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Pensieri d’una mattina d’estate.


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Seduta all’ombra nel mio cortile osservo comignoli consumati, anneriti da fumi passati e mi viene in mente l’odore del pane fresco nelle mattine d’inverno, quando le massaie si alzavano presto per infornare le candide forme, che sfrigolavano sui piccoli carboni rimasti sul pavimento del forno, mandando quel classico odore di focaccia che fa il pane appena infornato. Il comignolo più vicino si staglia sullo sfondo di una grande pianta di jucca, che esibisce bianchi lampadari di madreperla circondate da spade di foglie acuminate, come verdi gorgiere a far da corona. Sul culmine del tetto della casa antistante, un colombo stira le ali e col becco si pulisce le variegate piume del collo, poi agitandosi tutto, dopo aver lasciato cadere i suoi escrementi, spicca il volo e si posa sull’antenna più vicina facendola dondolare. E’ domenica mattina e dalle cucine sale un odore di soffritto e di ragù, la bignonia è tutto un ronzare di api e i fiori esausti cadono sul pavimento, incrementando un tappeto arancione, che almeno due volte al giorno provvedo a rimuovere. Accarezzo il basilico, fronzuto e verde godendo del suo profumo intenso che racchiude tutti gli odori dell’estate e mi viene in mente la mia vecchia nonna che alta e magra, coi capelli ricciolini raccolti sulla nuca in una crocchia intrecciata, ne portava sempre un rametto in tasca odorando come la mia fioriera. Si intreccia la vita dei cortili di paese, il presente e il passato continuano a creare suggestioni ed io le raccolgo perché non vadano perdute.

 

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Il tempo va…..


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Il tempo è un’entità senza corpo, eppure corre , vola, va avanti e noi lo inseguiamo senza riuscire ad afferrarlo. Forse il tempo siamo noi con le nostre vite, con le nostre storie, le nostre delusioni, le piccole felicità che ci sono concesse, le nostre debolezze, con le quali creiamo un tunnel di ricordi che si snoda alle nostre spalle e che noi chiamiamo tempo. Vorrei rallentare per veder crescere il mio nipotino, ma a volte sprechiamo cio che ci resta e mi accorgo che ogni giorno senza di lui è un giorno perso. Scopro ogni giorno che mi importa sempre meno delle cose materiali, degli eventi, della bellezza, non mi interessa più nemmeno il cibo, nemmeno il mio corpo divorato dalla vitiligine, sono passati quarant’anni e la mia nemica per la pelle ne ha fatto di strada, nutrendosi dei miei dolori dei miei dispiaceri, disegnandomi addosso le sue lagune bianche senza chiedermi il permesso. Tutto è una corsa contro il tempo e la solitudine che ci imprigiona nella ripetitiva sequenza di cose da fare, tutto è inutile, a volte mi sento come una lucertola caduta in un secchio d’acqua, che si affanna per uscire con le sue corte zampette e non ce la fa, forse aspetta che qualcuno rovesci il secchio per liberarla e anch’io forse……

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Siamo venuti dall’acqua!!!


 

 

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Quando ricomincio ad andare al mare è come ritornare lì da dove siamo venuti, mi immergo nel liquido elemento e ritrovo la leggerezza dell’anima e del corpo, mi allontano per allargare il mio orizzonte al di là della fascia costiera di nera pietra lavica e mi impadronisco del paesaggio. Le persone sul lungomare si fanno sempre più piccine e la vita sembra quasi brulicare sui legni delle passerelle e sugli angoli reconditi, dove si rifugiano i bagnanti in cerca di tranquillità. Mi distendo nell’acqua e mi invade un senso di positività che allontana i pensieri e i malanni delle ossa, l’acqua all’inizio fredda, avvolge le membra e sembra riscaldarsi a contatto con la pelle mentre l’odore di salsedine sale su per le narici diventando parte di me.

 

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Pioggia d’estate


 

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Piove malinconia sul cuore giovane dell’estate che avanza, mi annoia questo continuo ticchettare sulle foglie nuove del mio cortile, non è tempo di poggia, ma di uccellini che hanno fatto il nido e già i piccoli sono nati e aprono le boccucce affamate alle piccole prede che i genitori portano loro con solerzia. Mi affascina la pazienza e l’amore di questi esserini che sanno accudire la loro prole e guardo il cielo grigio, pensando agli umani e ai loro comportamenti e piango dentro di me.

