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La mia poesia: Carezze di rovo


 

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Ho incarnato il pianto
nei solchi del mio volto
quando te ne andavi
calpestando
le briciole di noi
Non ti sei voltato indietro
per consolare i miei lividi
e la tua mano su di me
ha lasciato carezze di rovo.
Oggi rammenderò le mie reti
e risorgerò senza di te,
in quest’alba
che non aspetta tramonto
e dritte le mie spalle
non si prostreranno più
scudo ai tuoi colpi,
ma in alto porteranno
il mio cuore di donna libera.

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… e se non paghi?


 

 

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Se cerco di immaginare l’Italia di oggi, mi appare come una bella donna distesa in un mare di melma con una bomba in mano, con intorno tutti i nostri politici che annaspano per aggrapparsi alla riva e noi poveri italiani arroccati sulla sua chioma nel tentativo di non essere travolti dall’onda qualora la bomba esplodesse. La montagna ha partorito un topolino, infatti dalle ultime elezioni è uscito un panorama politico frammentato e privo di coesione che riflette l’immagine di un elettorato disorientato, che cerca di usare le armi che ha per uscire dalla congiuntura in cui si trova suo malgrado. Quando la barca prende acqua si cerca al più presto di tappare la falla, ma qui si perde tempo e la barca affonda piano piano. Mi piange il cuore a sentire che sono andati persi tre milioni di posti di lavoro, anche perché uno di questi disoccupati è mio figlio e conosco bene le problematiche delle famiglie che perdono il reddito necessario per sopravvivere. Anche se hai la casa di proprietà che ti ha lasciato tuo nonno o ti hanno comprato i genitori coi risparmi di una vita e vai a mangiare dalla mamma, che ti fa anche la spesa, devi pagare l’imu, la spazzatura, la fognatura, l’acqua, il gas, la luce e le spese di condominio cui si aggiunge il bollo, l’assicurazione auto, il telefono  e la tassa per la televisione, queste sono le spese vive per gestire una casa…Ammesso che fermi la macchina, spegni la televisione, disdici il telefono, ti fai tutto in casa, ti togli il vizio di fumare,  ti lavi con l’acqua fredda, ricicli i vestiti vecchi ……e se non paghi il resto? La gente scoraggiata e sopraffatta dai problemi si impicca. Io ho sessanta anni, mio papà lavorava in campagna, allora non c’erano tante false necessità come oggi, ma si stava meglio, non c’erano tasse, si guadagnava poco, ma bastava. Io ho studiato grazie al modesto lavoro di mio papà che lavorava anche di domenica, allora lo stato  incoraggiava gli studenti meritevoli con borse di studio e presalari, non esisteva il numero chiuso, oggi scoraggia con tasse esose e accessi bloccati e se non puoi spendere una cifra per pagarti gli insegnanti non potrai superare mai gli sbarramenti.  E dopo che ti sei dissanguato per far conseguire ai figli una laurea? Li vedi ciondolare depressi per casa, “bamboccioni” senza speranze e senza prospettive per il futuro. Fin quando ci sono le pensioni dei papà e dei nonni ancora si tira, ma i risparmi si assottigliano gradualmente. Il fatto è che i vecchi diventano sempre più vecchi e bisognosi di cure e anche per morire ci vogliono soldi, un servizio funebre modesto costa sui tremila cinquecento euro, se hai il loculo e i soldi non te li sei dovuti spendere prima per curarti!!!! 

 

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