Archivio | dicembre 2018

Memorie natalizie


 

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Si accende l’albero di luci colorate e diffonde nell’aria un odore che non c’è più, è nella memoria quell’odore di pino e di terra bagnata, ricordo le nostre spedizioni in montagna a raccogliere il pungitopo e poi dopo la passeggiata nel bosco tornavamo alla macchina con le mani piene di rametti pieni di bacche , facendo a gara su chi aveva trovato il rametto più ricco di palline rosse. Scendendo acquistavamo l’albero vero, con la sua zolla intrappolata nella rete, lo sceglievamo con cura testando la tenuta degli aghi e sperando in cuor nostro che potesse sopravvivere per un altro anno. Ci fermavamo poi in un piccolo panificio per acquistare i biscotti, che dalle vetrinette facevano bella mostra accendendo il desiderio, erano biscotti al cioccolato, succulenti e grassi ricchi di mandorle e nocciole che mangiavamo per strada, ma portandone un po per tutti a casa.
Quando eravamo giovani il Natale aveva un altro sapore, ora non andiamo più per pungitopo, ne ho un vaso che si è formato negli anni dalle bacche che io mettevo nella terra e in questi ultimi anni produce delle bacche sui piccoli rami che io taglio e porto in casa. Nemmeno l’albero ha odore perché è finto, ne abbiamo acquistato uno bellissimo con degli aghi che sembrano veri e ogni anno cerchiamo di addobbarlo in modo diverso per dargli un nuovo aspetto e lo profumiamo con l’odore della memoria. Potremmo andare su per comprare i biscotti al cioccolato, ma non posso mangiarli più quindi è meglio non andare. Era più allegro il Natale perché più allegri erano i nostri cuori, avevamo accanto i genitori, eravamo giovani e in salute, ma ora guardiamo la nostra stella cometa, il nostro piccolino che sboccia ogni giorno e ridiamo mentre pensiamo a un regalo per strappargli un sorriso.

 

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la mia poesia : L’ultima rosa


 

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Tesse l’anno l’ultima tela
e poi sarà il domani
come l’oggi,
cambia il nulla,
nelle rughe dell’anima
tremule immagini
dei tempi andati,
e spighe di pensieri
che il mulino non macina più,
stanco è il ruscello
e respiro l’ultima rosa
sul secco ramo d’inverno. MC@

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Facciamo il presepe


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Rastrella dicembre
le foglie morte
e sotto la neve le nasconde.
Orsù
prepariamo i presepi
e alberi di luce adorniamo,
presto sarà Natale
e il Bambino Santo
accogliamo con il canto
che i pastori
ci hanno insegnato,
diamo alle trombe il fiato
di angeli piumati
e di pecorelle il belato
accompagni la cometa
che lieve scende nella notte
sulla grotta incantata.

MC@

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