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Le foglie antiche


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Cadono i colori
Delle foglie antiche
Stanche 
di abbracciare il tronco ,
Padre di una stagione.
Le accoglie settembre
Nel grembo della terra,
Sorelle fragili
E il vento
Inventa giochi per loro
Che leggere
Sì lasciano radunare agli angoli
E aspettano.

@MC

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Mini poesia: Riflessi


 

 

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Fili di fumo
dove l’aria è parole,
sospesi fonemi
aggrappati all’odore di caffè,
sbadigli
e pensieri dolceamari
nel mattino grigio.
Graffio la malinconia
dai vetri appannati,
esco
immaginando colori
sulla via,
riflessi
nell’asfalto bagnato.
MC@

 

 

Pensieri di una giornata uggiosa.


 

 

Le giornate uggiose mi mettono malinconia, mi intristisce questa penombra che appare di prima mattina e il giorno sembra quasi essersi svegliato senza il miracolo dell’alba. I colori del mare coperti dal grigio argenteo, non hanno sfumature, sembrano quasi riflettere il lutto di questo cielo di fine autunno e generano pensieri dolceamari che si mescolano agli odori di caldarroste e vino nuovo. La noia di queste mattinate di novembre è spezzata a momenti dal canto di uccellini frettolosi che beccano il muschio nuovo e cercano affannosi fra le foglie morte, ai piedi del rampicante nel cortile silenzioso. Apro le imposte e respiro aria di pioggia, forse più tardi pioverà, me lo dicono i nuvoloni che coprono l’Etna già innevata e quella strana luce bianca che incombe dall’est. Me l’hanno insegnato i marinai, che leggono il cielo e se ne stanno chiacchierando sul molo, con l’aria preoccupata di chi fiuta il maltempo e si affretta a tirare a secco la sua barca.

 

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Un tramonto senza sole


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Ci eravamo fermati a guardare il mare, era quasi il tramonto, un tramonto senza sole, perché il sole da noi tramonta dietro l’Etna, ma irradia la sua ultima luce sul mare fino all’orizzonte. La serata era tranquilla, il mare leggermente increspato, indossava tutte le tinte dell’azzurro, che si diluivano nel cielo in un miscuglio di colori a degradare dal rosa al cipria, fino al violetto verso l’estrema punta dove, quando non c’è foschia, si intravede la Calabria. Anche la terra appariva di colore blu e il suo profilo che sembrava disegnato, si stagliava netto sul rosa e sul violetto del cielo. Che meraviglia! Sembrava a tratti che il tramonto avesse bevuto l’aurora, tale era l’intensità di quel rosa. I colori mutavano col calar della luce, come se in quel momento un pittore sotto i nostri occhi, dipingesse l’orizzonte con un grande pennello e il rosa diventava arancio, poi cipria striata di giallo e infine di nuovo azzurro. Si vedevano lontane le barchette dei pescatori di totani e una nave che sembrava dipinta nell’immobilita’ dell’orizzonte. Di fronte a tale spettacolo si crea ogni volta un magnifico incanto e si imprime nella memoria come una diapositiva di luce e di colori che vanno a spegnersi nel grigio della penombra incombente.

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Il vento di marzo


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L’inverno lancia un ultimo colpo di coda alla primavera che incede, le giornate si sono allungate, ma ancora andiamo in giro coi vestiti pesanti perché fa freddo. Il sole si veste di nuvole, a tratti si mostra e affida al vento il suo calore. Sono già appassite le viole e il mio cortile timido, presenta qua e là nuove macchie di colore. Un merlo innamorato gorgheggia al mattino e al tramonto fino a sera, ma è strano questo freddo a primavera inoltrata e questo vento che spinge i passanti e quasi si vede strisciare dietro gli angoli, attraversare le fessure, strofinarsi sull’erba tenera e sull’edera che ricopre i muri.  Sono gli ultimi dispetti di marzo, aprile già è alle porte, i peschi sono in fiore e affidano alle mille dita del vento i rosei petali!

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Pasta di zucchero per la Torta “Primavera”


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Dopo il pan di spagna ecco la  torta in pasta di zucchero che ho chiamato Torta Primavera: un cuore di leggero pan di spagna e crema pasticciera, profumato di maraschino e avvolto in una sottile sfoglia di pasta di zucchero, decorata con fantasia coi colori della stagione dei fiori. Tre chili di calorie, tre chili di scioglievole bontà. Queste torte golose e caloriche vanno bene per le feste con tanti invitati, perché sono facili da tagliare, si servono a fettine non molto grandi, quindi si possono fare tante porzioni e finiscono in fretta, così si toglie ogni tentazione residua dal frigo. Ieri questa torta l’ho regalata ad una mia cara amica per il suo compleanno ed ha avuto un gran successo.

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La mia sciarpa in un’ora


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Stamattina sono andata a comprare della lana e mentre rovistavo nel cestone mi hanno colpito i colori di un gomitolo di lana grossolano, la ragazza del negozio mi ha detto che potevo fare una sciarpa in un’ora e mi ha spiegato come. Detto fatto ho acquistato il gomitolo ed ecco la mia sciarpa, pronta in un’ora. Con 4 euro e 50  ho realizzato un accessorio colorato e soffice, che mi riscalda e si adatta a tanti dei miei abiti.