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Pareva di sì…..


 

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Buongiorno carissimi!
Pareva di si, ma non ce l’abbiamo ancora fatta e mentre ascolto le ultime notizie, traccio la sinusale della mia memoria e rivivo i tempi che sfuggono tra governi e governicchi, tra fanciullezza e anzianità. Mi accorgo che la mi vita ricalca il vissuto dei miei cari, con qualche opportunità in più, con tanti crucci in più, ho preso i loro malanni e ci ho messo del mio e guardo sfuggire i giorni come petali appassiti nella malinconia. Io non ho vissuto la guerra, ma nulla ha più senso, quando vivi i giorni senza progettare, accoccolato nella pigrizia, aspettando il cambiamento che non arriverà mai. Mi annoia questo quotidiano tuonare del mezzo televisivo che ci angustia con apocalittiche previsioni per il futuro. Vorrei starmene a guardare il mare con le sue vele tremule, o seduta sotto un albero a contare fili d’erba e succhiando il nettare dei fiori come un’ape laboriosa, vorrei capovolgere la cupola di questa esistenza problematica, per riempirla di rose e dormire a lungo sui petali senza pensieri. Mi annoiano questi manipolatori di popoli, questi succhiatori delle risorse altrui che si adoperano per rimpinguare le proprie disseminando di cadaveri la nostra bella Italia, si perché la gente non ce la fa più a vivere: in questo clima di incertezza, aumentano le depressioni, ma anche i piccoli reati quotidiani e le strategie al limite della legalità, volte al fine di sopravvivere e alla fine il carico diventa insopportabile, qualcuno non ce la fa e si lascia cadere dall’alto, in un ultimo desiderio di leggerezza.

 

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Contrazioni


Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Non ho avuto voglia di scrivere in questi giorni, è come avere un magone dentro che si somma al nostro quotidiano, fatto anch’esso di pensieri e preoccupazioni. Meglio tacere quando i clamori superano la soglia dell’anima e la sorte si accanisce per portare a termine un progetto nefasto che non lascia prevedere i suoi sviluppi. Penso che la natura non sappia quel che fa, o sono gli eventi che si ingarbugliano e gli uomini si trovano in trappola perchè forse dovevano essere altrove, perché il luccichio di fragili alternative alla quotidianità ottunde i sensi e abbassa la guardia. In un attimo la bellezza e l’insolito diventano mostri, trappole mortali e sul candore di quella neve ora spicca il rosso della nostra fragilità e il grigio di questo affannarsi di uomini e mezzi, in un alternarsi di dolore e speranza dove la montagna tace, quasi ignara di tanta pena.

Contrazioni

Scricchiolare
Di ragnatele antiche
Nell’anima che si contrae,
È la pena
D’un bianco piangere
A cui poche risposte s’attendono
In questo scavare frenetico
Di mani gelide.
E intanto il grigio
Dei passi stanchi
Aspetta invano
Appeso a un filo
L’eco d’un gemito.@MC

Neve di Sicilia


 

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In questa fredda mattina di gennaio, curiosando fra le immagini di internet, ho trovato un pò di stranezze di Sicilia, quanto mai attuali in questi giorni di freddo in cui la neve è tornata ad imbiancare i paesi etnei creando una atmosfera per noi alquanto insolita, è infatti uno strano contrasto vedere la neve sui banani, sugli olivi, sugli aranci e sui ficodindia, piante notoriamente amanti del sole.( le foto sono prese dal web e rappresentano le nevicate degli anni recenti.

Neve di Sicilia

Stranezze di neve,

perle sulle spine

dei ficodindia irti

e di zucchero spargi gli aranci

grevi di frutti succosi

e gli ulivi intagliati,

mani gelate

come preghiere

rivolte al cielo.

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Una torta per “Stazzo nel cuore”


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Per partecipare all’iniziativa “Stazzo nel cuore” che promuove con un video itinerante il mio piccolo paese, una perla sul mare Jonio, orlato da una scogliera di pietra lavica che si specchia in un mare cristallino creando piccole baie da sogno, ho preparato questa torta alle ciliegie, che poi abbiamo consumato tutti insieme a casa mia a conclusione del video.

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Serata a teatro “Pipino il Breve”


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Ieri sera affollatissimo il cortile del San Luigi ad Acireale, dove si è rappresentato il musical “Pipino il Breve” di Tony Cucchiara. Magica l’atmosfera sul palco, dove si alternavano splendide scenografie e gli attori si muovevano con atteggiamenti da opera dei pupi, indossando coloratissimi e sontuosi costumi. L’opera dai ritmi incalzanti ha tenuto desta l’attenzione del pubblico con musiche dal vivo e luci sapienti, che hanno reso a pieno l’alternanza dei vari scenari nel corso della vicenda narrata. Notevoli le voci dei cantanti e le interpretazioni di tutti i personaggi, azzeccatissima l’interpretazione di Tuccio Musumeci, che si è calato nei panni del re Pipino, adattando con maestria il suo fisico già minuto, all’ancor più minuto fisico del piccolo, ma arzillo re, che alla fine , ritrovata la sua promessa sposa Berta, è riuscito a dare, seppure in tarda età, un erede al suo regno.
La numerosa presenza di pubblico è indice di un rinnovato amore per il teatro nella nostra città, che pur soffrendo nella morsa della crisi, risorge viva e partecipe durante un evento culturale accattivante, indossando la sua veste migliore.

