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Aria di carnevale


Carnevale_Maschera_Coriandoli

Vento,

pendono dai balconi

colorate

spirali di stelle filanti

e già nel mattino

viaggiano

odori di frittelle e di ragù.

Si muovono le foglie

e rotolano nel freddo

i coriandoli

del carnevale

incontro

alle mascherine gioiose.

MC@

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Carnevale sulle spalle di papà.


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viareggio2008

Aria di carnevale veste la città nonostante la crisi, coriandoli, bancarelle, odore di frittelle, di torrone e zucchero filato che investe le narici, stimolando il desiderio di addentare una barretta croccante e dolcissima con  le mani che diventano appiccicose, ma non importa. Io quest’anno non ho voglia di carnevale, ma ricordo con piacere quando piccina il mio papà mi portava a cavalluccio per farmi vedere i carri e le maschere. Andavamo in città per vedere la sfilata con un autobus sbuffante e stracolmo di gente, allora non c’erano molte macchine private e i miei genitori giovanissimi che avevano tanto entusiasmo, salivano su quest’autobus allegro e godereccio per portarmi alla festa. Io non capivo molto, ma il tutto mi creava una certa impressione che ricordo tutt’ora, come di un mondo fatato che mi faceva quasi paura. Le spalle di papà erano un ottimo punto di osservazione, lui abituato a sollevare pesi ben più pesanti, mi sosteneva come un fuscello e mi incitava a fare scherzi, a rubare i cappelli, a solleticare le orecchie delle persone.Io con l’immancabile palloncino legato al braccio, mi davo da fare e mi piaceva vedere l’allegria del mio papà e le facce un pò sorprese dei malcapitati, che subito si illuminavano di un gran sorriso quando vedevano la mia faccia birichina mentre sventolavo il cappello come un trofeo. Erano tempi che ci si divertiva con poco, i carri   più rozzi e semplici di adesso, si ispiravano alla satira cittadina che faceva molto ridere e il percorso allegorico grottesco si limitava al centro storico, creando un’atmosfera più raccolta e godereccia. Io alla fine stanca mi addormentavo e i miei si avviavano all’autobus per ritornare a casa, portandomi a turno fra le braccia. In questi giorni che il mio papà mi ha lasciato, il calore di questi ricordi me lo fa sentire vicino e penso di essere stata fortunata ad avere dei genitori che tanto mi hanno donato, anche nelle piccole cose, importanti per il mondo di un bambino.

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