Archivio | giugno 2013

Il torrone di “Ossa” di albicocche


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Ieri ho fatto il torrone per la gioia dei miei cari, che lo hanno mangiato ancora caldo. Il mio è un torrone particolare, infatti è fatto con i noccioli delle albicocche. Abbiamo in campagna un albero di albicocche di una varietà che ha il nocciolo dolce e quest’anno era pienissimo di frutti, così abbiamo deciso di raccogliere i noccioli per fare il torrone, che a detta di tutti è venuto davvero delizioso. Finite le albicocche e fatti asciugare al sole tutti i noccioli raccolti, mio marito pazientemente li ha sgusciati e dopo aver tolto la pellicina immergendoli per qualche secondo in acqua bollente, li ho pesati , poi ho pesato uguale quantità di zucchero semolato che ho messo in un pentolino e sopra ho adagiato i noccioli senza mescolare. Ho tenuto la fiamma bassissima per dare allo zucchero  il tempo di caramellare e con un cucchiaio di legno ho aiutato i noccioli a cadere piano piano nello zucchero caramellato. Quando tutto lo zucchero è diventato di un bel marroncino e i noccioli cominciavano a sfrigolare, ho iniziato a mescolare il composto divenuto fluido, finchè ha cominciato ad emanare un gradevole profumo di cotto.  Ho versato poi il composto su una lastra di marmo unta abbondantemente d’olio e aiutandomi prima col coltello e poi con due mezzi limoni, ho dato forma al torrone, che ho lasciato raffreddare un po’ prima di tagliarlo a bastoncini, ancora tiepido. Vi assicuro che il torrone di “Ossa” è molto delicato e uno tira l’altro ce lo siamo mangiato in un baleno… ho appena fatto in tempo a fare la foto a quello che è rimasto.

Io mi diletto: Poesia d’estate


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Estate

Giovani amori

*****

Vivi l’estate
di colori
di amori.
Vivi l’estate di stelle,
ora,
sotto il velluto del cielo
e al rumor dell’onda,
che accarezza la sabbia
e il cuore.
Le tue mani
diventino
vele sul suo viso
e i tuoi baci
brezza gentile.
Ama ora,
nel sole,
ora che tenera
è la tua stagione
e lenta pare
la corsa del tempo,
nella fugace attesa
del giorno  nuovo.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: la mia poesia


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Come le foglie

*****

Carico di stelle
si allontana il cielo
su di noi
e a passi di velluto
piove il silenzio
sulle nostre anime,
ultime foglie
d’un albero antico,
appese nel vento d’amore.
Ebri
restiamo
avvinti a un desiderio,
ci copre la notte,
finchè l’alba
spegnerà i suoi colori
nell’onda,
che lambisce pigra
un vecchio tronco
insabbiato,
muto guardiano
d’amanti
e di tempeste.

Maria Cavallaro

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Insufficienza venosa, il nemico delle gambe


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gambe

L’ insufficienza venosa cronica è una malattia subdola, che ti divora piano piano le gambe, creando non pochi problemi, soprattutto durante la stagione estiva. Io ci convivo da oltre dieci anni , da quando ho avuto il primo episodio di tromboflebite, in seguito al quale la mia gamba sinistra è entrata in sofferenza. La malattia infatti, mi ha provocato un danno permanente all’apparato valvolare, con conseguente reflusso di sangue venoso, ma nel periodo estivo anche l’altra gamba per così dire sana, risente del caldo e mi dà i suoi problemi. Il sintomo  più comune è il gonfiore , che si accentua ai primi caldi, soprattutto nelle ore serali, con conseguente pesantezza e sensazione di prurito, determinato da una infiammazione della superfice cutanea che si presenta poco omogenea, arrossata e molto delicata. Basta infatti un piccolo urto e  l’escoriazione può trasformarsi in un’ulcera quanto mai  fastidiosa e difficile da risanare. Per curare la mia malattia assumo dei Cumarinici che mi tengono il sangue fluido, evitandomi i tanto dolorosi episodi di tromboflebite, ai primi caldi prendo delle Diosmine, sotto forma di integratori alimentari, sfruttando gli effetti benefici del mirtillo nero sul microcircolo. Per la secchezza della pelle, che tende a squamarsi in quanto poco nutrita, adopero degli oli e delle creme per il corpo, che danno un certo sollievo. Sarebbe utile indossare delle calze elastiche, ma d’estate risultano per me un pò complicate, dal momento che vado al mare e riposo il pomeriggio, quindi dovrei metterle e levarle tante volte al giorno e non è semplice. Dal mare traggo un grande beneficio, infatti il nuoto e l’acqua fresca attutiscono gli effetti del caldo, dandomi non poco sollievo, così vado al mare tutte le mattine e nei giorni più caldi anche al pomeriggio. Possono essere utili anche delle camminate di almeno mezz’ora a passo sostenuto e  senza tacchi, oppure la cyclette e tenere un cuscino sotto il materasso, in modo che durante il riposo le gambe restino più alzate rispetto alla testa. Insomma, per contrastare l’insufficienza venosa ci vuole movimento, costanza nelle cure e uno stile di vita sano, non si guarisce, ma si soffre un pò meno e si rallentano gli effetti devastanti che il progredire della malattia provoca.

circolazione

Io mi diletto: La mia poesia


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Nella cuna del tempo

*****

Mi attraversano

ricordi scolpiti,

sassi levigati ,

dallo scorrere lento

di acque chete

negli anfratti del cuore.

E tu mi sbocci nella mente,

fiore del mio tempo migliore,

impigliato alla mia anima,

delicato ologramma

di sentimenti andati,

persi

nella cuna del tempo.

Stilli ancora

il miele

di dolci malinconie

consumate nel silenzio

di alati desideri,

scritti

sul velo della sera

e appagati

da una carezza lieve,

come un soffio di vento

sulle rose dell’aurora.

Maria Cavallaro

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