Archivio | ottobre 2017

Abbiamo fatto la Red velvet!


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La red velvet è una torta americana divenuta famosa nel mondo per il suo aspetto scenografico molto accattivante, con il contrasto dei suoi colori, il bianco della farcitura e il rosso vivo del suo interno. Per me è un pò pesante al gusto, non se ne può mangiare tantissima, ma il contrasto con la freschezza della frutta la alleggerisce un po’. La ricetta ha diverse varianti e su internet c’è l’imbarazzo della scelta. Mia nuora ne ha selezionata una e insieme l’abbiamo realizzata per il compleanno del suo papà. Il risultato è stato più che soddisfacente, forse c’è qualche piccolo errore da correggere, ma io preferisco sempre le nostre belle torte italiane, con panna e crema pasticciera, che si sciolgono in bocca e dopo la prima fetta te ne mangeresti subito un’altra.

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Andando per castagne!


 
Chesnuts
In questo periodo sento la voglia di montagna, di quell’umido odoroso di foglie morte, di quel cielo che rimbomba cavo, come fosse una cupola aliena posta sulle nostre teste. Che buono quel panino con la cotoletta fredda che ogni tanto tiri fuori per dargli un morso! Mi sembra di essere a scuola, quando il panino con la mortadella non arrivava mai alla ricreazione. Che gioia trovare le prime castagne, lucide e grosse come giganteschi chicchi d’ambra, nascoste tra le foglie e poi sentire, al primo alito di vento, quel rumore metallico delle castagne che cadono battendo sui tronchi. E’lì che ti dirigi nella speranza di trovarle e gioire poi di quei piccoli tesori dal cuore generoso e bianco, dalla buccia ancora tenera e pelosa. Quando le trovi ti viene voglia di coccolarle e già pensi al loro crepitare sul fuoco, mentre attendi con l’acquolina in bocca, che si cuociano, per addentarle ancora bollenti, dopo esserti scottate le dita. Sono sensazioni nuove, anzi vecchie, nascoste nell’animo dalla voglia d’estate e di mare, che riaffiorano alle prime piogge, ai primi sentori d’autunno e per chi come me, vive tutto l’anno al mare, la prima passeggiata in montagna costituisce un vero richiamo della natura, il ritrovarsi in una dimensione diversa, con le orecchie che schioccano e le nuvole più vicine sulla testa, mi pare di avvertire anche qui quel senso di appartenenza al creato, che mi circonda con lo svettare dei tronchi e quella dolce solitudine che si nutre di silenzio, squarciata ogni tanto dal gracchiare roco delle gazze e dei corvi tra le querce. Dopo la camminata ci sediamo su un muretto a confrontare il bottino di castagne e a consumare quel che resta del panino e quel dolcetto preparato apposta per la colazione a sacco e poi di nuovo verso casa, con la pelle sudata e una grande serenità nel cuore.

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