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La mia poesia: Carezze di rovo


 

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Ho incarnato il pianto
nei solchi del mio volto
quando te ne andavi
calpestando
le briciole di noi
Non ti sei voltato indietro
per consolare i miei lividi
e la tua mano su di me
ha lasciato carezze di rovo.
Oggi rammenderò le mie reti
e risorgerò senza di te,
in quest’alba
che non aspetta tramonto
e dritte le mie spalle
non si prostreranno più
scudo ai tuoi colpi,
ma in alto porteranno
il mio cuore di donna libera.

MC@

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Io mi diletto: la mia poesia: Tastiere di corallo


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S’adagia la sera

come sposa

fra le braccia del giorno

che s’addormenta

e sul nero velluto

si specchia la luna

da sempre complice

d’ombre e d’amanti.

Poi il nulla risuona,

abbarbicato alle stelle

e spiamo

occhi di nuvole

transitare adagio

sulle rosee dune.

Indugiano mani vogliose

su tastiere di corallo,

a suonare melodie alate

e s’impigliano le dita

fra le carezze e i baci,

dove l’onda

più forte s’infrange

a cullare l’aurora.

MC@

 

La mia poesia: Ricordi d’amore


 

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Stasera

voglio scrivere il tempo

che ci ha solcato il viso

e di noi,

sagome lente,

in movimento

fra spicchi di luce

e ombre incombenti.

Voglio scrivere

quel che resta

fra un bacio e una carezza,

pensieri intrappolati

fra i nostri silenzi,

parole d’amore

e sguardi eloquenti,

correndo ancora

su quel prato

di campanule gialle,

dove ci riporta il pensiero,

a spolverare fotogrammi vissuti

di giovinezza andata.

Maria Cavallaro

 

 

 

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Io mi diletto: La mia poesia


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Evoco

*****
 

Distratto

sfiora lo guardo

il mare di settembre

incontro 

a banchi di nuvole accese

e strie d’azzurri intensi.

Sul pelo dell’onda cheta

evoco le sue mani,

sottili

tra i miei capelli bagnati

e ricordi

di appassionati momenti

sfuggiti nel nostro cielo.

Avidi di noi

ci eravamo persi

nella fretta

di un’estate ruffiana

e annegavo nei suoi occhi

aliti di baci

accesi di fantasie

e carezze d’acqua,

sfumate

nel vocio

d’un assolato meriggio…

era di settembre

anche allora.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


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Pensieri sull’onda

Alchimie di pensieri
si mescolano
ai colori del cielo
che baciano l’onda
e odori forti
mi avvolgono
in un abbraccio di salsedine.
Mi assento dalla realtà
come a inseguire
mani d’amore,
scivolare piano
sulla mia pelle distesa
mentre seduta,
mi immergo
in questa atmosfera,
ad ascoltare rapita
il bianco delirio delle schiume,
intente
a levigare lo scoglio
che affiora,
cuore di pietra
insensibile ad ogni carezza.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


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Movimento lento

 

Scegli le parole  

ad una ad una,  

farcite di carezze 

ed io rapita 

ascolto… 

musica di sguardi 

si leva,

nel silenzio lucido

di gocce calde

che sapide rotolano  

sulle mie labbra

dalle ciglia umide. 

Nel movimento lento

d’un arco teso

di rapide emozioni,

sciogliesi groviglio

d’animi persi, 

spiaggiati 

dal tumulto dell’onda 

poi lesta si ritrae la marea 

orlata di bianche spume, 

che l’immenso inghiotte. 

 

Maria Cavallaro

 

 

io mi diletto: La mia poesia


Zagara

Carezze

nella tua mano leggo

e geometrie di pensieri

che si spingono

oltre.

Liscia sulla mia pelle

scivola

l’armonia del tuo sguardo

e polpastrelli di velluto

accarezzano di stelle

questa notte

che profuma di zagara.

Petali d’amore

nella luce

danzano leggeri

e nella culla dei sogni

si rifugia il cuore,

solitario tamburo

ad assaporare brividi

nell’eco

d’un ritmo

che sfugge

e le tempie imperla.

Maria Cavallaro