Archivio | maggio 2017

Io mi diletto: La mia poesia Brividi nascosti.


Cieli annoiati
e baruffe di nuvole bianche
pendono
sui magri rami
d’un ciliegio in fiore,
rosa,
come l’ amore
nel mattino,
intreccio di sorrisi e sguardi d’amanti,
adagiati su un prato
molle di margherite e di rugiada,
a catturare
brividi nascosti
sulla pelle ansiosa
e fili d’erba fra le labbra rosse.

@MC

 

Io mi diletto: la mia poesia La corsa


 

 

Riprende il tempo
le redini
del suo nevrotico andare
tra allori
e fiori d’arancio disseccati,
pianti di bimbi
e guaiti
sul selciato.
Lenti ci avviamo
noi
che ancora usiamo il cuore
e scattiamo
fotogrammi d’amore
nel giallo profumo delle ginestre,
sulla cima ardita
d’un campanile antico,
nel volo d’un gabbiano
graffiato
sulle
sparute nuvole
d’un giorno di primavera.

@MC

 

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Cos’è oggi il primo maggio.


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Buon giorno a tutti, a chi festeggia , ma soprattutto a chi non ha nulla da festeggiare.

Festeggiare il lavoro quando la popolazione giovanile oggi si arrabatta tra depressione e lavoretti in nero che non le danno nessuna sicurezza, mi sembra anacronistico. Questa festa con un giorno di astensione dal lavoro, negli anni passati era il simbolo di una conquista democratica finalmente raggiunta nel nome di una costituzione che affermava nel lavoro uno dei cardini della nostra repubblica. Oggi i giovani che non hanno un lavoro da cui astenersi, invece di festeggiare, con un lavoretto occasionale in nero, portano a casa quei cento euro che servono per riempire il frigo e mentre la politica legifera, la popolazione invecchia, le culle restano vuote e le bollette da pagare si accumulano. La ripresa economica di una nazione ricomincia dal lavoro, che da disponibilità di denaro e innesca il circolo virtuoso che porta al risanamento. Sono le famiglie con i loro consumi, il volano dell’economia, non servono elemosine di stato a chi ha braccia robuste per lavorare, ma continuità lavorativa che garantisca dignità e sicurezza.