Archivio | gennaio 2013

Io mi diletto in cucina: Le scorzette d’arancia candite al cioccolato


 

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Se vi piacciono le cose dolci e avete delle arance biologiche che abbiano la buccia spessa, potete fare le scorzette candite al cioccolato, sono un ottimo dessert che vi farà fare un figurone.

Occorrono le bucce di cinque arance, circa duecento gr.di cioccolato fondente, zucchero semolato q. b.

Lavate le arance, sbucciatele tagliando la buccia a strisce di un centimetro e fate bollire le scorzette per due minuti. Lasciatele raffreddare e ripetete la stessa operazione per altre due volte allo scopo di far scaricare l’amaro . Alla terza volta scolate subito l’acqua e pesate le bucce. Aggiungete tanta acqua e tanto zucchero semolato quanto è il loro peso e fate bollire a fuoco lento fino al completo assorbimento dell’acqua, senza far caramellare lo zucchero. A questo punto aiutandovi con una pinza da cucina, stendete la bucce ad asciugare sulla carta forno per una notte e poi sciogliete il cioccolato diluendolo con un goccino di olio di semi fuori dal fuoco, per dargli maggior fluidità e lucentezza. Aiutandovi sempre con la pinza intingete le scorzette nel cioccolato e adagiatele sulla cartaforno. Riponetele in frigo qualche ora prima di servirle affinchè il cioccolato solidifichi.    

chef

Buon compleanno vecchio mio!


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Tanti auguri papà, lo so che non ti piaceva avere la festa per il tuo compleanno, ma i cioccolatini si, quelli li gradivi molto. Un bacio avvolto nel mio pensiero e ripieno  del mio amore, questo è il mio cioccolatino per te. Mi manchi!

Io mi diletto: La mia poesia


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Fiori di cenere

 

Ascolto rumore

di pensieri scagliati

come sassi

su uno stagno di vetro,

che generano ragnatele

di fratture minime

e mi invadono la mente.

Guardo al di là

di siepi estese

lungo caligini fumose

di reiterate abitudini

e incontro

resti d’un tempo,

mausolei persi

fra graffiti di ricordi

e pagine ingiallite,

attorcigliate

all’arco

del mio stanco divenire.

Percorro silenziosa

bagnati sentieri,

dove fiori di cenere

fragili si dissolvono

negli echi

della mia solitudine

 

 

Maria Cavallaro

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Te ne sei andato da un anno!


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A mio padre

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Striscia la notte

tra le pieghe del silenzio

e sveglia attendo l’alba

gravida di brume,

per venirti a trovare

padre,

per portare un fiore

nel tuo freddo

che ogni volta mi gela.

Scaldo il mio cuore

alla luce dei nostri ricordi,

ora che sei andato via

e abbraccio

il vuoto dei miei pensieri,

che volano muti

nelle lacrime della tua assenza.

Maria

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Io mi diletto: La mia poesia


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Movimento lento

 

Scegli le parole  

ad una ad una,  

farcite di carezze 

ed io rapita 

ascolto… 

musica di sguardi 

si leva,

nel silenzio lucido

di gocce calde

che sapide rotolano  

sulle mie labbra

dalle ciglia umide. 

Nel movimento lento

d’un arco teso

di rapide emozioni,

sciogliesi groviglio

d’animi persi, 

spiaggiati 

dal tumulto dell’onda 

poi lesta si ritrae la marea 

orlata di bianche spume, 

che l’immenso inghiotte. 

 

Maria Cavallaro

 

 

Preghiera alla Madonna di Medjugorje


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L’ altro ieri, su fb, mi è arrivata la solita catena da continuare pena non so quale disgrazia o quale fortuna, con la differenza che questa volta l’oggetto della catena era una preghiera alla Madonnina di Medjugorje. Io di solito non dò seguito a queste catene, perchè non credo che questo tipo di cose possano trovare riscontro, ma la preghiera alla Madonnina è una cosa che deve partire dal cuore, non è un gioco da fare coinvolgendo la credulità della gente, così ho deciso di postarla qui perchè chi la legge possa rivolgere il suo pensiero alla Madre Santa, senza costrizione alcuna.

 “Puoi entrare Madonna io ho bisogno di te, pulisci il mio cuore con le tue lacrime benedici la mia casa”

Il culto di questa Madonnina, sta diventando un fenomeno di massa, la scorsa primavera c’è stato un raduno di fedeli  presso un piccolo santuario mariano sito a Mompilieri, vicino Catania dove veniva a pregare una delle veggenti. Io mi sono recata sul posto, desiderosa di sentire quest’aria mistica che si respira e devo dire che a tanta distanza da Medjugorje si crea la stessa atmosfera, la gente cammina numerosa verso la meta anche con le stampelle, in carrozzina, sottobbraccio. Abbiamo dovuto lasciare la macchina a più di tre chilometri da percorrere a piedi tutti in salita e con una sedia pieghevole in mano, siamo arrivati in alto e il cancello era chiuso, non facevano più entrare per motivi di sicurezza. Ci siamo seduti su uno spiazzale gremito di gente, non abbiamo potuto vedere nulla eppure ho provato un senso di pace interiore e nemmeno un po di stanchezza, le mie gambe di solito pesanti per i miei problemi di circolazione andavano leggere come non mai in quella salita che  altrimenti mi avrebbe fatto venire il fiatone. Al ritorno ha anche piovuto e la gente camminava sotto l’acqua con una luce di serena rassegnazione negli occhi. Confesso che è stata una esperienza che rispondeva quasi a un richiamo e mi resta nel cuore quel senso di leggerezza e quella spinta interiore che induceva ad andare avanti nonostante la difficoltà della salita, anche le persone disabili e sofferenti.

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Mompilieri(Catania)