Archivio | dicembre 2013

Benvenuto al nuovo anno!


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Lasciamo questo anno senza rimpianti, tranne perché porta via un pezzetto della nostra vita, ma per il resto ci auguriamo come sempre che il prossimo anno sia migliore,  il 2013  è stato pieno di clamori, di voci, di risse mediatiche inconcludenti, con lo spettro della povertà in agguato, poi, come ogni fine d’anno luccicano pronostici e riprese, lavoro e calo della stretta fiscale, programmi e promesse, ma sono solo luci, fatue e incerte, speriamo che qualcosa prenda corpo finalmente. Auguriamoci soprattutto la salute e la pace nelle nostre famiglie, partiamo da noi, anche se è sempre difficile, perché nessuno è un’isola autosufficiente e spesso i nostri sforzi sono vanificati dagli altri e dalla contingenza. Vi abbraccio di cuore, Buon Anno! 
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Il mio panettone col lievito madre


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Quest’anno aspettando il Natale e avendo il lievito madre, mi è venuta l’idea di fare il panettone, anche perché le uova che uso io sono sicuramente più fresche di quelle che negli anni passati ci hanno mostrato i servizi della televisione sui panettoni industriali. Così mi sono attivata nella ricerca , ho chiesto a una amica che aveva avuto esperienze positive e utilizzando la ricetta contenuta in questo link http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=182977 ho avuto un risultato che mi sembra soddisfacente. Mi sono slogata un braccio a girare l’impasto, dal momento che non ho la planetaria, ma è stato divertente seguire la lunga lievitazione, che io ritengo uno dei miracoli della natura, un misterioso alito di vita che si rinnova, dando preziosi frutti, se abbinato alla laboriosità e alla passione per l’arte bianca. Credo che ne farò un altro, magari dopo le feste, perché i miei assaggiatori, dopo aver puntualizzato che il sapore era un po’ diverso dal solito panettone, lo hanno mangiato di gusto ed è stato troppo poco…. magari mi faccio regalare la planetaria.

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Io mi diletto: La mia poesia Marosi


 

 

Racchiuso

nel mio traforato

merletto d’anima,

questo desiderio intenso

di trattenerti,

affolla le solitudini

delle mie stanze vuote.

Qui

sciolgo i miei pensieri,

come barche legate al molo,

qui,

dove ci siamo appartenuti,

due mandorle

in un guscio,

indissolubile incastro di vite,

che si dondola piano

sull’acqua,

a sfidare i marosi,

in questo universo

dove il tempo

urla i giorni

e si nutre di favole.

 

Maria Cavallaro

 

 

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Io mi diletto: La mia poesia Rosa d’inverno


 

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Da te rinasce

questa voglia di luce

dove il tempo

ha lasciato cadere

le sue ceneri su di noi,

pettirossi arruffati

nel vento.

Guardo stupita

quella rosa d’inverno,

odorosa oltre la siepe,

piccola, diafana

e infreddolita,

come quest’anima fragile

che attende,

mentre dipingi

profumi inediti

e accendi

pensieri di brace

sulla pelle del cuore.

 

Maria Cavallaro

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La borsa di lana all’uncinetto


 

