Archivio | settembre 2018

Pensieri in volo


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Aspettando il tempo si scioglie, dove andranno i nostri pensieri? li sento borbottare nella mente, mentre sul cuscino cerco il sonno consolatore, sono pensieri vestiti a festa, ammucchiati in un angolo, schiacciati dai giorni pigri, dalle siepi di nuvole che si levano a nord. Passata è ormai l’estate sciupata dai malessseri , dalle malinconie, dai giorni non vissuti, vorremmo trattenerla ancora un po’, ma ormai i frutti sono maturi, le pesche dalle rosee guance sono finite, ora l’uva è pronta ed è tempo di vendemmiare. Presto l’odore del mosto nuovo giungerà accattivante alle narici, sarà fermento nelle cantine e le prime piogge hanno reso grevi i frutti di ficodindia e si tingono di rosso i melograni, nutrendosi degli ultimi raggi di sole per darci chicchi maturi e succosi. Aspettiamo già il Natale, ma come siamo stolti a non capire che aspettando aspettando, ci avviamo come pecore al pascolo e poi a sera torniamo al chiuso, sazi , ma senza libertà di volare, come quei gabbiani che sfrecciano radenti al pelo dell’acqua, per allontanarsi subito e poi ritornare scrivendo linee invisibili su piani immaginari che appartengono solo a loro. Io preferisco l’estate perché dentro di me sono gabbiano e continuerò a volare per scrivere le mie storie su pagine di cielo, come linee infinite che mi appartengono, mentre le pecore col muso per terra brucano l’erba senza levare gli occhi in alto, ma che ne sanno loro del cielo?

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Malinconie di settembre


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Settembre mi scende nell’animo, mescolandosi alla mia malinconia. Mi fermo col pensiero a guardare il mare argenteo e ancora caldo e mi piace pensare che quel gabbiano solitario sia sempre lo stesso che ogni anno ritorna alla fine dell’estate e tutto solo se ne sta su un’isoletta a guardare l’orizzonte. Scende dentro di me questo grigiore che incomincia a impadronirsi della scogliera, fino a diventare il colore primario e dal mare scompare anche quell’azzurro estivo lasciando il posto ad un colore plumbeo dove il cielo a stento si riconosce. E’ il tempo delle barche a vela, che nei giorni di bonaccia se ne vanno dondolando all’orizzonte per rientrare al sicuro nei porti, col loro bagaglio di umanità e di scoperte, di giorni avventurosi, di salsedine e di notti stellate. Mi sento immobile come il mio gabbiano solitario e centellino la mia malinconia che scende, bruciando i miei orizzonti, mi ammanto di grigio come la scogliera e seguo l’onda dei miei pensieri incolori…. a volte vorrei essere altrove.

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