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Spigolando nel tramonto


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A volte mi sollevo nel tramonto spigolando nuvole con lo sguardo, a fatica, tra sfumature di rosso e il grigio che lento incombe.
Di pace mi nutro in questo momento, specialmente in questo periodo di tarda primavera, in cui esco sul terrazzo tra canti di uccellini e profumo di basilico. Questo è un momento che ho imparato ad amare, quasi un mistico raccoglimento, un dialogo solitario tra me e la montagna, che piano piano si cancella alla vista, fino a diventare un profilo che si staglia nell’ultima luce. Ogni sera è diverso, ogni momento è diverso, quasi che un pittore capriccioso, cambi la scena per darmi nuove emozioni, ed io li, ferma col naso per aria, mi incanto, cullata dal silenzio che mi avvolge, come una cupola che mi separa dal resto del mondo. @MC

Cos’è oggi il primo maggio.


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Buon giorno a tutti, a chi festeggia , ma soprattutto a chi non ha nulla da festeggiare.

Festeggiare il lavoro quando la popolazione giovanile oggi si arrabatta tra depressione e lavoretti in nero che non le danno nessuna sicurezza, mi sembra anacronistico. Questa festa con un giorno di astensione dal lavoro, negli anni passati era il simbolo di una conquista democratica finalmente raggiunta nel nome di una costituzione che affermava nel lavoro uno dei cardini della nostra repubblica. Oggi i giovani che non hanno un lavoro da cui astenersi, invece di festeggiare, con un lavoretto occasionale in nero, portano a casa quei cento euro che servono per riempire il frigo e mentre la politica legifera, la popolazione invecchia, le culle restano vuote e le bollette da pagare si accumulano. La ripresa economica di una nazione ricomincia dal lavoro, che da disponibilità di denaro e innesca il circolo virtuoso che porta al risanamento. Sono le famiglie con i loro consumi, il volano dell’economia, non servono elemosine di stato a chi ha braccia robuste per lavorare, ma continuità lavorativa che garantisca dignità e sicurezza.


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Ci sono giorni che passano mentre viviamo le nostre attese e ci guardiamo intorno smarriti chiedendoci” Cosa ci faccio qui?”. Poi è il nostro momento e ci sembra eterno e urge nel petto la voglia di fuggire, dileguarci in silenzio senza voltarci indietro.

Scacchi di vita

tra pause

e malinconie,

viverli nonostante,

quei giorni che ci appartengono

e trovare

che altri abissi

convivono

con la vita di volti pallidi,

bruciati dalle cure

sui quali si accendono

emaciati sorrisi

nonostante.@MC

 

Venerdì Santo


 

 

 

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Oggi è il venerdì santo, viviamo questa giornata nel ricordo della passione di Cristo, con un occhio agli ultimi avvenimenti, che testimoniano l’allontanamento dell’uomo dagli insegnamenti che il Signore ha voluto darci col suo sacrificio. Solo la pace interiore è sorgente di vera gioia.

Lodate il Signore, acclamate il suo nome; manifestate ai popoli le sue gesta. Cantate in suo onore, inneggiate a Lui, ripetete tutti i suoi prodigi.Gloriatevi sul suo santo nome; gioisca il cuore di quanti ricercano il Signore. Cercate il Signore e la sua forza, ricercate sempre il suo volto. Cronache 1-16,8.

 

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Siamo dei passanti!


 

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Siamo padroni solo del tempo vissuto, per il resto, come passeri affamati, becchiamo briciole di felicità, ma non siamo padroni del nostro futuro. I sogni ci aiutano a vivere perchè sono intrisi di speranza e addolciscono le nostre attese, ma intanto viviamo nell’incertezza di una realtà che ci avvolge come un bozzolo malefico, che comprime le nostre piccole gioie offuscandole con la paura di perderle. La politica, le tasse, gli attentati, le malattie, il lavoro sono i peggiori incubi che si addensano all’orizzonte di una vita semplice, ben lontana dalle pensioni d’oro e dai vitalizi, che vede negati anche i più naturali diritti, come il diritto alla dignità della vita, che nel lavoro trova il suo appagamento. Siamo dei passanti che si siedono all’ombra ad aspettare e strizzano gli occhi cercando nella foschia uno spiraglio di luce.

 

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Falce di luna: E’ già febbraio!


 

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Buongiorno a tutti col nuovo mese, la merla se ne è andata, è stata una merla tiepida quest’anno, niente freddo, niente gelo, ha portato via i rigori di gennaio e ascolto già nel mattino limpido il canto dei galli, che da tempo si era perso, cui risponde sommesso l’abbaiare dei cani. Tutto mi sa di quiete e di risveglio e al mattino dà nuova forza quella luce che filtra dalle persiane socchiuse.

Falce di luna

Scorsi ieri sera
il nuovo febbraio
in quella falce di luna
che dava le spalle a una stella
una sola ,
la più bella,
febbraio
che di violette profuma
il cuore e di mandorli
e di maschere birichine
colora la neve di gennaio,
che già si scioglie
e ride cristallina
svegliando il bosco
intorpidito.@MC

 

Contrazioni


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Non ho avuto voglia di scrivere in questi giorni, è come avere un magone dentro che si somma al nostro quotidiano, fatto anch’esso di pensieri e preoccupazioni. Meglio tacere quando i clamori superano la soglia dell’anima e la sorte si accanisce per portare a termine un progetto nefasto che non lascia prevedere i suoi sviluppi. Penso che la natura non sappia quel che fa, o sono gli eventi che si ingarbugliano e gli uomini si trovano in trappola perchè forse dovevano essere altrove, perché il luccichio di fragili alternative alla quotidianità ottunde i sensi e abbassa la guardia. In un attimo la bellezza e l’insolito diventano mostri, trappole mortali e sul candore di quella neve ora spicca il rosso della nostra fragilità e il grigio di questo affannarsi di uomini e mezzi, in un alternarsi di dolore e speranza dove la montagna tace, quasi ignara di tanta pena.

Contrazioni

Scricchiolare
Di ragnatele antiche
Nell’anima che si contrae,
È la pena
D’un bianco piangere
A cui poche risposte s’attendono
In questo scavare frenetico
Di mani gelide.
E intanto il grigio
Dei passi stanchi
Aspetta invano
Appeso a un filo
L’eco d’un gemito.@MC