Archivio | agosto 2015

Diapositiva di un mattino d’estate


 

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Salta il sole sulla coda dell’aurora mentre il giorno si asciuga il viso con gli ultimi strappi di nuvole e si specchia nel mare piatto. Volano alti due gabbiani per poi lasciarsi cadere fino a radere l’onda con le ali e afferrare in volo un pesciolino guizzante sul pelo dell’acqua. Come mi piace guardare quella barca a vela che sembra immobile, eppure va lentamente, gonfia di quel vento leggero che sempre spira al largo! Sembra dipinta su una tela di seta, dove i colori indugiano a prendere forma, per poi mutarsi nell’attimo fuggente, creando uno scenario in movimento dalle tinte tenui e cangianti che vive nel silenzio. Unico sottofondo a tale meraviglia lo sciabordio dell’onda, che a tratti si infrange stancamente sulla nera scogliera rumoreggiando.

 

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Il risveglio delle api


 

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Mentre la luce del sole mi restituisce il comignolo inghiottito ieri sera dal buio, ascolto il ronzio delle api, che incuranti di me, si affannano a raccogliere il miele nei boccioli della bignonia appena aperti. È un rituale che si ripete ogni mattina, con religiosa puntualità per tutta l’estate, le bottinatrici a frotte vengono all’appuntamento e si contendono i fiori più freschi, succhiandone con operosa ingordigia la dolce essenza. Poi ripartono incerte, barcollando verso l’ alveare, per ritornare decine di volte fino allo sfinimento . Infine lentamente il ronzio diminuisce e allora avanzano le formiche, per consumare ciò che resta del lauto pasto. Amo questa pianta che da anni allieta il mio cortile, per quello che rappresenta, è il tripudio della natura che si risveglia ogni mattina e puntuale si ripete nel suo ordinato cosmo, dove la singola parte collabora alla sopravvivenza del tutto.

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Estate di Sicilia


 

E’ un pendolo questo tempo cui stiamo abbracciati nella calura che ci artiglia il corpo stanco, mentre i giorni costruiscono la vita e la terra arsa sembra bere la linfa delle piante che si attorcigliano rinsecchite. Gocce dal cielo non hanno fatto in tempo a bagnare la terra che già sono evaporate lasciando intorno uno strano odore di bruciato. Questa è l’estate di Sicilia, un caldo breve ma intenso, un mare che rigenera, una cena a base di granita e brioche col tuppo, una pizza all’origano, il rosso di un’anguria sulla tavola imbandita, un odore di pane appena sfornato e di caffè al mattino sotto il pergolato.

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