 

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Prima di dormire


 

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Scelgo il tempo per vivere i miei pensieri nel silenzio. Non c’è bisogno di luce per pensare, al buio i pensieri prendono corpo come le scene di un film, li vedi e li rivedi in una moviola infinita e costruisci la vita, il futuro, in una bozza variegata e plastica di cui sei l’unico artista. L’amore è la linfa dei pensieri, i protagonisti sono spesso le persone che ami e con quanta forza ti ritrovi a segnare per loro un cammino di bene, di salute , di serenità, quasi a voler cancellare le negatività, a proteggerli. Poi mi addormento, stranamente, non penso mai a me stessa, perché voglio vivere alla giornata, costruire il mio futuro al momento e non guardo oltre.

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Andando per castagne!


 
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In questo periodo sento la voglia di montagna, di quell’umido odoroso di foglie morte, di quel cielo che rimbomba cavo, come fosse una cupola aliena posta sulle nostre teste. Che buono quel panino con la cotoletta fredda che ogni tanto tiri fuori per dargli un morso! Mi sembra di essere a scuola, quando il panino con la mortadella non arrivava mai alla ricreazione. Che gioia trovare le prime castagne, lucide e grosse come giganteschi chicchi d’ambra, nascoste tra le foglie e poi sentire, al primo alito di vento, quel rumore metallico delle castagne che cadono battendo sui tronchi. E’lì che ti dirigi nella speranza di trovarle e gioire poi di quei piccoli tesori dal cuore generoso e bianco, dalla buccia ancora tenera e pelosa. Quando le trovi ti viene voglia di coccolarle e già pensi al loro crepitare sul fuoco, mentre attendi con l’acquolina in bocca, che si cuociano, per addentarle ancora bollenti, dopo esserti scottate le dita. Sono sensazioni nuove, anzi vecchie, nascoste nell’animo dalla voglia d’estate e di mare, che riaffiorano alle prime piogge, ai primi sentori d’autunno e per chi come me, vive tutto l’anno al mare, la prima passeggiata in montagna costituisce un vero richiamo della natura, il ritrovarsi in una dimensione diversa, con le orecchie che schioccano e le nuvole più vicine sulla testa, mi pare di avvertire anche qui quel senso di appartenenza al creato, che mi circonda con lo svettare dei tronchi e quella dolce solitudine che si nutre di silenzio, squarciata ogni tanto dal gracchiare roco delle gazze e dei corvi tra le querce. Dopo la camminata ci sediamo su un muretto a confrontare il bottino di castagne e a consumare quel che resta del panino e quel dolcetto preparato apposta per la colazione a sacco e poi di nuovo verso casa, con la pelle sudata e una grande serenità nel cuore.

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Come dentro un film.


 

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14359256_10208503303394282_5236430831676067897_nFelice giorno!

Fresco il mattino s’attarda sui primi raggi di sole, mentre sale la calura ancora estiva a carezzare le cime degli alberi.
Ancora pare estate, ma galoppa il tempo e scrutiamo le nuvole vaporose e bianche che in tarda mattinata si innalzano dalla montagna come bianchi sipari che annunciano scenari di pioggia.
Io me ne sto ancora qui a nuotare in questo mio amato mare che si increspa e mi accarezza, con onde improvvise e schiaffi d’acqua sulla testa. I villeggianti si attardano nelle case e la spiaggia è ancora piena, ma ad uno ad uno partono, sebbene a malincuore, li attendono gli impegni in città, siamo già alla fine di agosto. A poco a poco se ne andranno con le macchine zeppe di masserizie, vestiti, qualcuno ha anche la gabbietta degli uccellini, il cestino del gatto, o il cagnolino che si solleva sulle zampette quasi a salutare dal finestrino. E’ un movimento di vita, quasi un flusso migratorio che desertifica la scogliera e il lungomare, a poco a poco spariranno il solarium, le passerelle, le tovaglie stese al sole, il chiasso dei ragazzini. Tutto si spegnerà come dentro un film e la natura riprenderà il suo consueto aspetto. Io continuerò a nuotare nella piccola baia ormai silenziosa, scivolando sull’acqua pigramente e scruterò il cielo al mattino dal mio cortile, mentre la bignonia lascia cadere ad uno o ad uno gli ultimi fiori e le api bottinatrici ritornano alle loro arnie dopo mesi di golose visite ai calici arancione alla ricerca del nettare.@ MC

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