… e se non paghi?


 

 

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Se cerco di immaginare l’Italia di oggi, mi appare come una bella donna distesa in un mare di melma con una bomba in mano, con intorno tutti i nostri politici che annaspano per aggrapparsi alla riva e noi poveri italiani arroccati sulla sua chioma nel tentativo di non essere travolti dall’onda qualora la bomba esplodesse. La montagna ha partorito un topolino, infatti dalle ultime elezioni è uscito un panorama politico frammentato e privo di coesione che riflette l’immagine di un elettorato disorientato, che cerca di usare le armi che ha per uscire dalla congiuntura in cui si trova suo malgrado. Quando la barca prende acqua si cerca al più presto di tappare la falla, ma qui si perde tempo e la barca affonda piano piano. Mi piange il cuore a sentire che sono andati persi tre milioni di posti di lavoro, anche perché uno di questi disoccupati è mio figlio e conosco bene le problematiche delle famiglie che perdono il reddito necessario per sopravvivere. Anche se hai la casa di proprietà che ti ha lasciato tuo nonno o ti hanno comprato i genitori coi risparmi di una vita e vai a mangiare dalla mamma, che ti fa anche la spesa, devi pagare l’imu, la spazzatura, la fognatura, l’acqua, il gas, la luce e le spese di condominio cui si aggiunge il bollo, l’assicurazione auto, il telefono  e la tassa per la televisione, queste sono le spese vive per gestire una casa…Ammesso che fermi la macchina, spegni la televisione, disdici il telefono, ti fai tutto in casa, ti togli il vizio di fumare,  ti lavi con l’acqua fredda, ricicli i vestiti vecchi ……e se non paghi il resto? La gente scoraggiata e sopraffatta dai problemi si impicca. Io ho sessanta anni, mio papà lavorava in campagna, allora non c’erano tante false necessità come oggi, ma si stava meglio, non c’erano tasse, si guadagnava poco, ma bastava. Io ho studiato grazie al modesto lavoro di mio papà che lavorava anche di domenica, allora lo stato  incoraggiava gli studenti meritevoli con borse di studio e presalari, non esisteva il numero chiuso, oggi scoraggia con tasse esose e accessi bloccati e se non puoi spendere una cifra per pagarti gli insegnanti non potrai superare mai gli sbarramenti.  E dopo che ti sei dissanguato per far conseguire ai figli una laurea? Li vedi ciondolare depressi per casa, “bamboccioni” senza speranze e senza prospettive per il futuro. Fin quando ci sono le pensioni dei papà e dei nonni ancora si tira, ma i risparmi si assottigliano gradualmente. Il fatto è che i vecchi diventano sempre più vecchi e bisognosi di cure e anche per morire ci vogliono soldi, un servizio funebre modesto costa sui tremila cinquecento euro, se hai il loculo e i soldi non te li sei dovuti spendere prima per curarti!!!! 

 

italia-sprofonda

 

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13 thoughts on “… e se non paghi?

  1. ho messo mi piace
    ma in realtà non mi piace affatto questo andamento
    è triste… non ricordo mai un periodo cosi nero
    troppa fatica ad arrivare alla fine del mese…anzi ormai quasi a metà mesa è già crisi…
    non dico altro xkè mi incazzo
    ciao tesoro ♥

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  2. Siamo proprio arrivati in fondo….e continuano a grattarsi la pancia…giuro che se potessi li manderei a fa……..destra, sinistra centro, sopra e sotto ormai ci hanno rotto i “cabbasisi” Mio figlio si ritrova a dover ricominciare…lasciamo perdere che sono troppo incavolata….Un abbraccio gioia e solo il Padreterno ci può dare una mano, Tina

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  3. Ciao Maria, una grande riflessione la tua… oggi che mai viviamo in una epoca che ci metti tutti alla prova, io normalmente e anche adesso non parlo della politica (un argomento che mi rende eccessivamente nervosa e potrei usare termine non appropririati) comunque noi (mio marito e io) siamo sempre stati risparmiatori, e per questo sono felice, perchè per me non è un sacrificio a rinunciare a tante cose.. viviamo anche in una epoca del consumismo e abbiamo tante cose che i nostri nonni e genitori non avevano .. forse per questo tutto sembra cosi difficile e non si arriva quasi mai al fine del mese.. non ho ricordi quando mi sono comprata un bel vestito nuovo, tante cose compro usati poi lo modifico (ho imparato sarta) ma sono felice ho un cellullare che lo uso quasi mai.. faccio al anno 4 cariche (solo per emergenza) insomma ci sono tante altre cose che mi rendano felice.. comunque cara la vita ovviamente non e facile in questi giorni in cui viviamo.. ma tempi simile erano sempre anche nel passato.. solo oggi siamo abituati ad un certo lusso… ti abbraccio Pif e scusa se ho scritto quello che penso

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    • anche io la penso come te, ma non sono le nostre false necessità a renderci la vita difficile, se guardiamo negli armadi e nei cassetti abbiamo cose bellissime che no potremo mai consumare, quello che mi preoccupa è il futuro dei giovani e le tasse , le giovani famiglie non crescono perché non hanno alcun reddito e non possono pagare le tasse nemmeno sulle cose ereditate dalla famiglia. Nel passato lo stato non gravava così pesantemente sulle famiglie, ci stanno strangolando a poco a poco. Grazie cara di aver condiviso il mio sfogo. Speriamo , ma la vedo nera! Un bacio Maria

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  4. Una situazione davvero tragica…..si dice che quando si tocca il fondo si deve risalire per forza…..è l’unica speranza… buona giornata!

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  5. E’ una disamina drammatica ma reale di come la classe politica ci sta portando nel baratro più profondo ed il popolo, disorientato, o non vota o divide i suoi voti in mille rivoli che non servono a creare un governo. Quanta necessità abbiamo di gente di buona volontà, di gente onesta e competente che non abbia l’arroganza del potere

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  6. Hai fatto un quadro preciso della situazione, Maria … credimi, soprattutto in questi giorni sono molto preoccupata, l’oggi è incerto e il domani non esiste. Capisco le persone disperate che si suicidano, perché stiamo vivendo un dramma che appare veramente senza via d’uscita. Chi ci salverà?

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  7. …meglio che non scrivo niente altrimenti verrei denunciato da qualcuno….
    il bello è continuano a litigare come bambini, ……uuaahhh! con te non ci gioco, perchè mi hai fatto la buaaa…. sono tutti della stessa pasta, uno pesa un quintale, l’altro cento chili, l’altro ancora un decimo di tonnellata……. meglio che vado a prendermi un Torecan, m’è venuta la nausea…
    e intanto si continua ad affondare…
    Buon pomeriggio, con amicizia, Vito

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