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Io mi diletto: la mia poesia La corsa


 

 

Riprende il tempo
le redini
del suo nevrotico andare
tra allori
e fiori d’arancio disseccati,
pianti di bimbi
e guaiti
sul selciato.
Lenti ci avviamo
noi
che ancora usiamo il cuore
e scattiamo
fotogrammi d’amore
nel giallo profumo delle ginestre,
sulla cima ardita
d’un campanile antico,
nel volo d’un gabbiano
graffiato
sulle
sparute nuvole
d’un giorno di primavera.

@MC

 

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Io mi diletto: la mia poesia Giorni di giugno


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giugno

Di spighe e di lavanda
si veste giugno
e di sole
le albicocche mature.
Ondeggia la bionda marea
dal colle al piano
e di aquiloni il cielo
col blu sostiene
le variegate code,
mentre corse di bimbi
nei campi
esultano
a cercare
le ultime margherite
e i rossi papaveri
da far corone in testa,
rincorrendo
le farfalle incerte
e di polveri
dipingendo le rosse gote .
MC@

La mia poesia “Amore diverso” Ha vinto il primo premio


 

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Visceri distorte

da un urlo che non trova la via

e doloroso si torce

nell’animo,

e mette nel cuore

le aggrovigliate radici

di una pena tagliente.

Io diversa,

madre di bimbi mai nati

e tante volte sognati,

cullo nel pensiero

le mie visceri vuote

e la morta speranza

e fra le braccia il tepore

d’un cuscino che non piange

e la mia pena .

Poi il mio vuoto di donna

echeggia d’ altri pianti

e vivo

questa urgenza d’amore negato,

dove la mia solitudine porta il sorriso,

dove il colore della fame

si mescola al bruno della pelle d’Africa,

e nella missione d’amore,

di figli mi circondo

e il cerchio si chiude

colmando

la mia diversità

d’amore diverso.

MC@

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Io mi diletto: La mia poesia di Carnevale


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Carnevale stanco

 

Si veste il Carnevale

di maschere e sorrisi finti,

si sveglia il clown

che dorme nel mio cuore

e va per vie di coriandoli,

di lecca lecca

e profumo di torrone.

Musiche e balli

d’un carnevale stanco

echeggiano nell’aria,

mentre ridono

i bimbi ignari,

guardando

questa crisi di cartapesta,

che veste di colori

il grigio di una città

in ginocchio

che cerca l’oro

fra le sue ceneri.

 

Maria Cavallaro

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Volano le befane


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 Avete preparato le calze? Se siete stati buoni dolcetti a profusione, ai cattivi il carbone, anche se devo dire che con l’ondata di rincari un pò di carbone farebbe comodo, ci si potrebbe riscaldare un pò senza cacciare quattrini.

Volano le befane,

sottane a penzoloni,

cavalcano le scope ,

cariche di carboni.

Scrutano i bimbi il cielo,

ansiosi e birichini,

hanno appeso le calze

sul bordo dei camini.

Scenderà la befana

nel cuore della notte,

vestito rattoppato

le scarpe tutte rotte,

ma in fondo la nonnetta

 nel cuore generosa,

riempie la calzetta

di buoni dolci a josa.

Ai bimbi più monelli

lascia solo carboni,

ma è tutto uno scherzetto,

anche quelli son buoni.

Ben venga la befana

amica dei bambini,

di tutti quelli buoni,

e pur dei birichini.

 

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia Vento di Natale


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Sorge il sole pallido

sugli alberi,

ancora rossi d’autunno

nelle ultime foglie

e più in alto

bianca la neve

infreddolisce il Natale.

Mi par di sentire

echi di cornamuse

in questi soffi di vento

che si rotolano sulla montagna

e gelidi scivolano a valle.

Mi par di sentire

le preghiere

della povera gente

in questi soffi di vento

e il pianto dei bimbi

dagli occhi grandi

e dalle gote rosse,

che attendono un Natale

senza doni,

guardando le vetrine

illuminate invano.

Maria Cavallaro

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La poesia per gli sposi


 Erano le due quando la musica ha smorzato la sua voce, il morbido prato brulicante di gente elegante, pian piano ha incominciato a spopolarsi, gli ultimi rimasugli del bouffet di dolci facevano mostra di se sul tavolo ormai spoglio e gli sposi stanchi intrattenevano ancora gli ultimi ospiti che si attardavano a commentare la festa. Io sono la mamma dello sposo e quindi sono di parte, ma a detta di tutti è stata una bellissima festa. Dopo l’emozionante cerimonia in chiesa, il riso e il volo dei palloncini, stupenda la curatissima villa col suo verdissimo prato, gli alberi e la piscina, ha fatto da magico contorno alla cena, sotto un cielo stellato senza un alito di vento. Fiori meravigliosi bolle di sapone, rosse mongolfiere che si sono innalzate nell’aria, hanno rallegrato la serata, insieme a una musica dolce  di sottofondo, ma loro, gli sposi sono stati i protagonisti indiscussi, coi loro abiti bellissimi, la macchina scoperta e una luce stupenda negli occhi. Anche gli ospiti molto eleganti hanno fatto loro degna corona, per non parlare della cena e dei confetti di ogni gusto e varietà, tutto impeccabile nella sua semplicità ha contribuito a realizzare un sogno cullato da tanto tempo. Io sapete, non ho sentito stanchezza, nonostante avessi al posto delle estremità due mafaldine doloranti, mi sono sentita a posto col mio abito lungo, semplice ma raffinato e superata l’iniziale emozione, mi sono goduta la serata al fianco di mio marito e insieme a parenti e amici. Ormai il più era fatto , le ansie si erano dileguate potevo rilassarmi e guardare con tenerezza i miei colombi  che avevano spiccato il volo.Un momento molto emozionante è stata la lettura della mia poesia, l’hanno voluta gli sposi tutta per loro, credevo di non farcela a leggerla , avevo paura di piangere, ma poi mi son detta che non avevano senso le mie parole lette da altri e allora fra momenti di emozione e pause per prendere fiato, ce l’ho fatta a ricacciare il nodo che avevo in gola e ho letto:

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Sogno d’amore

Per voi, cari sposi,
In questa magica notte,
sotto le stelle,
è sbocciato un dolcissimo sogno.
Da domani
camminerete nella stessa ombra
e i vostri cuori saranno
cuscino ai vostri pensieri.
Tu, figlio mio,
coi tuoi baci,
colorerai le sue guance di rosa,
e dolci le sue mani
accarezzeranno i tuoi capelli,
quando stanco
dormirai al suo fianco.
Amore sarà
il custode della vostra casa
e pazienti,
mano nella mano,
di rose cospargerete
il vostro cammino.
Ogni giorno
un sole nuovo
riempirà di luce
le vostre vite,
quando voci di bimbi
allieteranno la vostra casa
e insieme
percorrerete  sentieri felici,
vivendo il futuro
nella vostra favola.

Mamma

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