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Aria di carnevale


Carnevale_Maschera_Coriandoli

Vento,

pendono dai balconi

colorate

spirali di stelle filanti

e già nel mattino

viaggiano

odori di frittelle e di ragù.

Si muovono le foglie

e rotolano nel freddo

i coriandoli

del carnevale

incontro

alle mascherine gioiose.

MC@

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Io mi diletto: La mia poesia


Voli di settembre

 

Avvizziscono

amori appena sbocciati

sotto le piogge di settembre

e volano i pensieri

sulle ali

di uccelli migratori.

Profumi nuovi

aleggiano

nell’aria

che risuona cava

e un’ ombra d’argento

cala sull’onda cheta,

dove si specchiano

i gabbiani a stormi

e trine di nuvole

che veleggiano nel cielo.

 

Maria Cavallaro

Io mi diletto: La mia poesia


 

Oblio

 

Volano già nel mio cielo

uccelli migratori,

col naso per aria li guardo

fra ciuffi di nuvole

e strappi d’azzurro…..

magnifici equilibristi

sul pelo dell’aria,

perfetti nell’ordine

e nel pacato andare.

Così, verso nuove stagioni,

esuli migrano i pensieri

nel cielo dei desideri,

voli diversi nel mattino,

che immersa mi vede

nella carezza gentile dell’onda,

a dipingere d’oblio

vecchie tristezze

e pungenti malinconie,

maschere d’allegria

indossate sui visi,

a nascondere

il precoce pensiero d’autunno

che le vigne già mostrano

nei crochi

delle prime foglie secche.

Maria Cavallaro

 

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Poesia a quattro mani


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Questo di oggi è un post speciale, una poesia scritta in collaborazione con l’amico Vito, una simpatica esperienza che ha prodotto questi versi delicati e ricchi di atmosfera.La condivisione di un interesse come la poesia, dà luogo sul web a questi incontri che nel tempo diventano vere amicizie, leggersi diventa una cara abitudine, commentare è piacevole, quando si condividono anche le emozioni  e non solo vuote parole.

 

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Aria nuova

 

Respiri di vento

sussurrano lievi

tra il verde

d’un filare di chiome.

Aneliti d’anime paiono,

un porger lievità di carezze

a rinnovate speranze,

tra il resinar d’un sentore

di novella stagione

che luminosi albeggi

nel mattino promette.

Senti… nei cristalli dell’aria

antichi silenzi s’intreccian

a suadenti armonie,

quasi un rinascere

nell’echeggiar di frescure

e un vagar dolce accarezzano

nel campestre tripudio,

che ad ascoltar cinguettii

induce.

Ricordi lasciamo in attesa

come silenti fantasmi,

nella mente astratta dai dintorni,

persa nel sapor di primavera,

che già in orizzonte, appare

di nuovi colori adorna

e speranza di nidi

tra il verde appresta.

Nere virgole di rondini,

nel blu disegnano,

arabeschi invisibili,

figli dei ricami di luce

d’un sol pellegrino,

eterei adorni di mistica tela,

che il guardar ne divien cornice

e ad inebriare i sensi,

su dalla terra intenso sale

di viole e fresie un effluvio,

misto a profumi d’erbe nuove

che nell’aria tiepida 

lievi si dissolvono. 

by

Vito Montalbò

e

Maria Cavallaro

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