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Pensieri di una giornata uggiosa.


 

 

Le giornate uggiose mi mettono malinconia, mi intristisce questa penombra che appare di prima mattina e il giorno sembra quasi essersi svegliato senza il miracolo dell’alba. I colori del mare coperti dal grigio argenteo, non hanno sfumature, sembrano quasi riflettere il lutto di questo cielo di fine autunno e generano pensieri dolceamari che si mescolano agli odori di caldarroste e vino nuovo. La noia di queste mattinate di novembre è spezzata a momenti dal canto di uccellini frettolosi che beccano il muschio nuovo e cercano affannosi fra le foglie morte, ai piedi del rampicante nel cortile silenzioso. Apro le imposte e respiro aria di pioggia, forse più tardi pioverà, me lo dicono i nuvoloni che coprono l’Etna già innevata e quella strana luce bianca che incombe dall’est. Me l’hanno insegnato i marinai, che leggono il cielo e se ne stanno chiacchierando sul molo, con l’aria preoccupata di chi fiuta il maltempo e si affretta a tirare a secco la sua barca.

 

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Pensieri autunnali


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S’infiltra il sole in queste sfumature d’autunno e la terra è sazia, ha ingurgitato lenzuoli d’acqua nella notte buia.
Le foglie vecchie, frustate dalla furia, giacciono nell’umido del cortile
dove si aggirano silenziosi millepiedi e lumache dalla scia argentata.
In questo lento trasformarsi ci adagiamo, ci trasformiamo anche noi, si trasformano i nostri pensieri, germogliano di nuovo nella frescura dell’aria, fumano come muretti al sole nel mattino. Io mi dondolo in questa atmosfera nuova rincorrendo i miei silenzi, le mie emozioni, costruendo muri di parole fragili, che vengono giù appena mi distraggo un pò e la memoria vacilla, persa in questi giri mentali che evaporano in questo tenue raggio di sole.

 

Io mi diletto: la mia poesia Tempo d’attesa


 

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Malinconia del tempo d’autunno

ci avvolge,

come caligine fumosa

cala sui colori

e ritorna il tempo d’attesa

nel risuonare cavo

dell’aria bagnata

che di funghi odora.

Scricchiolano

le soglie del tempo,

tappeti di foglie i giorni

si lasciano andare ad uno ad uno ingialliti e spenti

e il cuore,

nudo ramo contorto,

mostra la sue ferite

al passero frettoloso

che su di esso si posa.

Maria Cavallaro

@

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Osservazioni d’autunno


 

 

Giunto è l’autunno pittore di foglie e di malinconie, si staccano le foglie ad una ad una, dipinte di giallo e di croco e rossi i pampini si ammucchiano ai piedi della vite generosa. Odore di mosto si leva dai tini e profumano le carrubbe mature, i funghi e le mele dalle rosse guance. Mi piacciono i tramonti autunnali che si tingono di rosa e il mare che rientra nella sua austera solitudine dopo i clamori estivi. Il mio paesino si spopola pian piano, le case di villeggiatura si chiudono, tutto ritorna al suo posto e le barche dei pescatori si dondolano nel porticciolo dopo la pesca a traino. Ieri il mare ribolliva di pesci che inseguivano altri pesci più piccoli, sembrava uno sponsalizio tanti erano e al largo si notava una striscia bianca per tutto il litorale, dove invano le barche cercavano di pescare, ma i pesci euforici saltavano senza abboccare all’amo. Io non amo tanto l’autunno, ma anche questo periodo ha la sua bellezza, basta saperla guardare nel rituale che ogni anno si ripete nel grembo della natura che si appresta al riposo, per poi rifiorire nel tripudio della primavera.

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Settembre in Sicilia


Settembre in Sicilia è un’appendice d’estate, calda e asciutta che odora di mare e di mosto allo stesso tempo. I colori del mare cominciano a rivestire una leggera patina di grigio e la spiaggia si spopola piano piano, ma per chi come me e mio marito ama questo tempo, col mare calmo e la spiaggia tranquilla, è una delizia nuotare al largo nell’argento che friccica riflettendo la luce del sole non più allo zenit. Volano alti su di noi stormi di aironi che si perdono nel sole ed è un privilegio poter vedere dal mare l’Etna che fuma tranquilla coi suoi due pennacchi grigi. Un gabbiano solitario se ne sta immobile su uno scoglio e ci guarda arcigno con quel suo occhio rotondo, quasi a volerci cacciare via dal suo spazio. Ogni tanto si tuffa, nuota un po’ , poi scrollandosi le piume risale sulla sua isoletta come un guardiano attento e severo, beccando di tanto in tanto qualche erbetta o qualche pulce di mare, oppure spicca un volo radente e si sposta su un altro scoglio. Non gli mancano piedistalli sulla scogliera, che orla il mare come un nero merletto immobile e pittoresco nella sua secolare imponenza e i pescatori dallo scoglio, immobili e pazienti sembrano piccoli pastori d’un immaginario presepe marino. A volte, quando il mare è molto calmo come spesso accade in questo periodo, ci spingiamo più a largo fino a scorgere il tetto della nostra casa, che appare piccola , uno spicchio di rosso tra tanti altri tetti che noi riconosciamo subito grazie al terrazzino che guarda a sud come un occhio magico. A settembre cambiano i colori e i profumi si fanno più intensi e scende sottile un velo di malinconia, ma è piacevole per noi che restiamo qui, vivere intensamente questo spegnersi lento quasi indolore della stagione estiva, che lascia il posto a un periodo dolcemente amaro: è il nostro autunno, simile a una seconda primavera e mentre la calura si spegne a poco a poco, poi, tutto d’un tratto, qualche pioggia e arriva l’inverno!

Stati d’animo: il mio angolo segreto


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“Come un albero d’autunno, così torno dentro di me, in quell’angolo segreto dove ripongo le attese, a sfogliare i giorni trascorsi e l’incerto del futuro, come le pagine d’un libro che non ho ancora  finito di leggere, quando forte è la tentazione di scoprire come finisce la storia.” Gli stati d’animo sono momenti che spesso rimangono chiusi nel nostro intimo e si diluiscono nelle problematiche della vita senza prendere forma, a volte invece mi capita di riuscire a metterli per iscritto e rileggendoli scopro momenti di poesia, straordinari, immagini pittoriche che potrebbero diventare il soggetto di un quadro. La psiche umana vive spesso di questi momenti legati ai sentimenti e agli eventi della vita che si sovrappongono inesorabilmente ed è pregio del poeta catturarli per riuscire poi a trasformarli in sogni e poterne condividere le sensazioni. Oggi mi sentivo così, come un albero d’autunno!

Filastrocca d’Autunno


Stamane si e svegliato

l’autunno frescolino,

 va nel bosco e nel prato,

s’attarda nel giardino.

Gira per le campagne,

accende i melograni,

 rigonfia le castagne ,

dà funghi a piene mani.

Tutto vuol colorare

nei boschi e nelle vigne,

 a terra fa cadere

dagli alberi le pigne.

E’ proprio un gran pittore,

dipinge grandi fuochi.

 e sparge in ogni dove

 i gialli,  i rossi e i crochi.

Cominciano a cadere

le prime foglie gialle,

e svolazzano libere

come grandi farfalle.

Maria Cavallaro

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