Archivio | aprile 2015

Io mi diletto: La mia poesia Edera


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Mi innamorai

dei suoi occhi chiari,

del suo sorriso gentile

e fiuto tenerezze infinite

nel suo sguardo,

che scruta i sensi

e si avvinghia,

edera appassionata

al suo muro di sassi.

Guardo nella penombra

il suo respiro

e aspetto l’alba,

per innamorarmi ancora

e naufragare

in quel suo strappo d’azzurro

dove il cielo è lacrima.

@Maria Cavallaro

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Fra i nostri peschi in fiore


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Le meraviglie del creato stanno nella natura che  col suo ciclico rinnovarsi ci offre spettacoli di straordinaria bellezza. Mi piace a primavera guardare i peschi in fiore, sono un miracolo di leggerezza, una aerea fragilità che nasce dalla forza di un tronco robusto, capace di donarci dopo questa rosea nube, frutti succosi e vellutati. E’ un fiorire che dura pochi giorni, ma è un tripudio, è un’alba meravigliosa che cattura i sensi e fa venir voglia di correre e di gioire di questo miracolo che si ripete generoso nel silenzio della campagna.

Un tramonto senza sole


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Ci eravamo fermati a guardare il mare, era quasi il tramonto, un tramonto senza sole, perché il sole da noi tramonta dietro l’Etna, ma irradia la sua ultima luce sul mare fino all’orizzonte. La serata era tranquilla, il mare leggermente increspato, indossava tutte le tinte dell’azzurro, che si diluivano nel cielo in un miscuglio di colori a degradare dal rosa al cipria, fino al violetto verso l’estrema punta dove, quando non c’è foschia, si intravede la Calabria. Anche la terra appariva di colore blu e il suo profilo che sembrava disegnato, si stagliava netto sul rosa e sul violetto del cielo. Che meraviglia! Sembrava a tratti che il tramonto avesse bevuto l’aurora, tale era l’intensità di quel rosa. I colori mutavano col calar della luce, come se in quel momento un pittore sotto i nostri occhi, dipingesse l’orizzonte con un grande pennello e il rosa diventava arancio, poi cipria striata di giallo e infine di nuovo azzurro. Si vedevano lontane le barchette dei pescatori di totani e una nave che sembrava dipinta nell’immobilita’ dell’orizzonte. Di fronte a tale spettacolo si crea ogni volta un magnifico incanto e si imprime nella memoria come una diapositiva di luce e di colori che vanno a spegnersi nel grigio della penombra incombente.

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Io mi diletto in cucina: I biscotti senza zucchero


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Stasera ho voglia di qualcosa di dolce, ma non posso mangiare tanti dolci per motivi di salute. Quando preparo dei dolcetti per i miei cari faccio un modesto assaggio, ma stasera sto sperimentando per me questi biscottini senza zucchero, non so cosa uscirà fuori, dagli ingredienti sembrerebbero dei dolcetti molto profumati…. vado ad accendere il forno l’impasto è già pronto e riposa in frigo da venti minuti avvolto nella pellicola…

Ingredienti per circa 30 biscotti
cottura circa 15/20 minuti
250 g di farina
mezza bustina di lievito
75 g di mandorle tritate finemente
mezzo cucchiaino di noce moscata in polvere
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
mezzo cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
scorza di un limone grattugiata o tritata
scorza di un’arancia grattugiata o tritata
85 g di burro
2 cucchiai di miele
un uovo

Ho fatto delle palline schiacciandole un po’ e facendo un piccolo disegno al centro con un imbuto dentato e le ho infornate a 180°.
Ed ecco pronti i miei biscottini speziati e senza zucchero. Non sono il massimo, ma sono gradevoli e profumati e soprattutto senza zucchero.

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I miei fiori: La clivia miniata


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Aspettare un anno per vedere il loro ritorno vale proprio la pena.
Le clivie miniate producono un fiore che sboccia ogni anno durante la settimana di Pasqua, le coltivo da tantissimi anni e non hanno mai sbagliato periodo. Anche quando la Pasqua giunge presto, oppure ad aprile inoltrato, anche quando la stagione è fredda e impervia, come quest’anno , le clivie sono già fiorite il venerdì santo ed io le metto fuori per onorare il passaggio del Cristo morto. Il loro colore acceso, se messe in casa diventa più tenue  e delicato, la fioritura è durevole, si protrae per più di un mese. La clivia è una pianta molto prolifica e si riproduce copiosamente creando una famigliola che ama stare nello stesso vaso e produce tanti fiori, ma teme la troppa acqua che fa marcire le radici e provoca la morte dei polloni. Io periodicamente la rinvaso, togliendo le parti marce dell’apparato radicale e cambiando la terra, approfitto per staccare delicatamente qualche pollone laterale per produrre una nuova pianta che presto si moltiplicherà e darà i suoi fiori.

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Anche le piante ci danno amore, un amore silenzioso, una gratitudine che dimostrano con i loro fiori, tanto più belli e copiosi quanto più amorevoli sono state le nostre cure.

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Io mi diletto: La mia poesia Respiro


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Gracida il vento
in questo stagno di silenzio
e scivola fra le tue dita
il mio fiume di capelli
quando scura è la notte
e una stella cade
nell’orma d’un sogno.
A me giunge
dolce messaggio
di galoppante chimera,
nel chiarore d’un’alba pigra,
dove si fonde l’attimo,
nel respiro che scende
lungo la gola
e allaga il petto
come fiato
di ansante puledro
nella paglia della luna.

@ Maria Cavallaro

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