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L’estate è già qui!


 

 

Foto: Giovani amori </p><br />
<p>Vivi l'estate<br /><br />
di colori<br /><br />
di amori.<br /><br />
Vivi l'estate di stelle,<br /><br />
ora,<br /><br />
sotto il velluto del cielo<br /><br />
e al rumor dell'onda,<br /><br />
che accarezza la sabbia<br /><br />
e il cuore.<br /><br />
Le tue mani<br /><br />
diventino<br /><br />
vele sul suo viso<br /><br />
e i tuoi baci<br /><br />
brezza gentile.<br /><br />
Ama ora,<br /><br />
nel sole,<br /><br />
ora che tenera<br /><br />
è la tua stagione<br /><br />
e lenta pare<br /><br />
la corsa del tempo,<br /><br />
nella fugace attesa<br /><br />
del nuovo sole.</p><br />
<p>Maria Cavallaro@

L’estate è già qui, ma non ce ne siamo quasi accorti, una primavera anomala che ha fatto i capricci per venire e adesso non se ne vuole andare. Sembrano strane le angurie e l’uva nella bottega della frutta e ancora non hanno sapore, forse perché vengono da altri paesi dove la frutta matura prima e non hanno dentro il sapore del sole di Sicilia. In compenso  quest’anno il mio paesino brulica di stranieri dalla pelle arrossata, il proliferare delle case vacanza li attira qui, dove il mare è a un passo dalla montagna e dalle bellezze naturali e architettoniche, come il barocco  delle nostre città della costa jonica, di cui possono godere mescolando piacevolmente relax e cultura. La Sicilia è lieta di queste presenze che in questo periodo sono una boccata di ossigeno per gli operatori del settore turistico, ed è un piacere vederli al bar a gustare granite e arancini con godurioso entusiasmo. Buona estate a tutti!

Acireale:” A nivarata” il rito della granita in Sicilia.


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 “A nivarata” il rito della granita in Sicilia, brioche col tuppo e granite di ogni gusto, frutto della tradizione della ricerca innovativa, in una splendida cornice fra barocco e tradizione ad Acireale il 6-7-8 giugno per chi vuole concedersi un momento di dolcezza. La granita è il fresco cuore della Sicilia che da noi si degusta anche d’inverno, accompagnata magari da un bel ciuffo di panna. All’ inizio era solo di mandorla e di limone e si produceva faticosamente a mano, oggi i macchinari moderni hanno stimolato la fantasia dei maestri pasticcieri che si sbizzarriscono nella produzione di nuovi gusti in una gara di novità che vede protagonisti anche i fiori e i frutti di questa terra generosa. Anche io, da buona acese, da quando mi hanno regalato una piccola gelatiera, mi cimento nella produzione casalinga della granita, mettendo a frutto i piccoli segreti carpiti negli anni agli amici pasticcieri e aggiungendo qualcosa di mio per migliorare la qualità di ciò che riesco a fare. La granita di mandorle mi riesce alla perfezione perché adopero i panetti di pasta di mandorle che acquisto nelle migliori pasticcerie,  il resto lo fa la macchina, quindi il gusto è garantito. Per il limone non ho problemi dal momento che ho una produzione di limoni biologici che mi dà dei frutti meravigliosi, ma quella di cui vado particolarmente orgogliosa è la granita di gelsi neri, la cui realizzazione è piuttosto elaborata, dal momento che i gelsi non sempre sono facili da reperire e inoltre vanno passati al setaccio prima di diventare granita, rendendo irriconoscibile la mia cucina con gli schizzi del loro succo intenso.  Preparai la mia prima granita di gelsi neri quando un amico, che ne ha un albero nel suo giardino,  mi invitò a raccoglierli,  per ringraziarlo invitai lui e la sua famiglia a consumarla a casa mia: panna, brioche col tuppo calde e  granita a volontà, fu un successo, un evento che quando è possibile ripetiamo con godurioso entusiasmo. Ci vogliono pochi ingredienti per fare una granita eccezionale:

la polpa di un kg di gelsi neri passati a setaccio

750 gr di acqua

300 gr di zucchero

Queste sono le proporzioni della mia granita, dove il sapore e il colore sono dati esclusivamente dalla frutta.