Archivio | febbraio 2013

Un Grillo nei palazzi


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L’exploit di Grillo alle recenti elezioni ha suscitato opinioni e interrogativi sulla stampa nazionale ed estera, ma lui, il jolly della nuova politica soddisfatto dei risultati delle urne, se ne sta tranquillo e attende. Lo hanno definito il campione dell’antipolitica, che con il suo 25% di consensi ha scosso il sistema italiano, usando per raggiungere gli elettori i social media, come già Berlusconi nel 1994 usò la televisione. La rete assieme alla piazza è stata la sua arma vincente e dalla rete giungono opinioni e commenti che ironizzano, tracciando di Grillo il ritratto di un uomo singolare, che potrebbe tuttavia avere un peso notevole e dare una ventata nuova al nostro panorama politico statico e antiquato.

“La National Public Radio americana (Npr) sul suo sito ha titolato “Il vero Grillo Parlante: un candidato improbabile rovescia le elezioni italiane”, descrivendolo come “un comico e il piu’ famoso blogger del Paese, un 63enne con una criniera di capelli grigi ricci, iperattivo e sboccato”. Dall’Australia il Sydney Morning Herald ha ironizzato, titolando: “Un comico potrebbe avere l’ultima risata nelle elezioni italiane”.

Staremo a vedere se nei prossimi giorni, questo movimento, nato in sordina appena tre anni fa e cresciuto sulle piazze e sulla rete, avvalendosi di un ardito mix di mezzi vecchi e nuovi, volutamente lontano dai clamori e dai talk televisivi martellanti e affollati di vecchi politici, riuscirà a dire la sua in questo nuovo panorama politico vacillante, che ha contribuito a destabilizzare. Grillo infatti, incuneandosi con determinazione nella mente degli elettori con la sua dialettica ringhiosa e sboccata, in un contatto diretto col pubblico, che già conosceva il suo volto di artista comico senza peli sulla lingua, ha strappato una fetta di elettorato determinante per il governo della nazione, che è riuscito finalmente a manifestare in questo modo il suo dissenso. Speriamo che la giovane età dei candidati a cinque stelle, non soccomba con la sua inesperienza alla annosa furbizia dei vecchi volponi dei palazzi della politica.  

Dieci anni senza Alberto Sordi


In questi giorni la televisione celebra i dieci anni della scomparsa di Alberto Sordi, un attore di altri tempi eppure tanto moderno. Ieri in una vecchia intervista Alberto diceva che grazie al cinema, anche da morto egli sarebbe stato vivo in mezzo a noi e aveva ragione, il suo volto d’artista poliedrico e popolare ci accompagna piacevolmente con le sue macchiette e i suoi personaggi classici, che ha portato sulla scena con una energia e una versatilità straordinaria che catalizzava l’attenzione dello spettatore, rubando la scena, come ha raccontato una sua collega, anche quando impersonava un personaggio morto. Alberto aveva una faccia di gomma, che si modellava ogni volta a seconda del personaggio, ma il suo successo è anche dovuto al fatto che egli anche sulla scena era sempre uno di noi e attorno a lui si creava un ambiente classico, che esasperava tutti i difetti propri della vita quaotidiana. Per Alberto Sordi la vita era la scena preferita, esilarante il ruolo del medico della mutua, del tasssinaro, ma fu un attore a tutto tondo e impersonò con straordinaria bravura anche personaggi diversi come il Marchese del Grillo, il mio preferito, in un film che rivedo sempre con grande piacere, dove nel doppio ruolo del marchese e del carbonaio ha lasciato un’icona di bravura e comicità. Egli è nato attore, aveva nel sangue la voglia di esibirsi e anche quando da piccolino faceva il chierichetto, ha raccontato con grande sincerità, immaginava di essere in un grande teatro dove i fedeli erano il suo pubblico. La sua spontaneità lo ha reso subito popolare, tanto che spesso le parti gli venivano cucite addosso, gli autori inventavano ruoli apposta per lui, perchè lui era già il personaggio e custodiva in sè le anime del popolo italiano del suo periodo e perchè no, anche del nostro.

Io mi diletto : La mia poesia


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Cuore senza tempo

 

Accendo i ricordi,

proiezioni dell’impossibile,

dove invano cerco

immagini di noi.

Si affacciano alla mente

penombre di desideri,

sfocati fotogrammi

di pensieri abortiti,

affogati

nel lago

di un sogno mai nato.

Si colma di te

questo vuoto

d’un cuore senza tempo

e come un risuonar di nacchere

si allontanano

i tuoi passi arditi,

sul tappeto infuocato

della mia anima silente.

