Venerdì Santo


 

 

 

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Oggi è il venerdì santo, viviamo questa giornata nel ricordo della passione di Cristo, con un occhio agli ultimi avvenimenti, che testimoniano l’allontanamento dell’uomo dagli insegnamenti che il Signore ha voluto darci col suo sacrificio. Solo la pace interiore è sorgente di vera gioia.

Lodate il Signore, acclamate il suo nome; manifestate ai popoli le sue gesta. Cantate in suo onore, inneggiate a Lui, ripetete tutti i suoi prodigi.Gloriatevi sul suo santo nome; gioisca il cuore di quanti ricercano il Signore. Cercate il Signore e la sua forza, ricercate sempre il suo volto. Cronache 1-16,8.

 

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Siamo dei passanti!


 

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Siamo padroni solo del tempo vissuto, per il resto, come passeri affamati, becchiamo briciole di felicità, ma non siamo padroni del nostro futuro. I sogni ci aiutano a vivere perchè sono intrisi di speranza e addolciscono le nostre attese, ma intanto viviamo nell’incertezza di una realtà che ci avvolge come un bozzolo malefico, che comprime le nostre piccole gioie offuscandole con la paura di perderle. La politica, le tasse, gli attentati, le malattie, il lavoro sono i peggiori incubi che si addensano all’orizzonte di una vita semplice, ben lontana dalle pensioni d’oro e dai vitalizi, che vede negati anche i più naturali diritti, come il diritto alla dignità della vita, che nel lavoro trova il suo appagamento. Siamo dei passanti che si siedono all’ombra ad aspettare e strizzano gli occhi cercando nella foschia uno spiraglio di luce.

 

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Io mi diletto: la mia poesia Infinita essenza


 

Noi
 
che c’eravamo
 
nella seta di lunghi capelli
 
e nell’estasi di brevi momenti
 
coglievamo il fiato della nostra ombra,
 
dove una lucciola si posa
 
sul velluto della notte
 
camminando insieme,
 
stretti nella mente
 
del tempo immortale,
 
godiamo dell’infinita essenza
 
che ancora conserva
 
nelle teche dell’anima
 
il suo profumo.
@MC

 

 

Io mi diletto: La mia poesia Viaggi


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Non sai
cosa si perde,
ad aspettare il treno,
è la vita che scorre
e ti chiedi
se arriverà il tuo
domani,
o forse mai
chissà.
Non sai
se d’aria un soffio
cavalcherai,
o se i piedi pesanti
attenderanno
saluti anonimi
dai finestrini,
icone mobili
alla stazione.
@MC
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Pensieri in bianco e nero


 

 

 

L'immagine può contenere: una o più persone

S’insinua il soffio
Nel mattino di febbraio
E schiamazza
Rumoroso il merlo
Nel cortile,
Dove sbocciano
Le violette
Nascoste
Al primo sole.
Punge ancora
La malinconia
E da lontano
Guardo il mare,
Una tavola d’argento
Nella luce che l’accarezza
e placa
All’occhio
che altro non vede
E pensa in bianco e nero.

@ Maria Cavallaro

 

Falce di luna: E’ già febbraio!


 

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Buongiorno a tutti col nuovo mese, la merla se ne è andata, è stata una merla tiepida quest’anno, niente freddo, niente gelo, ha portato via i rigori di gennaio e ascolto già nel mattino limpido il canto dei galli, che da tempo si era perso, cui risponde sommesso l’abbaiare dei cani. Tutto mi sa di quiete e di risveglio e al mattino dà nuova forza quella luce che filtra dalle persiane socchiuse.

Falce di luna

Scorsi ieri sera
il nuovo febbraio
in quella falce di luna
che dava le spalle a una stella
una sola ,
la più bella,
febbraio
che di violette profuma
il cuore e di mandorli
e di maschere birichine
colora la neve di gennaio,
che già si scioglie
e ride cristallina
svegliando il bosco
intorpidito.@MC

 

Contrazioni


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Non ho avuto voglia di scrivere in questi giorni, è come avere un magone dentro che si somma al nostro quotidiano, fatto anch’esso di pensieri e preoccupazioni. Meglio tacere quando i clamori superano la soglia dell’anima e la sorte si accanisce per portare a termine un progetto nefasto che non lascia prevedere i suoi sviluppi. Penso che la natura non sappia quel che fa, o sono gli eventi che si ingarbugliano e gli uomini si trovano in trappola perchè forse dovevano essere altrove, perché il luccichio di fragili alternative alla quotidianità ottunde i sensi e abbassa la guardia. In un attimo la bellezza e l’insolito diventano mostri, trappole mortali e sul candore di quella neve ora spicca il rosso della nostra fragilità e il grigio di questo affannarsi di uomini e mezzi, in un alternarsi di dolore e speranza dove la montagna tace, quasi ignara di tanta pena.

Contrazioni

Scricchiolare
Di ragnatele antiche
Nell’anima che si contrae,
È la pena
D’un bianco piangere
A cui poche risposte s’attendono
In questo scavare frenetico
Di mani gelide.
E intanto il grigio
Dei passi stanchi
Aspetta invano
Appeso a un filo
L’eco d’un gemito.@MC