Rose & lavoro. Dal Kenya all’Italia l’incredibile viaggio dei fiori- di Lidia Zitara


a volte annusiamo un fiore senza sentire l’odore di sudore che lascia su di esso il lavoro di chi lo ha curato. Grazie per aver dato questa testimonianza!

CARTESENSIBILI

Giovanni Boldini- Beatrice Susanne Henriette van Bylandt, 1901

Rose e Gerbere

È un argomento a cui il giardiniere presta poca attenzione: il fiore da taglio. Quello commerciale, beninteso, non le composizioni di fiori freschi raccolti dai nostri giardini, disposte con cura in vasi eleganti, posizionate in punti strategici per essere viste dagli amici appena si siedono sul divano, o in piccoli vasetti di cristallo, davanti alla foto dei nonni, sul cassettone nella stanza da letto.

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9 thoughts on “Rose & lavoro. Dal Kenya all’Italia l’incredibile viaggio dei fiori- di Lidia Zitara

  1. Ciao Mia cara Maria, si impara sempre qualcosa nella vita, questo post me lo leggo con calma.. ti ringrazio di averlo condiviso… abbi un sereno fine settimana con amicizia Pif

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    • grazie Rebecca, a volte si imparano cose di cui non si ha coscienza ed è veramente commovente l’ingenuità di questi lavoratori che faticano per una miseria a beneficio di queste società che da sempre li hanno sfruttati. Io credevo che le multinazionali sfruttassero solo i diamanti, ma che sfruttassero anche i fiori è il massimo. Ciao Pif, baci!

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      • Ho visto reccentemente un documentario nella tv tedesca prorio sul fatto del sfruttamento della popolazione in Africa.. e per questo mi voglio leggere accuratamente questo articolo… me lo sono copiato su un documento word e con calma me lo leggo… noi purtropo siamo pocco cosciente di quello che succede nel mondo… ti abbraccio Pif

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  2. Ringrazio per l’attenzione. Cartesensibili cerca di aprire le sue pagine in rete a tutto quanto riguarda l’umanità, ogni produzione dell’intelletto e delle capacità operative e la floricultura è un’arte e come tale necessita di studio e applicazione continue.Non è esente, purtroppo, da fenomeni di speculazione, come tutti gli altri settori, produzione letteraria o artistica comprese, Grazie a voi tutte e spero, come responsabile di cartesensibili, di avervi ancora tra le nostre lettrici.
    fernanda ferraresso.

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  3. Ho letto tutto con molto interesse, non conoscevo tutto questo mondo che si cela dietro ad un fiore. Ma il problema é “che il libro si ferma e lascia al lettore le considerazioni”. Se smettiamo di acquistarli facciamo ancora più danno perché riduciamo alla fame quelli che oggi prendono pochi centesimi ammazzandosi di lavoro, ma almeno mangiano. Se continuiamo ad acquistarli ingrassiamo le multinazionali. Bel dilemma… Io combatto quotidianamente la mia piccola lotta evitando l’acquisto di cineserie che costano poco ma nascondono sfruttamento, ma é più facile perché me lo dice l’etichetta che é Made in China. Ma se per i fiori non esiste l’obbligo di certificazione che si fa ?
    Ciao Maria !!

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    • ciao Marilena, è proprio un bel dilemma che non possiamo risolvere noi dal momento che i grandi stati hanno permesso tutto questo, ma è bene sapere che esistono queste realtà. Un abbraccio e grazie della visita. Maria

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