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La mia poesia: Delizie di maggio


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Arrangement of Peonies Tied With a Ribbon

 Giorni di maggio,
preludi incantati
di rose e farfalle,
di spazi azzurri
macchiati di aquiloni
che agognano al sole.
Delizia di bimbi
risuona
di risate argentine,
di pratoline
riluce e di papaveri
il verde acceso
dell’erba nuova
ed io
guardo il mare,
come onda di grano
che si flette nel sole,
così accompagno
il suo infinito andare.

MC@

buquet maggio

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La mia poesia “Pallida luna”


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Non ci sono farfalle
nel grembo della luna,
né chiavi per aprire il cuore
e non ci sono fiori
da gettare alle spose
né riso di bimbi
e non ci sono spose,
solo il pallore
di una finta luce,
a biancheggiare,
ne gote rosse da baciare,
è sempre uguale la luna,
mostra la stessa pallida faccia
e nell’altra metà perfida si nasconde

MC@

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Io mi diletto: la mia poesia La corsa


 

 

Riprende il tempo
le redini
del suo nevrotico andare
tra allori
e fiori d’arancio disseccati,
pianti di bimbi
e guaiti
sul selciato.
Lenti ci avviamo
noi
che ancora usiamo il cuore
e scattiamo
fotogrammi d’amore
nel giallo profumo delle ginestre,
sulla cima ardita
d’un campanile antico,
nel volo d’un gabbiano
graffiato
sulle
sparute nuvole
d’un giorno di primavera.

@MC

 

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Io mi diletto: la mia poesia Giorni di giugno


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giugno

Di spighe e di lavanda
si veste giugno
e di sole
le albicocche mature.
Ondeggia la bionda marea
dal colle al piano
e di aquiloni il cielo
col blu sostiene
le variegate code,
mentre corse di bimbi
nei campi
esultano
a cercare
le ultime margherite
e i rossi papaveri
da far corone in testa,
rincorrendo
le farfalle incerte
e di polveri
dipingendo le rosse gote .
MC@

La mia poesia “Amore diverso” Ha vinto il primo premio


 

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Visceri distorte

da un urlo che non trova la via

e doloroso si torce

nell’animo,

e mette nel cuore

le aggrovigliate radici

di una pena tagliente.

Io diversa,

madre di bimbi mai nati

e tante volte sognati,

cullo nel pensiero

le mie visceri vuote

e la morta speranza

e fra le braccia il tepore

d’un cuscino che non piange

e la mia pena .

Poi il mio vuoto di donna

echeggia d’ altri pianti

e vivo

questa urgenza d’amore negato,

dove la mia solitudine porta il sorriso,

dove il colore della fame

si mescola al bruno della pelle d’Africa,

e nella missione d’amore,

di figli mi circondo

e il cerchio si chiude

colmando

la mia diversità

d’amore diverso.

MC@

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Io mi diletto: La mia poesia di Carnevale


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Carnevale stanco

 

Si veste il Carnevale

di maschere e sorrisi finti,

si sveglia il clown

che dorme nel mio cuore

e va per vie di coriandoli,

di lecca lecca

e profumo di torrone.

Musiche e balli

d’un carnevale stanco

echeggiano nell’aria,

mentre ridono

i bimbi ignari,

guardando

questa crisi di cartapesta,

che veste di colori

il grigio di una città

in ginocchio

che cerca l’oro

fra le sue ceneri.

 

Maria Cavallaro

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Volano le befane


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 Avete preparato le calze? Se siete stati buoni dolcetti a profusione, ai cattivi il carbone, anche se devo dire che con l’ondata di rincari un pò di carbone farebbe comodo, ci si potrebbe riscaldare un pò senza cacciare quattrini.

Volano le befane,

sottane a penzoloni,

cavalcano le scope ,

cariche di carboni.

Scrutano i bimbi il cielo,

ansiosi e birichini,

hanno appeso le calze

sul bordo dei camini.

Scenderà la befana

nel cuore della notte,

vestito rattoppato

le scarpe tutte rotte,

ma in fondo la nonnetta

 nel cuore generosa,

riempie la calzetta

di buoni dolci a josa.

Ai bimbi più monelli

lascia solo carboni,

ma è tutto uno scherzetto,

anche quelli son buoni.

Ben venga la befana

amica dei bambini,

di tutti quelli buoni,

e pur dei birichini.

 

Maria Cavallaro

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