La mia poesia: Colori


xudozhnik_Ewa_Bartosik_12

28056757_1906224319449492_1492750124607248965_n

 

Mi specchiero’
Dove finiscono i colori
Di questo arcobaleno di vita
Che attraversiamo stanchi ,
Come falene
Dalle ali arrugginite
E nulla vi chiederò
Di questo vagar dell’anima,
Forse percorrerà
Lingue d’asfalto
Per giungere
Dove il cerchio si quadra
E accoccolata
Immobile,
Sì sciogliera’ dai vincoli
Quando sarà
il suo tempo attonito. MC@

depositphotos_32257865-Spring-violet-flowers-on-mountain

 

Annunci

Prima di dormire


 

fiori_glitter_viole

Nerodalia-6-Foto-Veronica-Garra

Scelgo il tempo per vivere i miei pensieri nel silenzio. Non c’è bisogno di luce per pensare, al buio i pensieri prendono corpo come le scene di un film, li vedi e li rivedi in una moviola infinita e costruisci la vita, il futuro, in una bozza variegata e plastica di cui sei l’unico artista. L’amore è la linfa dei pensieri, i protagonisti sono spesso le persone che ami e con quanta forza ti ritrovi a segnare per loro un cammino di bene, di salute , di serenità, quasi a voler cancellare le negatività, a proteggerli. Poi mi addormento, stranamente, non penso mai a me stessa, perché voglio vivere alla giornata, costruire il mio futuro al momento e non guardo oltre.

2498208677

Sono tornata con un dolce all’arancia!


20180128_152618

20180128_124001

Salve a tutti!

Vi sono mancata?

Il mio pc si è rotto e dal telefonino non era comodo pubblicare, ora finalmente sono tornata e per farmi perdonare ecco il mio ultimo dolce per voi, una splendida ciambella all’arancia dal gusto sublime in un connubio di profumi, dove il cioccolato sposa l’arancia caramellata sul  morbido letto di una ciambella soffice e delicata, anch’essa al lieve sapore di arancia.

20180128_124036      20180128_152609 

20180128_121643    20180128_121703

Ingredienti:
3 uova
180 gr di zucchero
250 gr di farina 00
120 gr di succo d’arancia
60 gr di burro o 80gr di olio di semi
scorza di un’arancia biologica
1 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo (a piacere)
Preparazione:
Montate le uova con lo zucchero per circa 10-15 minuti fino a farle diventare molto gonfie e chiare.
Sempre continuando a mescolare, aggiungete l’olio o il burro fuso, il succo d’arancia e la scorza grattugiata. Infine, incorporate la farina setacciata con il lievito, a poco a poco, fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
Imburrate e infarinate una tortiera da 24 o 26 cm di diametro, e versatevi l’impasto. Livellate la superficie e fate cuocere la torta in forno statico a 170° per circa 35 minuti. Prima di sfornare, fate sempre la prova stecchino per sicurezza.
Lasciate raffreddare la vostra torta e cospargetela con zucchero a velo e a piacere potete decorarla con fettine di arancia caramellate e cioccolato fondente.
Per caramellare l’arancia fate uno sciroppo facendo bollire 200 gr d’acqua con 150 gr di zucchero per una decina di minuti, immergetevi poi le fettine d’arancia e fate cuocere per un mezz’ora rigirandole ogni tanto. Fatele raffreddare su carta forno, decorate a piacere la torta e pennellate le fettine con lo sciroppo rimasto. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria aggiungendovi un goccino di olio di semi per renderlo fluido e lasciatelo sgocciolare sulle fette d’arancia con un cucchiaio.

psm4zab4

Fiori di novembre


 
 01nov2016home
cristantemi-fiori-novembre-1024x571
Sale nell’aria mesta
odor di cannella
e chiodi di garofano
e il cielo triste
lascia cadere nel mattino
le sue lacrime pesanti.
Oggi festeggiamo i santi
e occhieggiano qua e là
fiori di novembre,
odorosi e croccanti,
colorati e soffici,
per i morti un pensiero
a rallegrar le vie del cimitero.
MC@
 

 

Abbiamo fatto la Red velvet!


psm4zab422539872_1738622922876300_905922557386457713_n

La red velvet è una torta americana divenuta famosa nel mondo per il suo aspetto scenografico molto accattivante, con il contrasto dei suoi colori, il bianco della farcitura e il rosso vivo del suo interno. Per me è un pò pesante al gusto, non se ne può mangiare tantissima, ma il contrasto con la freschezza della frutta la alleggerisce un po’. La ricetta ha diverse varianti e su internet c’è l’imbarazzo della scelta. Mia nuora ne ha selezionata una e insieme l’abbiamo realizzata per il compleanno del suo papà. Il risultato è stato più che soddisfacente, forse c’è qualche piccolo errore da correggere, ma io preferisco sempre le nostre belle torte italiane, con panna e crema pasticciera, che si sciolgono in bocca e dopo la prima fetta te ne mangeresti subito un’altra.

22527971_1738622966209629_8755506186967312430_n

22492017_1738622986209627_7668728335754399954_n

 

Andando per castagne!


 
Chesnuts
In questo periodo sento la voglia di montagna, di quell’umido odoroso di foglie morte, di quel cielo che rimbomba cavo, come fosse una cupola aliena posta sulle nostre teste. Che buono quel panino con la cotoletta fredda che ogni tanto tiri fuori per dargli un morso! Mi sembra di essere a scuola, quando il panino con la mortadella non arrivava mai alla ricreazione. Che gioia trovare le prime castagne, lucide e grosse come giganteschi chicchi d’ambra, nascoste tra le foglie e poi sentire, al primo alito di vento, quel rumore metallico delle castagne che cadono battendo sui tronchi. E’lì che ti dirigi nella speranza di trovarle e gioire poi di quei piccoli tesori dal cuore generoso e bianco, dalla buccia ancora tenera e pelosa. Quando le trovi ti viene voglia di coccolarle e già pensi al loro crepitare sul fuoco, mentre attendi con l’acquolina in bocca, che si cuociano, per addentarle ancora bollenti, dopo esserti scottate le dita. Sono sensazioni nuove, anzi vecchie, nascoste nell’animo dalla voglia d’estate e di mare, che riaffiorano alle prime piogge, ai primi sentori d’autunno e per chi come me, vive tutto l’anno al mare, la prima passeggiata in montagna costituisce un vero richiamo della natura, il ritrovarsi in una dimensione diversa, con le orecchie che schioccano e le nuvole più vicine sulla testa, mi pare di avvertire anche qui quel senso di appartenenza al creato, che mi circonda con lo svettare dei tronchi e quella dolce solitudine che si nutre di silenzio, squarciata ogni tanto dal gracchiare roco delle gazze e dei corvi tra le querce. Dopo la camminata ci sediamo su un muretto a confrontare il bottino di castagne e a consumare quel che resta del panino e quel dolcetto preparato apposta per la colazione a sacco e poi di nuovo verso casa, con la pelle sudata e una grande serenità nel cuore.

Ng2HGHJ

 

 

 

 

Visione d’autunno


 

 

Mi sciogliero’ nel vento

Come ala di gabbiano

E di sogni riempiro’

Cornucopie di nuvole

Che  si intingono soffici

In questo mare,

Di giada e lapislazzuli

E luccica d’argento

trafitta da un raggio di sole

L’onda pigra,

Dove lontana va

La vela

Navigando il silenzio

Nel vento che spira

Tra le tele antiche,

Maestre di solitarie rotte

Adagiate sul petto dell’orizzonte.

MC@

Immagine correlata