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Rosso e nero nel giorno di festa, sintesi di un massacro.


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Non c’è colore

per scrivere queste morti,
solo il rosso e il nero
nell’allegria di un giorno di festa.
Tutto fagocita il rosso
sul nero dell’asfalto bruciato
e nell’odore di morte
si compiace
l’infamia
d’un inutile massacro,
che si lascia dietro
uno stuolo
d’occhi spauriti.
MC@
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Bandiere di tristezza


 

Tristi sventolano ai balconi

brandelli di bandiere arcobaleno,

tristi come la pace

che non c’è,

strappati, sporchi,

vilipesi dal vento,

sbiaditi dal sole.

Hanno perso i colori,

ma resistono esausti,

come la speranza sbiadita

d’un futuro senza guerra,

come la speranza

vilipesa, dilaniata,

squarciata da bombe umane,

che uccidono

guerrieri di pace.

 

Maria Cavallaro

12/6/2004

 

Oggi mi è tornata in mente questa vecchia poesia, scritta in occasione di un altro conflitto, di cui ancora si pagano le conseguenze. La  speranza di un mondo senza guerra  langue tristemente, come le bandiere che esponiamo fiduciosi all’inizio di ogni nuovo conflitto e che poi restano lì, muti testimoni  sbiaditi, come l’eco degli eventi che si affievolisce, ma non si spegne. La storia si ripete periodicamente, sembra un copione, un dejà vu: un tiranno che vede venir meno il suo potere, preso dal delirio di onnipotenza, si rivolta contro il suo stesso popolo, provocando l’intervento delle forze di coalizione che sganciano le bombe intelligenti, ma uccidono ugualmente tanti civili innocenti. In Sicilia si vive in un clima teso, la guerra è vicina, noi siamo troppo vicini al Raiss!!!!

Un’icona regale: Rania, la regina di Giordania


 

 

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La principessa Rania, regina di Giordania è ritenuta una delle donne più belle del mondo. Dall’eleganza raffinata e impeccabile, ha uno stile suo personale, mai vestiti troppo appariscenti nè gioielli troppo vistosi, vive con disinvoltura il suo ruolo  mostrandosi bella e sorridente agli occhi del mondo. Colta e impegnata nel sociale  conduce aspre battaglie in difesa delle donne e dei bambini . Tuttavia Rania non è ben vista dalle grandi famiglie giordane a causa delle sue origini palestinesi e ultimamente i rappresentanti delle tribù beduine, che sono un terzo della popolazione giordana, hanno inviato una lettera aperta al re Abdullah, firmata da 36 capitribù in cui bacchettano la regina, accusandola di essere invadente e spendacciona e non accettano che in pubblico, parli inglese anziché arabo.:

«Ha costruito un centro di potere a suo vantaggio e influisce eccessivamente…». «La sua indebita appropriazione d’aiuti e di denaro pubblico, per migliorare la sua immagine all’estero a spese dello Stato e del popolo…» .«Superflui e dispendiosi i suoi viaggi pagati dallo Stato…» . «Una vergogna, il lusso eccessivo di personali feste di compleanno a spese delle pubbliche finanze e della povera gente…».

SANREMO 2010: SECONDA SERATA

In questo momento di particolare fermento per i paesi del medio oriente, questo documento, che non ha precedenti, suona come di sommossa, di opposizione, infatti, sebbene il Paese abbia tasso d’occupazione, reddito medio e indice di sviluppo fra i più alti del Medio Oriente arabo, sussistono molti problemi interni, i prezzi di alimentari e benzina sono troppo alti, la libertà di stampa è limitata ed è ancora in uso la tortura in carcere. Nonostante tutto, Rania continua ad essere la figura più rappresentativa della Giordania , una regina bella e moderna che viaggia per il mondo, e usa la sua influenza in difesa dei diritti umani.

Giù le mani dalle donne!


 

 

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Oggi è la Giornata mondiale contro infibulazione e mutilazioni genitali femminili, un’orribile e barbara pratica che mortifica il corpo femminile creando danni fisici e psicologici e procurando setticemie e morti per le scarse condizioni igieniche in cui tali pratiche vengono effettuate.

