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Sentori


 

 bark

 

 

 untitled

 

 

 

Prime gocce nella polvere, grandi come rose d’autunno, sollevano strani odori che evaporano in un attimo, lasciando nella mente qualcosa di acre.
Come il tempo svanisce nell’aria il temporale, a cavallo di nuvoloni fuggiaschi e i lampi si allontanano come briglie d’oro di alati destrieri. E’ un momento magico, atteso con malinconia, segna il momento del cambiamento, delle nuvole pomeridiane, delle piogge rapide e intense che rinfrescano un pò l’aria, dei bagni sotto la pioggia di noi ragazzi incoscienti, che godevamo quel momento sfidando i fulmini, per correre poi a casa grondanti, col sapore del mare in bocca. E dopo… la quiete, i fiori del rampicante muti sul pavimento del cortile e le ultime api dalle ali inumidite ancora in cerca di miele. @MC

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Il risveglio delle api


 

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Mentre la luce del sole mi restituisce il comignolo inghiottito ieri sera dal buio, ascolto il ronzio delle api, che incuranti di me, si affannano a raccogliere il miele nei boccioli della bignonia appena aperti. È un rituale che si ripete ogni mattina, con religiosa puntualità per tutta l’estate, le bottinatrici a frotte vengono all’appuntamento e si contendono i fiori più freschi, succhiandone con operosa ingordigia la dolce essenza. Poi ripartono incerte, barcollando verso l’ alveare, per ritornare decine di volte fino allo sfinimento . Infine lentamente il ronzio diminuisce e allora avanzano le formiche, per consumare ciò che resta del lauto pasto. Amo questa pianta che da anni allieta il mio cortile, per quello che rappresenta, è il tripudio della natura che si risveglia ogni mattina e puntuale si ripete nel suo ordinato cosmo, dove la singola parte collabora alla sopravvivenza del tutto.

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Io mi diletto :La mia poesia


 

 

 

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Sapori estivi

 

Calano i velluti della sera

e frettolosi frullar d’ali

guardo nel cielo

che di grigio si colora.

Seguo lassù

strane forme di nuvole,

allontanarsi come pensieri

nel profumo di gelsomini,

che prepotente

sale alle narici

da una vicina siepe

e ascolto un ronzar d’api

che golose s’affrettano

nei calici generosi.

Assaporo nella penombra,

la dolcezza d’ un meriggio d’estate,

mentre ascolto la vita

passarmi accanto

e gridi di fanciulli ignari

diffondono nell’aria

l’allegria di un’ età

che più non torna.

Maria Cavallaro

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