Archivio | aprile 2016

Io che sono nata sul mare


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Io che sono nata sul mare a volte penso che il mare è anche dentro di noi, il suo rumore è il nostro respiro, il suo profumo è l’effluvio dei nostri pensieri, le sue onde sono le nostre inquietudini, i suoi fondali sono il profondo del nostro cuore, l’orizzonte è il perderci nell’infinito delle nostre solitudini. Solo noi che ci siamo nati sappiamo cos’è questa liquida distesa che ci affascina! Mi fermo a volte a guardare, specialmente d’inverno e mi sento leggera, l’assenza di ostacoli rilassa lo sguardo che segue il monocolore dell’acqua, indugia sulla linea dell’orizzonte e poi altalena su e giù tra l’onda e le nuvole, gustando quei colori sfumati e tenui tra il rosa e l’azzurro, che galleggiano quasi sul pelo dell’acqua al tramonto. A volte è l’acqua che sfuma ed io cerco di strappare con la mente la bellezza di certe tonalità di verde che si intersecano con l’azzurro e il grigio e si adornano di piccole onde bianche simili a colombelle che si dondolano lievi sulla superficie. Poi lo sguardo si ritrae indugiando sul nero merletto della scogliera di pietra lavica e nella sua durezza si scontra con la realtà che brontola alle mie spalle. Bevo un sorso d’acqua alla fontanella e poi mi incammino lentamente, si accendono già le prime luci e stranamente provo un senso di paura per il lento spegnersi di quella magia ingoiata dalla notte, ma che ritorna ogni giorno puntuale per calarsi ogni volta nei nostri cuori, come un amante affascinante e sensuale.

Gisella-Patorniti__L-unione_g

 

Io mi diletto: La mia poesia Quel bacio.


 

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Scritte sul pelo dell’acqua

tremule s’allontanano

parole d’amore

e lancio i miei sassi

nello stagno del cuore

dove cerchi s’allargano

e portano con sè 

quest’ultima foglia.

Camminiamo

sull’orlo del tempo

e mi appoggio alla tua mano

che ha colto una rosa

dove nascondere i miei sospiri

e in quel profumo di antico

che sa di petali e spine,

cerco ancora quel bacio

rimasto impigliato alla penombra

d’un gelsomino in fiore.

Maria Cavallaro@

 

Un mese di Matteo


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Buongiorno a tutti!

Oggi è un mese di Matteo, un mese vissuto intensamente ad accudire le sue piccole necessità e lenire il suo pianto quando soffre per le coliche che affliggono il suo pancino.

Pugnetti chiusi

È un abisso questo cuore

Dove si dondolano i ricordi,

Altalene di vita

Vissuta

Nell’alternanza di sogno e realtà.

E mi sento piccola

Per contenere

Il mistero dei giorni

In cui rapido muta

Il tuo volto bambino

E delle notti in cui

Tante volte si spegne nel pianto

Il tuo sonno di angelici sorrisi

E mi stupisce

Come in fretta si serrino

le piccole palpebre

Sulla tua ultima lacrima

E sul cuscino si posino alti

i tuoi pugnetti chiusi.

Maria Cavallaro@

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Io mi diletto: la mia poesia Coni d’anima


 

 

Mi volto indietro

e cammino

sui miei intorpiditi pensieri ,

ricordo tutte le volte

che ho bevuto l’alba

stringendo il cuscino

e gronda ancora

l’acqua delle mie malinconie,

disegnando

condor in volo

in spazi ristretti,

coni d’anima

bruciati dal silenzio

che si barrica dentro

e pulsa sotto la pelle tesa.

Schiaccerò

questo deserto di cellule

e tratterrò con adunche mani

la vita che sfugge

sulle mie spalle curve,

lì dove il tempo rinasce,

nel suo divenire carne.

Maria Cavallaro@