Maria Cavallaro

 

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Io mi diletto in cucina: La ciambella col Fruttil


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Pasticciare con le mani è per me una attività rilassante e quando mi prende la smania di fare un dolce, diventa come un tarlo in testa che non smette fin quando non indosso il mio grembiule, preparo la bilancia, mi lavo le mani e inizio a pesare gli ingredienti. Mi piace il profumo dei dolci nel forno che si diffonde per tutta la casa, mi piace la faccia di mio marito che pregusta l’assaggio con l’acquolina in bocca, mi piace guardare il dolce mentre si cuoce e perchè no, mi piace anche assaggiarlo.

Oggi ho preparato una ciambella all’arancia con del Fruttil al posto dello zucchero normale. Il Fruttil è uno zucchero di frutta o fruttosio che dolcifica il 30%in meno dello zucchero normale, non se ne può fare un abuso, specialmente per chi soffre di trigliceridi, ma una volta ogni tanto si può usare, specialmente nei dolci alla frutta. Questa ciambella mi è riuscita davvero una bontà per gli occhi e per il palato, si, perchè si mangia anche con gli occhi e un dolce esteticamente bello è anche più appetibile. La ricetta è semplice, si può fare anche usando lo zucchero normale:

400 gr di farina

21o gr di Fruttil(o 300 gr di zucchero semolato)

3 uova

4 arance

120 gr di burro

1 bustina di lievito per dolci

un pizzico di sale

Ho sbattuto le uova intere con il fruttosio fino a farle diventare spumose, ho aggiunto il sale, il succo delle arance e il burro sciolto, ho mescolato bene e per ultimo ho aggiunto la farina e il lievito. Ne è venuto fuori un impasto denso che ho versato in una tortiera a ciambella, unta di burro e infarinata e ho cotto in forno a 180 gradi senza aprire per quaranta minuti. Provate a farla, anche se siete inesperte, è una buona ricetta per incominciare a prepararsi delle buone cose in casa con degli ingredienti semplici e con poca spesa, che in tempo di crisi non guasta.

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Zuffe politiche


Politici stronzi che rimangono a galla ___

Io non amo molto la politica, ma in questa campagna elettorale mio malgrado ho ascoltato qualche dibattito fra i candidati delle varie liste e dall’esterno mi giunge l’impressione di una orrenda zuffa collettiva, animata da polemiche, sberleffi e prese per i fondelli che i vari personaggi si fanno fra loro. Ma lo avete visto il Berlusca che saltella, che spolvera la sedia e chiama Giannino “un guitto  fuori di testa”? Avete sentito Monti che paragona  Silvio al pifferaio della favola e prende in giro Vendola, Giannino e Bersani con le sue frasette mirate a ridicolizzare l’opposizione  e che ne pensate di Grillo che fa gesti plateali e farcisce i suoi comizi di parolacce? Ne ho sentite di cotte e di crude e mi chiedo dove andremo a finire con questo teatro di marionette che si azzuffa per il potere. I nostri politici stanno scimmiottando il sistema americano, ma con la  differenza che i contendenti americani sono solo due e la frase denigratoria ci può anche stare, invece da noi sta diventando un coro di invettive che per ore e ore ci assilla da tutti i canali. Penso che i politici abbiano perso il freno inibitorio e si mordano reciprocamente il sedere in diretta, rivendicando pezzetti di questa povera Italia ormai ridotta al lumicino, come la piccola fiammiferaia che accende i suoi ultimi fiammiferi per riscaldarsi le mani.

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Io mi diletto: La mia poesia


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Moto perpetuo

 

Dall’alto

ho volato

dove volano i gabbiani,

nei loro gridi ho nascosto

gli urli della mia anima ferita.

Controluce ho abbracciato

animi persi

negli oscuri ricettacoli

di una vita

che traspare a stento

dall’opacità

di giorni incolori.

Ho inseguito nuovi aquiloni

per rubare gocce di colore

da spruzzare

sui pensieri,

pigri alianti

riflessi dalle onde,

nel moto perpetuo

d’un elemento che rasserena.  

 

Maria Cavallaro

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La poesia di San Valentino


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Vorrei seguire ogni battito del mio cuore per capire cosa succede dentro e cos’è che lo muove… Da dove viene ogni tanto questo strano dolore…Vorrei capire insomma che cos’è l’amore…Dov’è che si prende, dov’è che si dà.

(Lucio Dalla)

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Tenero,

quest’amore

schiude le porte della notte

grida alla luna il tuo nome.

  Rimbalza

sulle stelle,

 come il suono

di mille campane

e fino a te echeggia

per le valli del cuore.

Maria Cavallaro

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