogative, lasciata da parte la vecchia Olivetti, anche io, per adeguarmi ai cambiamenti, mi sono abituata al computer, che è divenuto un compagno virtuale per tutte le età. Tutto cambia, la vita si snoda come un serpentone variegato che si contorce a fatica dentro di noi, a volte mi sembra di vivere in un vuoto a perdere, a volte sogno come una fanciulla, a volte…a volte mi commuovo e allora scrivo una poesia per affidare ai versi i miei stati d’animo confusi, quello che più mi manca infatti è la serenità interiore della gioventù, di quando mi addormentavo la sera, senza chiedermi mai “per chi suona la campana”.

Io mi diletto: La mia poesia


Profumi

Arranco silenziosa

nel grigio fuori di me,

a cogliere

anticipi di primavera

nella pioggia

che rotola silenziosa,

come perla

sulle foglie nuove.

La cerco nel tepore

d’un raggio

che sfugge alle nuvole,

nel canto

d’un passsero sul ramo,

negli odori pungenti

misti agli effluvi

di terra bagnata e foglie morte.

Avide le narici

aspirano

tenue il profumo di violette,

che dai nascosti angoli

sale 

e come il profumo

d’ un amore nuovo,

il cuore strugge

nell’attesa

di baci rubati alla marea

e dolce

accarezza l’anima.

Maria Cavallaro