 

“Retaggio di un passato patriarcale, le mutilazioni genitali femminili sono una pratica violenta che mortifica la donna, il suo corpo, il suo sviluppo psicologico. Circoncisione, infibulazione, escissione: tre modi diversi con cui l’uomo-padrone controlla e possiede la figura femminile, spesso ancora bambina, abusando dei suoi diritti e della sua dignità. Praticati in 29 Paesi africani, esportati in Kurdistan, Bolivia, Yemen, Arabia Saudita, Indonesia, questi atti – erroneamente ritenuti frutto della tradizione religiosa islamica – sono arrivati anche in Occidente, Italia compresa, ovunque un certo tipo di immigrazione ha trovato terreno fertile. Coltivati dall’ignoranza, dalla mancanza di legalità, dalla scarsa consapevolezza dei diritti umani universali. Un fenomeno diffuso in tutto il mondo ma ancora largamente sconosciuto.”

 

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Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2005 si parla di 120milioni di donne mutilate, 2 milioni in più ogni anno, e di 8mila giovani vittime ogni giorno. Sono cifre che fanno rabbrividire, se consideriamo anche la giovane età delle donne e la connivenza dei familiari, specie delle donne che già hanno subito e che perpetuano questa umiliante pratica spesso nella clandestinità.

 

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Le donne che hanno subito mutilazioni genitali, sono soggette a cicatrizzazioni e altre complicanze, che talvolta aumentano il rischio di situazioni ginecologiche critiche e di gravi problemi durante la maternità e il parto, al solo scopo di conservare e di indicare la verginità al futuro sposo e di rendere la donna un oggetto sessuale incapace di provare piacere nel sesso. La testimonianza di  donne, che loro malgrado hanno subito questa profonda mortificazione alla loro femminilità e al loro corpo, che viene esposto a rischi gravissimi, è un grido di dolore cui non possiamo restare insensibili, ma il fenomeno continua ad esistere perchè  se ne parla poco e la condizione femminile nel mondo è un argomento che ha ancora poco spazio. Quest’anno si vuol sensibilizzare l’interesse dell’ONU, promuovendo una raccolta di firme su questo sito: http://www.noncepacesenzagiustizia.org, da recapitare all’Assemblea generale, affinchè emani una risoluzione che metta al bando queste primordiali usanze, che ledono i diritti delle donne e aiuti le associazioni attiviste, che conducono un’impari lotta contro queste pratiche radicate in una mentalità retrograda e maschilista.

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Storia di un brigante tra realtà e fantasia.


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" Palermo, 29 gen. – Quel cadavere e’ di Salvatore Giuliano. Gli accertamenti medico-legali e il test del Dna hanno confermato che i resti sepolti nel cimitero di Montelepre sono del bandito.
I magistrati di Palermo avevano riaperto le indagini dopo 51 anni in seguito all’esposto dello storico Giuseppe Casarrubea, il quale aveva ipotizzato che Giuliano avesse fatto uccidere una persona per farla seppellire al posto suo e potere cosi’ godersi una indisturbata latitanza. Il profilo genetico estratto da quanto restava della salma, coincide, infatti, con quello del nipote Giuseppe Sciortino Giuliano, figlio della sorella del bandito; anche l’esame obiettivo delle ossa, il femore in particolare, evidenzia una corrispondenza con l’altezza del criminale: in base alla carta d’identita’ e alla scheda del servizio militare era alto 162-166 centimetri.”

