Archivio tag | BIGNONIA

Come dentro un film.


 

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14359256_10208503303394282_5236430831676067897_nFelice giorno!

Fresco il mattino s’attarda sui primi raggi di sole, mentre sale la calura ancora estiva a carezzare le cime degli alberi.
Ancora pare estate, ma galoppa il tempo e scrutiamo le nuvole vaporose e bianche che in tarda mattinata si innalzano dalla montagna come bianchi sipari che annunciano scenari di pioggia.
Io me ne sto ancora qui a nuotare in questo mio amato mare che si increspa e mi accarezza, con onde improvvise e schiaffi d’acqua sulla testa. I villeggianti si attardano nelle case e la spiaggia è ancora piena, ma ad uno ad uno partono, sebbene a malincuore, li attendono gli impegni in città, siamo già alla fine di agosto. A poco a poco se ne andranno con le macchine zeppe di masserizie, vestiti, qualcuno ha anche la gabbietta degli uccellini, il cestino del gatto, o il cagnolino che si solleva sulle zampette quasi a salutare dal finestrino. E’ un movimento di vita, quasi un flusso migratorio che desertifica la scogliera e il lungomare, a poco a poco spariranno il solarium, le passerelle, le tovaglie stese al sole, il chiasso dei ragazzini. Tutto si spegnerà come dentro un film e la natura riprenderà il suo consueto aspetto. Io continuerò a nuotare nella piccola baia ormai silenziosa, scivolando sull’acqua pigramente e scruterò il cielo al mattino dal mio cortile, mentre la bignonia lascia cadere ad uno o ad uno gli ultimi fiori e le api bottinatrici ritornano alle loro arnie dopo mesi di golose visite ai calici arancione alla ricerca del nettare.@ MC

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Il risveglio delle api


 

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Mentre la luce del sole mi restituisce il comignolo inghiottito ieri sera dal buio, ascolto il ronzio delle api, che incuranti di me, si affannano a raccogliere il miele nei boccioli della bignonia appena aperti. È un rituale che si ripete ogni mattina, con religiosa puntualità per tutta l’estate, le bottinatrici a frotte vengono all’appuntamento e si contendono i fiori più freschi, succhiandone con operosa ingordigia la dolce essenza. Poi ripartono incerte, barcollando verso l’ alveare, per ritornare decine di volte fino allo sfinimento . Infine lentamente il ronzio diminuisce e allora avanzano le formiche, per consumare ciò che resta del lauto pasto. Amo questa pianta che da anni allieta il mio cortile, per quello che rappresenta, è il tripudio della natura che si risveglia ogni mattina e puntuale si ripete nel suo ordinato cosmo, dove la singola parte collabora alla sopravvivenza del tutto.

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