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Fare una borsa all’uncinetto è un lavoro divertente e creativo, ne ho realizzata una per Monia, abbiamo comprato al mercatino due gomitoli di  lana acrilica molto grossa e un uncinetto n° 10 , Monia ha scelto un verde petrolio e un melange abbinato da alternare, ho iniziato una catenella di 20 maglie sulle quali ho lavorato tutto intorno aumentando sui lati curvi dei punti per permettere al lavoro di allargarsi agevolmente. Giunta alla larghezza voluta per la base della borsa ho lavorato tutto intorno alla base fino all’altezza voluta un punto fantasia, alternando i due colori e ho finito con quattro giri di maglia bassa. La borsa ha preso man mano forma, per creare una chiusura ho lavorato su un lato una pattina a punto basso scalando i punti per dare una forma a punta e alla fine ho creato un occhiello a catenella, ho rifinito l’orlo con  un giro di punto gambero con la lana petrolio. Poi  per fare dei manici della lunghezza voluta, ho  rivestito a maglia bassa un anello per chiavi, ho lavorato un laccio a catenella , ho rivestito un altro anello e ho lavorato su tutta la catenella a punto basso ed ecco il primo manico. L’ho provato sulla borsa e andava bene, così ne ho fatto un altro uguale e li ho attaccati con del filo in tinta a piccoli punti nascosti. Ho cercato nel mio cassetto dei bottoni e ho trovato un alamaro molto bello che ho utilizzato come chiusura, con una vecchia scatola da camicia ho creato un fondo rigido che ho rivestito con della stoffa a fiori in tinta, con la quale ho poi ho realizzato la fodera alla quale ho attaccato il fondo e un taschino. Finita la fodera, ho fissato il fondo alla borsa e ho cucito l’orlo superiore a piccoli punti nascosti. Non avevo mai fatto una borsa, è stato più lungo e noioso il lavoro di rifinitura, ma il risultato è stato veramente gradevole e Monia è davvero contenta.

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Una favola di Natale per i più piccini: La piccola aiutante di Babbo Natale


 

 

 

 

Era la vigilia di Natale, in Lapponia fervevano i preparativi, il laboratorio di Babbo Natale era in fermento, tutti lavoravano alacremente per ultimare i giocattoli. Babbo Natale aveva preparato le renne e la slitta ed era andato a fare un riposino prima della grande notte. Ma al suo risveglio:”Aih!” Gli faceva male un ginocchio! Povero Babbo Natale, aveva la sua età e quindi non sarebbe potuto scendere dalla slitta per portare i doni ai bambini. Preoccupatissimo parlò alle sue renne per avere consiglio. La più piccola che era la più intelligente perchè mangiava tante caramelle, gli disse:”Non preoccuparti, prenderemo un bambino come aiutante, che consegnerà i doni al tuo posto, tu penserai a guidare la slitta”. L’idea piacque  a Babbo Natale, ma come scegliere questo aiutante?”Allora si mise al suo Babbo-computer e digitò:”Bambini buoni”. subito comparve una lista di nomi, ma nessuno sembrava adatto, poi ad un tratto ecco, vide un nome che gli ispirò simpatia:”Bab”, Subito fece clik e lesse la storia di questa bimba buona e paziente, affettuosa e tanto dolce.”E’ lei!” pensò fra sè Babbo Natale,”Bab consegnerà stanotte i doni al posto mio”. Al momento della partenza prese il suo bastone e zoppicante salì sulla slitta, le renne partirono veloci alla volta dell’ospedale, dove la piccola Bab in quel momento era ricoverata per fare le sue cure. La slitta con grande scampanellio atterrò nello spiazzale dell’ospedale pieno di neve , tutti si affacciarono alle finestre, anche Bab e la sua mamma, allora una scia di luce sollevò la piccola Bab e la trasportò sulla slitta vicino a Babbo Natale. Le renne partirono veloci e attraversarono il cielo. Bab vide dall’alto il Colosseo, la Tour Eiffel, le Alpi il Danubio, le piramidi, i grattacieli di New York e ad ogni fermata la piccola solerte recava il dono ai bambini buoni. Alle prime luci dell’alba avevano finito le consegne, Bab era stanca, ma felice, dietro sulla slitta c’era ancora un bel dono, questo era per lei, c’erano dentro tutte le cose belle che aveva tanto desiderato. Poi Babbo Natale la ricondusse allo spiazzale innevato fra le braccia della sua mamma, dove la piccola esausta si addormentò. Al suo risveglio credette di aver sognato,  ma mettendo la mano in tasca trovò un campanellino tutto d’oro, che ad ogni trillo mandava una scia di luce, allora capì che non era stato un sogno, lei quella notte era stata veramente la piccola aiutante di Babbo Natale.

                                                                                Maria Cavallaro