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Pareva di sì…..


 

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Buongiorno carissimi!
Pareva di si, ma non ce l’abbiamo ancora fatta e mentre ascolto le ultime notizie, traccio la sinusale della mia memoria e rivivo i tempi che sfuggono tra governi e governicchi, tra fanciullezza e anzianità. Mi accorgo che la mi vita ricalca il vissuto dei miei cari, con qualche opportunità in più, con tanti crucci in più, ho preso i loro malanni e ci ho messo del mio e guardo sfuggire i giorni come petali appassiti nella malinconia. Io non ho vissuto la guerra, ma nulla ha più senso, quando vivi i giorni senza progettare, accoccolato nella pigrizia, aspettando il cambiamento che non arriverà mai. Mi annoia questo quotidiano tuonare del mezzo televisivo che ci angustia con apocalittiche previsioni per il futuro. Vorrei starmene a guardare il mare con le sue vele tremule, o seduta sotto un albero a contare fili d’erba e succhiando il nettare dei fiori come un’ape laboriosa, vorrei capovolgere la cupola di questa esistenza problematica, per riempirla di rose e dormire a lungo sui petali senza pensieri. Mi annoiano questi manipolatori di popoli, questi succhiatori delle risorse altrui che si adoperano per rimpinguare le proprie disseminando di cadaveri la nostra bella Italia, si perché la gente non ce la fa più a vivere: in questo clima di incertezza, aumentano le depressioni, ma anche i piccoli reati quotidiani e le strategie al limite della legalità, volte al fine di sopravvivere e alla fine il carico diventa insopportabile, qualcuno non ce la fa e si lascia cadere dall’alto, in un ultimo desiderio di leggerezza.

 

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Come dentro un film.


 

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14359256_10208503303394282_5236430831676067897_nFelice giorno!

Fresco il mattino s’attarda sui primi raggi di sole, mentre sale la calura ancora estiva a carezzare le cime degli alberi.
Ancora pare estate, ma galoppa il tempo e scrutiamo le nuvole vaporose e bianche che in tarda mattinata si innalzano dalla montagna come bianchi sipari che annunciano scenari di pioggia.
Io me ne sto ancora qui a nuotare in questo mio amato mare che si increspa e mi accarezza, con onde improvvise e schiaffi d’acqua sulla testa. I villeggianti si attardano nelle case e la spiaggia è ancora piena, ma ad uno ad uno partono, sebbene a malincuore, li attendono gli impegni in città, siamo già alla fine di agosto. A poco a poco se ne andranno con le macchine zeppe di masserizie, vestiti, qualcuno ha anche la gabbietta degli uccellini, il cestino del gatto, o il cagnolino che si solleva sulle zampette quasi a salutare dal finestrino. E’ un movimento di vita, quasi un flusso migratorio che desertifica la scogliera e il lungomare, a poco a poco spariranno il solarium, le passerelle, le tovaglie stese al sole, il chiasso dei ragazzini. Tutto si spegnerà come dentro un film e la natura riprenderà il suo consueto aspetto. Io continuerò a nuotare nella piccola baia ormai silenziosa, scivolando sull’acqua pigramente e scruterò il cielo al mattino dal mio cortile, mentre la bignonia lascia cadere ad uno o ad uno gli ultimi fiori e le api bottinatrici ritornano alle loro arnie dopo mesi di golose visite ai calici arancione alla ricerca del nettare.@ MC

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Spigolando nel tramonto


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A volte mi sollevo nel tramonto spigolando nuvole con lo sguardo, a fatica, tra sfumature di rosso e il grigio che lento incombe.
Di pace mi nutro in questo momento, specialmente in questo periodo di tarda primavera, in cui esco sul terrazzo tra canti di uccellini e profumo di basilico. Questo è un momento che ho imparato ad amare, quasi un mistico raccoglimento, un dialogo solitario tra me e la montagna, che piano piano si cancella alla vista, fino a diventare un profilo che si staglia nell’ultima luce. Ogni sera è diverso, ogni momento è diverso, quasi che un pittore capriccioso, cambi la scena per darmi nuove emozioni, ed io li, ferma col naso per aria, mi incanto, cullata dal silenzio che mi avvolge, come una cupola che mi separa dal resto del mondo. @MC

Il miracolo della neve


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Lento scende il miracolo della neve e il vento lo scompiglia, i fiocchi impauriti dal sibilo sinistro, mulinando si posano sui tetti e piano piano di sé tutto imbiancano. Che meraviglia! Per noi in Sicilia, nel mio paesino in riva al mare, è un fenomeno inconsueto che si specchia nei nostri ricordi bambini. Penso a mio padre che in una fredda mattina di gennaio raccolse una palla di neve con le sue mani nude, abituate al freddo dell’inverno e me la portò nel letto in una bacinella. Quanta gioia! Avevo meno di sei anni e non avevo mai visto la neve. Penso a lui quando cade la neve, alla sua gioventù fatta di amore e cose semplici come una palla di neve raccolta per me e poi svanita in una pozza d’acqua, come le nostre vite che si dissolvono nell’acqua dei ricordi. Felice chi come me ha cose belle da ricordare, fiocca ancora la neve lenta, piccoli fiocchi confusi nel vento, già un raggio di sole accarezza i tetti e scioglie il bianco strato che gocciola dalle grondaie fino a sparire.

 

Banane di Sicilia


 

 

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La Sicilia è una terra generosa che dà frutti magnifici in tutte le stagioni. Si coltivano anche i banani, più per uso ornamentale che per i frutti. Infatti i banani fioriscono tutto l’anno, ma solo a fine estate danno dei caschi magnifici, maturi sull’albero dai frutti cremosi e dolcissimi, dalla forma e dal sapore diversi da quelle in commercio. Nei miei ricordi di bambina c’era un bellissimo bananeto dal quale il mio papà ogni tanto mi portava queste banane piccole e tozze, ma dal cuore dolcissimo , così un giorno chiesi a mio marito di mettere una pianta nel nostro giardino. La pianta è cresciuta, si è moltiplicata e ogni anno a fine estate raccogliamo dei caschi bellissimi e maturi, perché hanno goduto tutto il solleone e se calcoliamo che l’Africa è a noi molto vicina, il clima estivo è favorevole alla maturazione delle banane, che nelle altre stagioni restano piccole e dure e anche quando maturano sono immangiabili.

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