Archivio | marzo 2013

Io mi diletto in cucina:La torta di Pasqua


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Una delizia al caffè guarnita con panna ovetti e lingue di gatto, sprigiona un profumo di fresco che sa di pan di spagna, liquore, panna e cioccolato. Con questa immagine sono ancora in tempo per augurarvi Buona Pasqua!

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Io mi diletto in cucina: A cuddura ccu l’ovu


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Oggi ho fatto “ i cudduri ccu l’ovu” il dolce caratteristico della Pasqua siciliana. Il suo nome cambia a seconda della provincia, ma la pasta del biscotto è uguale. A cuddura ha varie forme, la campanella, la colomba, il canestro, il cuore e contiene uno o due uova sode. Ho impastato un Kg di farina 00 con sei uova, 400 gr di zucchero semolato, due etti di strutto, un limone grattugiato, venti gr di ammoniaca per dolci e un pizzico di sale e ho tirato una sfoglia spessa poco meno di mezzo centimetro, dalla quale ho ritagliato le varie forme. Poi ho fissato le uova con una striscia di pasta, ho spennellato con l’uovo e ho guarnito il dolce con le codette di zucchero. Ho infornato le cuddure in forno caldo a 180 gradi per mezz’ora, hanno preso un bel colorito rosato, domani le avvolgerò in carta trasparente e le regalerò il giorno di Pasqua. Mi sono divertita tanto a preparare le cuddure, un dolce che facevano le nostre nonne, nei forni a pietra e che sprigiona in casa un buon odore di biscotti. 

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Alla cuddura tradizionale, interamente fatta in casa con la pasta di biscotto, se ne aggiunge un altro tipo industriale che si costruisce assemblando i vari elementi con le uova e guarnendo con frutta di pasta martorana e colombine. Questa cuddura è proprio un bel vedere coi suoi colori e le belle forme della frutta martorana , vanto dei pasticcieri siciliani, che sono bravissimi nel realizzare e dipingere questi frutti buonissimi che sembrano veri.

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Io mi diletto: La mia poesia


 

 

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Momenti di giovinezza

Tutto ritorna
sbiadito,
risvegliando sonori accordi
in questo incontrarci
su una nebulosa d’argento.
Uguale il tuo sorriso,
trascina la mente
in aure velate
di giovinezza sfuggita.
Polvere di sogni infranti,
ricopre
attese triturate dal tempo
e la malinconia del ricordo
corrode
momenti tessuti
sulla trama dell’anima,
dove uguale si specchia
solo la vecchia luna d’allora.

Maria Cavallaro

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Oggi è la giornata mondiale dell’acqua


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Si celebra oggi la Giornata mondiale dell’acqua. Secondo il WWF sono insostenibili le pressioni dell’uomo sulle risorse idriche e negli ultimi 100 anni sono scomparsi il 60% delle zone umide. La carenza idrica è un fenomeno preoccupante che riguarda almeno l’11% della popolazione europea ed il 15% del territorio dell’Ue. Per non parlare poi del terzo mondo, dove la carenza d’acqua è un dramma di sempre e un pozzo per la gente significa la vita. Su un totale di 1,4 miliardi km cubi di acqua disponibile sul Pianeta solo il 2,5% (35 milioni di km cubi) è costituito da acqua dolce, di cui solo meno dell’1% e’ potenzialmente utilizzabile dall’uomo. Purtroppo noi che abbiamo questo bene prezioso, continuiamo a usarlo in modo sconsiderato, andando incontro a una emergenza idrica che potrebbe essere scongiurata grazie a degli interventi di prevenzione atti a salvaguardare il nostro patrimonio.

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Bentornata primavera!


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RISVEGLIO. 

La primavera
si desta, si veste,
corre leggera
per prati e foreste.
Guarda un boschetto,
c’e’ già l’uccellino.
Guarda la neve,
già corre il ruscello;
viene l’agnello
si china e ne beve.
Guarda il campetto
già il grano germoglia.
Tocca un rametto,
ci spunta una foglia.
Canta l’uccello
nel folto del rovo:
Il mondo è bello
vestito di nuovo.
(R. Pezzani)

Tante primavere sono passate, da quando bambina studiavo questa filastrocca sulla primavera, sono di quelle cose che restano incise nella memoria, che ritornano piacevolmente, portandosi dietro ricordi e immagini sepolte dalla polvere del tempo, ma che al primo soffio ritornano brillanti e colorate, proprio come la primavera che ritorna coi suoi canti e i suoi colori ad allietare la terra, che esce brulla dai rigori invernali.

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La sabbia, il dono dell’Etna… se fosse oro…


Nessuno può capire il senso di angoscia che provoca una fitta sassaiola che piove dal cielo per mezz’ora, ricoprendo di un manto nero spesso tre centimetri tutte le superfici piane… ebbene sì , ieri sera l’Etna ci ha fatto un altro dei suoi regali, stavolta è venuta giù una sabbia grossolana mista a sassolini grossi come mandorle e anche più. Io credevo fosse grandine, dal rumore scoppiettante , invece erano proprio sassi, tonnellate e tonnellate di sassi che non sappiamo come smaltire, è una calamità naturale che lo stato non ci riconosce, che porta conseguenze all’agricoltura, alle abitazioni e alla salute, ostruisce le grondaie e i tombini, sporca ogni cosa e resta per anni nell’ambiente. Stamattina il paesaggio è apocalittico, i tetti sono coperti di nero e un polverone incredibile si leva dal selciato al passaggio delle macchine. Siamo avviliti! oggi non è una buona giornata e il tempo minaccia pioggia, se piove sarà ancora peggio, la sabbia bagnata diventa pesantissima e collosa, impossibile da rimuovere per giorni e andrà inevitabilmente a intasare tutte le condutture. Io abito a duecento metri dal mare e la sassaiola è giunta fittissima, ma di proporzioni modeste, invece a Zafferana, che si trova ai piedi dell’Etna, sono stati trovati sassi della grandezza di una mano.

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LA STRADA

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I SASSI

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IL MIO TERRAZZO

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IL TETTO e  LA RACCOLTA

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IL MUCCHIO

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LE BUSTE

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Io mi diletto in cucina: Le reginelle


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Oggi ho preparato le reginelle, o biscotti con la “ciciulena”, una preparazione facile facile, dal risultato gradevole e sfizioso. Si possono comprare in tutti i panifici, o al supermercato, ma farli in casa è un’altra cosa, basta un pò di pazienza. Per fare le reginelle ho impastato mezzo chilo di farina 00 con tre uova, un etto di strutto, due etti  di zucchero e dieci grammi di ammoniaca per dolci, ho ottenuto un impasto morbido e liscio, ho formato una palla che ho fatto riposare per una trentina di minuti avvolta nella pellicola. Ho fatto dei cordoni di pasta lunghi una ventina di centimetri che ho rotolato nel sesamo e ho tagliato a tocchetti. Ho sistemato i tocchetti su una leccarda con carta forno, distanziandoli un pochino perchè aumentano di volume lievitando e li ho fatti cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 25/30 minuti. Il risultato è assicurato, sono una dolce tentazione, uno tira l’altro.

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