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Siamo dei passanti!


 

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Siamo padroni solo del tempo vissuto, per il resto, come passeri affamati, becchiamo briciole di felicità, ma non siamo padroni del nostro futuro. I sogni ci aiutano a vivere perchè sono intrisi di speranza e addolciscono le nostre attese, ma intanto viviamo nell’incertezza di una realtà che ci avvolge come un bozzolo malefico, che comprime le nostre piccole gioie offuscandole con la paura di perderle. La politica, le tasse, gli attentati, le malattie, il lavoro sono i peggiori incubi che si addensano all’orizzonte di una vita semplice, ben lontana dalle pensioni d’oro e dai vitalizi, che vede negati anche i più naturali diritti, come il diritto alla dignità della vita, che nel lavoro trova il suo appagamento. Siamo dei passanti che si siedono all’ombra ad aspettare e strizzano gli occhi cercando nella foschia uno spiraglio di luce.

 

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Divagazioni parapolitiche


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Aggrappati a questo spazio indifeso navighiamo la vita e questo mare di tristezza che ci assale dagli schermi, dove pure il Papa si arrabbatta coi suoi prelati disubbidienti e la politica vomita parole inutili. Marionette dai gesti sterotipati si parlano addosso per non far sentire quel che si dicono. Ma cavolo è di noi che parlano, del nostro futuro, della vita dei nostri figli e dei nostri nipoti, eppure sembra che si facciano una guerra personale, dove anche il moderatore annaspa e ogni tanto fa togliere l’audio, quando non riesce a controllare le sue galline. Ma la storia è ovunque la stessa, è il potere l’arma vincente, cosa importa se i vecchi muoiono, vittime di violenza e rapine, vittime della sanità maldestra e dei tagli alle prestazioni mediche? Costano troppo allo stato, è più facile farli fuori senza aiuti, prima se ne vanno e meglio è, ma non si accorgono che anche la nostra politica è piena di vecchi aggrappati ai loro vitalizi con le unghie e coi denti, che si tengono a galla saldi alle loro poltrone in questo mare di ruberie e malversazioni, che a volte vanno in galera, ma subito escono perchè la loro condizione di vecchi è incompatibile col carcere e vanno ai domiciliari nelle loro ville tra i fumi preziosi delle loro cucine, nei letti dalle lenzuola di lino, nell’abbraccio affettuoso delle loro complici famiglie. Ma dove stiamo andando mi chiedo, come hanno fatto a portarci in questa situazione ridicola? Sembriamo foglie morte in uno stagno, galleggiamo senza futuro in balia degli eventi e dei demolitori che ci divorano a poco a poco, mentre dalle piazze irritate gridiamo il nostro disagio e la nostra rabbia per le bollette pazze che non potremo mai pagare e per le case che non ci sono, mentre la politica dice che l’Italia è in ripresa e i posti di lavoro aumentano di giorno in giorno, mentre i consumi(?) salgono e sale anche la fiducia degli investitori.

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