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Chi era Salvatore Giuliano? era un giovane contadino nativo di Montelepre vicino Palermo , che amava studiare ed era di buoni sentimenti, ma un giorno del lontano 1943 fermato ad un posto di blocco mentre trasportava due sacchi di frumento (80 kg) caricati su un cavallo, gli vennero sequestrati cavallo e frumento . Approfittando di un attimo di distrazione dei carabinieri, tentò di fuggire, ma i militari gli spararono sei colpi di moschetto. Due proiettili lo colpirono al fianco destro. Un militare gli si avvicinò per dargli il colpo di grazia. Salvatore  reagì uccidendo il giovane carabiniere con un colpo di pistola e si diede alla macchia. Da quel momento cambiò la sua vita rendendosi latitante e presto costituì una banda intorno alle montagne di Montelepre. Le sue gesta divennero tema di cantastorie e poeti, circondati come furono da un fitto alone di mistero. Giuliano compì anche azioni di natura politica, ma presto le sue gesta furono viste dall’opinione pubblica come atti di brigantaggio e divenne un personaggio scomodo anche per coloro che lo avevano utilizzato e protetto. Fu ucciso in uno scontro a fuoco con i carabinieri, ma anche la sua morte è stata sempre discussa. Oggi però i moderni mezzi della scienza hanno posto fine alle dicerie che lo volevano vivo e vegeto, mentre nella sua tomba riposavano le ossa di un altro uomo ucciso e seppellito al suo posto.

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Colpo di scena: ancora una volta la storia del bandito Giuliano si riveste di mistero:

PALERMO – ”Smentisco che dagli accertamenti finora eseguiti sia emersa la compatibilita’ tra il dna estratto dal cadavere riesumato a ottobre a Montelepre, ritenuto del bandito Giuliano, e quello dei congiunti finora usato per la comparazione”:  lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, smentendo la notizia apparsa su alcuni quotidiani secondo la quale sarebbe stato accertato che il dna estratto dal cadavere per anni ritenuto del bandito di Montelepre sarebbe identico a quello dei familiari di Giuliano ancora in vita.Segue….http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/curiosita/2011/01/29/visualizza_new.html_1614474799.html

Forse sarebbe meglio lasciare in pace i morti, qualunque sia stato il loro operato, adesso non possono più nuocere! Il mistero si infittisce………

 

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Stranezze dal mondo


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In Russia, in occasione dell’Epifania ortodossa, vige l’usanza di fare un tuffo nell’acqua ghiacciata per lavare e purificare i peccati. Migliaia di persone si sottopongono coraggiosamente al gelido lavacro  col rischio di purificare l’anima e uccidere il corpo. Certo l’aspetto dopo il bagno non è dei più rilassati, ma in osservanza alla propria religione val la pena rischiare, per liberarsi dei fardelli che opprimono lo spirito ed iniziare così una vita nuova.

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Mi sorge spontaneo un pensiero……e se un bagno nel ghiaccio lo facesse pure il nostro satiro nazionale…….magari gli si raffredderebbero un pò i bollenti spiriti e potrebbe iniziare anche lui una vita nuova dopo la gelida purificazione!

 

Ancora dalla parte delle donne


 

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Ma chi sono questi uomini per schiavizzare le donne del terzo millennio? Sono sempre gli stessi, uomini che vivono per la loro sessualità perversa, satiri che strumentalizzano donne deboli e bisognose col potere e il denaro, vecchi bavosi che sfruttano la bellezza e la giovinezza di talune fanciulle, abusando del loro corpo e svuotando la loro anima. Oggi leggendo i post top del giorno mi sono sentita sconcertata da certe affermazioni che ho trovato

qui:http://donnedellarealta.wordpress.com/2011/01/19/%c2%abio-sono-il-culo%c2%bb/

Forse la colpa è anche nostra, che per troppo tempo abbiamo permesso a certi loschi figuri di comprare il nostro corpo, forse il miraggio del potere e del denaro ottunde la nostra intelligenza e ci rende ancora succubi dopo anni di lotte e quintali di mimose. Ci indigniamo di fronte a certe notizie, ma gli uomini di potere hanno spesso dato scandalo, quando avrebbero dovuto dare l’esempio della moralità dello Stato. Oggi i media contribuiscono con l’enfatizzazione delle notizie che , una volta aperto il Vaso di Pandora, prendono la via del mondo in uno sconcertante balletto mediatico che rimbalza da un posto all’altro, dando un penoso spettacolo, e svilendo la nostra dignità. Io come donna mi sento offesa e umiliata da questo ridicolo teatrino, che ci vede protagoniste nostro malgrado.