Gli scaldaletto del passato


Oggi sono molto raffreddata, ma non ce l’ho fatta a restarmene a letto sotto il piumone, stanotte mi sentivo in fiamme e non vedevo l’ora di alzarmi.  Le case moderne sono coibentate, climatizzate, le porte a prova di spiffero, i termosifoni, tutto lotta contro la dispersione del calore, ma un tempo non era così, non c’erano queste moderne fonti di calore e trovare un letto caldo al momento di coricarsi è stato sempre un piacevole momento. Ho dato una scorsa alle cose del passato e ho trovato degli strumenti di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza se non per averli visti nei film. Infatti mettere il fuoco dentro il letto è una pratica pericolosa, ma con uno strumento così ingegnoso, il pericolo di incendio è ridotto al minimo.

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Questo scaldaletto era chiamato “Il prete e la monaca”, le assi di legno erano il prete e costituivano un telaio per alloggiare un piccolo braciere, la monaca,  con la brace accesa, tenendo lontane lenzuola e coperte. Era molto in uso anche nelle famiglie signorili, dove avere la sera “il prete” a letto era un privilegio. Un altro strumento per riscaldare il letto era “il monaco” o “mariteddu”, una specie di anfora di terracotta che veniva riempita di acqua bollente  tappata e posta sotto le coperte. Dalle parti di Santo Stefano di Camastra, nelle fabbriche di ceramica, ne ho visti di molto belli e decorati, costruiti oggi per uso ornamentale. La ceramica conservava a lungo il calore e lo rilasciava lentamente, creando un dolce tepore sotto le coperte.

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Ancora un altro scaldino in terracotta

Questi qui di seguito sono scaldini di rame

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e poi uno scaldino cinese con rivestimento di vimini.

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Le famiglie più povere, che non potevano permettersi uno scaldino di lusso, riscaldavano semplicemente dei sassi lisci o dei mattoni, che poi mettevano nel letto avvolti in panni di lana, oppure delle bottiglie riempite di acqua calda e anch’esse avvolte in panni di lana per evitare scottature.

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Con il progresso nacquero le borse per l’acqua calda, ma non erano sicure perché spesso si rompevano dentro il letto e talvolta nel riempirle sbuffavano, ustionando le mani di chi le maneggiava. Oggi il piacere di trovare un letto caldo è ancora di moda e i vecchi sistemi si sono adeguati ai tempi con i moderni scaldini  e le borse elettriche sicure e funzionanti con appena tre minuti di corrente. Da qualche parte in un cassetto devo averne uno, credo che stasera raffreddata come sono, lo andrò a cercare!!

4 thoughts on “Gli scaldaletto del passato

  1. Ma anche le bottiglie piene di acqua calda e spesso succedeva il patatrac…. in paese ho ancora il prete conservato assieme agli strumenti antichi di mio suocero. C’era poesia anche in questi attrezzi oggi è tutto diverso….curati mi raccomando, Buona domenica ,un abbraccio Tina

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  2. Il “prete” l’ho visto l’altro giorno nella bacheca di FB di un’amica fiorentina, allora si usava anche da noi! Pensa con quanta semplicità le persone di una volta avevano inventato un sistema in grado di riscaldarsi senza elettricità o altre dispendiose fonti energetiche. Ti auguro di rimetterti presto gioia mia, sicuramente il tempo ti darà una mano visto che oggi la temperatura si è molto alzata. Ti abbraccio con affetto ♥

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