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Sono fiorite le mie orchidee.


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Ho atteso tutto l’inverno e finalmente sono sbocciate le mie orchideee, non hanno fatto lunghi steli, ma sono bellissime e mi danno tanta gioia. Sembrano di carta così tenui , così colorate. Le guardo ogni mattina e mi sembrano un piccolo sciame di farfalle. Le ho messe fuori ora che è venuto il caldo, in un angolino dove il sole non arriva, l’una accanto all’altra, le innaffio una volta a settimana con acqua concimata e ogni tanto vaporizzo le foglie per evitare che vi si depositi la polvere. Non hanno bisogno di tante cure, ma solo di un pò di amore che ricambiano coi loro fiori delicati e fragili, ma tanto belli.

Evasione


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E’ lì che mi piace stare,
tra cuscini di sogni
e panchine di nuvole,
dove sbocciano
i fiori del mattino
e il cavo del cielo
risuona di alati canti.
Dove le farfalle
stanno in equilibrio
sui raggi di sole
e la luna si addormenta
nel seno dell’aurora,
è lì che mi piace stare.

@ Maria Cavallaro

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I miei fiori: La clivia miniata


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Aspettare un anno per vedere il loro ritorno vale proprio la pena.
Le clivie miniate producono un fiore che sboccia ogni anno durante la settimana di Pasqua, le coltivo da tantissimi anni e non hanno mai sbagliato periodo. Anche quando la Pasqua giunge presto, oppure ad aprile inoltrato, anche quando la stagione è fredda e impervia, come quest’anno , le clivie sono già fiorite il venerdì santo ed io le metto fuori per onorare il passaggio del Cristo morto. Il loro colore acceso, se messe in casa diventa più tenue  e delicato, la fioritura è durevole, si protrae per più di un mese. La clivia è una pianta molto prolifica e si riproduce copiosamente creando una famigliola che ama stare nello stesso vaso e produce tanti fiori, ma teme la troppa acqua che fa marcire le radici e provoca la morte dei polloni. Io periodicamente la rinvaso, togliendo le parti marce dell’apparato radicale e cambiando la terra, approfitto per staccare delicatamente qualche pollone laterale per produrre una nuova pianta che presto si moltiplicherà e darà i suoi fiori.

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Anche le piante ci danno amore, un amore silenzioso, una gratitudine che dimostrano con i loro fiori, tanto più belli e copiosi quanto più amorevoli sono state le nostre cure.

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Auguri mamma!


 

Foto: Non so<br /><br /><br />
a chi dare oggi<br /><br /><br />
questo odore di fragole<br /><br /><br />
e questo mazzolino<br /><br /><br />
di fiori profumati<br /><br /><br />
raccolti nel giardino.<br /><br /><br />
Dipingo col pensiero<br /><br /><br />
due versi di poesia<br /><br /><br />
e li spedisco a te<br /><br /><br />
lontana<br /><br /><br />
o mamma mia.<br /><br /><br />
MC<br /><br /><br />
Un pensiero alla mia mamma che mi guarda dal cielo e a tutte le mamme impegnate oggi nel difficile compito di crescere dei figli sani in una realtà piena di insidie di ogni tipo, che attentano alla loro integrità fisica e morale.

Non so a chi dare oggi
questo odore di fragole
e questo mazzolino
di fiori profumati
raccolti nel giardino.
Dipingo col pensiero
due versi di poesia
e li spedisco a te
lontana o mamma mia.
MC
Un pensiero alla mia mamma che mi guarda dal cielo e a tutte le mamme impegnate oggi nel difficile compito di crescere dei figli sani in una realtà piena di insidie di ogni tipo, che attentano alla loro integrità fisica e morale. 

Rose & lavoro. Dal Kenya all’Italia l’incredibile viaggio dei fiori- di Lidia Zitara


a volte annusiamo un fiore senza sentire l’odore di sudore che lascia su di esso il lavoro di chi lo ha curato. Grazie per aver dato questa testimonianza!

CARTESENSIBILI

Giovanni Boldini- Beatrice Susanne Henriette van Bylandt, 1901

Rose e Gerbere

È un argomento a cui il giardiniere presta poca attenzione: il fiore da taglio. Quello commerciale, beninteso, non le composizioni di fiori freschi raccolti dai nostri giardini, disposte con cura in vasi eleganti, posizionate in punti strategici per essere viste dagli amici appena si siedono sul divano, o in piccoli vasetti di cristallo, davanti alla foto dei nonni, sul cassettone nella stanza da letto.

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Io mi diletto in cucina: Le frittatine di strigoli


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Silene vulgaris

Gli strigoli sono una pianta denominata in dialetto siciliano ‘a cannatedda”, e’ chiamata così per la forma dei suoi fiori che somigliano a una piccola brocca (cannata). Forma voluminosi agglomerati sui muri dei vigneti e nelle “sciare”. Nel mio giardino ne crescono dei bellissimi cespi da cui spuntano ciuffi di foglie di consistenza carnosetta che hanno un sapore dolce e sono commestibili.

Io li raccolgo pazientemente e poi li cucino a frittelle: dopo averli scottati in un dito d’acqua con poco sale, li faccio raffreddare, li strizzo un pò e poi li condisco con uova, parmigiano, pecorino, pepe, aggiusto di sale e li friggo a cucchiaiate. Sono un bontà da gustare fredda o tiepida, come antipasto, ma anche come un buon secondo, economico e sostanzioso.

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chef