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Una favola di Natale per i più piccini: La piccola aiutante di Babbo Natale


 

 

 

 

Era la vigilia di Natale, in Lapponia fervevano i preparativi, il laboratorio di Babbo Natale era in fermento, tutti lavoravano alacremente per ultimare i giocattoli. Babbo Natale aveva preparato le renne e la slitta ed era andato a fare un riposino prima della grande notte. Ma al suo risveglio:”Aih!” Gli faceva male un ginocchio! Povero Babbo Natale, aveva la sua età e quindi non sarebbe potuto scendere dalla slitta per portare i doni ai bambini. Preoccupatissimo parlò alle sue renne per avere consiglio. La più piccola che era la più intelligente perchè mangiava tante caramelle, gli disse:”Non preoccuparti, prenderemo un bambino come aiutante, che consegnerà i doni al tuo posto, tu penserai a guidare la slitta”. L’idea piacque  a Babbo Natale, ma come scegliere questo aiutante?”Allora si mise al suo Babbo-computer e digitò:”Bambini buoni”. subito comparve una lista di nomi, ma nessuno sembrava adatto, poi ad un tratto ecco, vide un nome che gli ispirò simpatia:”Bab”, Subito fece clik e lesse la storia di questa bimba buona e paziente, affettuosa e tanto dolce.”E’ lei!” pensò fra sè Babbo Natale,”Bab consegnerà stanotte i doni al posto mio”. Al momento della partenza prese il suo bastone e zoppicante salì sulla slitta, le renne partirono veloci alla volta dell’ospedale, dove la piccola Bab in quel momento era ricoverata per fare le sue cure. La slitta con grande scampanellio atterrò nello spiazzale dell’ospedale pieno di neve , tutti si affacciarono alle finestre, anche Bab e la sua mamma, allora una scia di luce sollevò la piccola Bab e la trasportò sulla slitta vicino a Babbo Natale. Le renne partirono veloci e attraversarono il cielo. Bab vide dall’alto il Colosseo, la Tour Eiffel, le Alpi il Danubio, le piramidi, i grattacieli di New York e ad ogni fermata la piccola solerte recava il dono ai bambini buoni. Alle prime luci dell’alba avevano finito le consegne, Bab era stanca, ma felice, dietro sulla slitta c’era ancora un bel dono, questo era per lei, c’erano dentro tutte le cose belle che aveva tanto desiderato. Poi Babbo Natale la ricondusse allo spiazzale innevato fra le braccia della sua mamma, dove la piccola esausta si addormentò. Al suo risveglio credette di aver sognato,  ma mettendo la mano in tasca trovò un campanellino tutto d’oro, che ad ogni trillo mandava una scia di luce, allora capì che non era stato un sogno, lei quella notte era stata veramente la piccola aiutante di Babbo Natale.

                                                                                Maria Cavallaro

 

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La befana vien di notte…


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Arriva la befana

Sorvola la befana
gli arcani della notte
la sdrucita sottana
le scarpe tutte rotte.
Cavalcando la scopa
suo magico strumento,
va in giro per l’Europa
sulla coda del vento.
L’aspettano i bambini
la calza è preparata,
lei scende dai camini
nella notte gelata.
Lascia ai bimbi più buoni
giocattoli e dolcetti
le calze di carboni
riempie ai discoletti.
L’aspettano i politici
furbetti e chiacchieroni,
dal sacco fa cadere
un bagno di carboni.
Con l’occhio suo grifagno
il bitorzolo sul mento
veloce si allontana
sulla coda del vento.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


 

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Controluce

Al di là
delle mie penombre
guardo
squarci d’orizzonte
dove si respira la festa
nelle luci di città pagane
e chiedo ai miei silenzi
di farmi compagnia,
mentre i doni attendo
sotto l’albero
che non c’è.
Si accende il calore
nel camino,
dove al buio
crepitano
asciutti i  ciocchi
e nel profumo d’incenso
si staglia il tuo profilo.
Tu, magnifico dono
controluce mi appari
e di scintille
si vestono i pensieri,
regali della mente
che adagio
fra le tue braccia protese.

Maria Cavallaro

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