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Ci sono giorni che passano mentre viviamo le nostre attese e ci guardiamo intorno smarriti chiedendoci” Cosa ci faccio qui?”. Poi è il nostro momento e ci sembra eterno e urge nel petto la voglia di fuggire, dileguarci in silenzio senza voltarci indietro.

Scacchi di vita

tra pause

e malinconie,

viverli nonostante,

quei giorni che ci appartengono

e trovare

che altri abissi

convivono

con la vita di volti pallidi,

bruciati dalle cure

sui quali si accendono

emaciati sorrisi

nonostante.@MC

 

io mi diletto: La mia poesia Avanzi


 

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Ho percorso

le dune della mente,

ho triturato avanzi di tempo

e ho bevuto temporali d’autunno.

Quante sere

in cui ho guardato

la solitudine della luna

adornarsi

delle chiome degli alberi,

ignorando il dolore

come appartenuto a un’altra vita.

Eppure lì ho giaciuto

complice delle mie attese

e mi sono levata,

non era ancora il tempo

di rimanere,

allora,

ho attraversato i suoi occhi

come se fossero

le porte del mare.

Maria Cavallaro@

 

Io mi diletto: La mia poesia


 

 

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Momenti di giovinezza

Tutto ritorna
sbiadito,
risvegliando sonori accordi
in questo incontrarci
su una nebulosa d’argento.
Uguale il tuo sorriso,
trascina la mente
in aure velate
di giovinezza sfuggita.
Polvere di sogni infranti,
ricopre
attese triturate dal tempo
e la malinconia del ricordo
corrode
momenti tessuti
sulla trama dell’anima,
dove uguale si specchia
solo la vecchia luna d’allora.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


 

 

 

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Chimere

 

Ho sentito
passi felpati
attraversare la mia anima,
nell’ansia di attese
sfumate,
di attimi rubati
alla malinconia
di pensieri antichi.
Scorre il tempo
che di alate chimere
fa strage
e di sogni segreti
dissolve
le dorate immagini.
E sopra tende d’oblio
dipingo
desideri inespressi,
che ritrovo
impalpabili,
fiori essiccati
nel libro della memoria,
che han perso il colore
e odorano di fieno.

 

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


 

 

Incontri

Cerco l’azzurro

fra strappi di nuvole

e cullo malinconie di passato

dove

incontro

fantasie di parole

condite di risa argentine.

Accarezzo nel sogno

dell’ora che incalza breve

allegorie di fonemi,

svanite nell’attimo

come fiori d’un giorno,

che mute riecheggiano

nei pensieri.

……e cammino

abbracciata ai silenzi,

assaporando

emozioni senza voce,

che di echi si vestono

nel mattino

gravido di attese.

Maria Cavallaro

fuego19

Io mi diletto: La mia poesia


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Tumulto

 

Onde si susseguono,

cavalloni

imbiancati di schiuma,

mi avvolgono indomiti

in un liquido amplesso,

come pensieri ricorrenti

avvolgono il cuore

di pallide malinconie.

Pulsano le tempie,

al riproporsi

di vecchie attese,

nel tumulto dell’animo

si perdono

memorie care,

come nervosi voli di gabbiani,

scivolano sul pelo dell’acqua

a evitare l’onda insolente

e inghiottiti spariscono

nell’orizzonte di luce.

…….e ritornano

gonfie di vento

le onde,

cui mi abbandono,

magico lavacro

di accaldate membra,

dove ti ritrovo nell’attimo

e nel vento dei pensieri

ti perdo.

Maria Cavallaro

Giò pubblicata su “Scrivere”

Mare_e_Gabbiani

 

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