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la mia poesia :Viandanti


maggio

 

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Attraversiamo il tempo
Come viandanti stanchi,
Ci specchiamo nelle pozzanghere
Tra le fronde d’un albero
Antico come i nostri passi
E non vediamo farfalle
Mentre rotolano
Petali di giorni
Ai margini del viale.
Ci chiediamo
Dove siamo andati
E se siamo mai partiti,
Mentre scandagliamo la marea
E risuona l’eco stanca
del nostro andare
Tra pieghe di vita
E albe prodigiose di speranza.

MC@

 

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Fiumi di giada. La mia poesia 201 sul sito Scrivere


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Mi rifugio
in questa stanca eco di baci
che sfugge
al lucido gelo di rosse ciliege
e risuona nel silenzio,
denso di sospiri.
Mi invento
fiumi di giada
e acque scroscianti
dove lavare il grigio dei miei pensieri
imperlati di sudore.
Gronda la fronte
e il corpo affranto
anela
profumi di lavanda e di limone,
balsamo dell’anima
in cerca di spazi,
dove nascondersi al tempo,
prima che vuota sia la scena
e spente le luci ormai.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


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Crepuscolo

*****

Scrivo

strofe di malinconia

in questi attimi di crepuscolo

incastonati

nel cielo della sera

e lieve mi accarezza l’anima

il dondolio dell’onda

sulle ali

di questo strano silenzio.

Scivola vago

il velo della memoria,

ricamato pizzo

d’una sposa antica

e mi riporta l’eco

dei ricordi,

come tintinnio di cristalli

nel chiuso freddo

d’una  stanza,

dove non entravo da tempo.

Maria Cavallaro

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Io mi diletto: La mia poesia


 

 

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Eco di conchiglia

 

Aerei di carta
ignari sul filo del tempo,
demoliamo
la gioventù speranzosa
e d’un tratto
nemmeno ti accorgi
del cader delle foglie.
Il passo si trascina 
come eco di conchiglia
nel sorriso dei ricordi
e sbiadiscono
vestigia di bellezza,
affossate
nei solchi della fronte.
Dolce malinconia
ti porti appresso,
mulini a vento
e muri di sabbia,
granelli di pensieri masticati,
riflessi
in un fondo di bottiglia,
che indossa
i raggi luminosi del tramonto.

Maria Cavallaro

 

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