Archivio tag | gabbiano

Visione d’autunno


 

 

Mi sciogliero’ nel vento

Come ala di gabbiano

E di sogni riempiro’

Cornucopie di nuvole

Che  si intingono soffici

In questo mare,

Di giada e lapislazzuli

E luccica d’argento

trafitta da un raggio di sole

L’onda pigra,

Dove lontana va

La vela

Navigando il silenzio

Nel vento che spira

Tra le tele antiche,

Maestre di solitarie rotte

Adagiate sul petto dell’orizzonte.

MC@

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Io mi diletto: la mia poesia La corsa


 

 

Riprende il tempo
le redini
del suo nevrotico andare
tra allori
e fiori d’arancio disseccati,
pianti di bimbi
e guaiti
sul selciato.
Lenti ci avviamo
noi
che ancora usiamo il cuore
e scattiamo
fotogrammi d’amore
nel giallo profumo delle ginestre,
sulla cima ardita
d’un campanile antico,
nel volo d’un gabbiano
graffiato
sulle
sparute nuvole
d’un giorno di primavera.

@MC

 

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Io mi diletto: La mia poesia Cielo antico


 

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Magia d’un cielo antico
di giada e di fumo,
che lancia nel cavo
arcobaleni di luce,
mentre si addossano le nuvole
gonfie di vento
e spumeggia l’onda rissosa
sullo scoglio altero.
Solitario il nostro sguardo
s’attarda
sulle ali d’un gabbiano arruffato,
e in alto il vento rapisce i pensieri,
tra folate di salsedine
e sparuti raggi di sole
che a fatica
cercano il giorno.

Maria Cavallaro@5qc82jx1uom_thumb.gif

 

 

Settembre in Sicilia


Settembre in Sicilia è un’appendice d’estate, calda e asciutta che odora di mare e di mosto allo stesso tempo. I colori del mare cominciano a rivestire una leggera patina di grigio e la spiaggia si spopola piano piano, ma per chi come me e mio marito ama questo tempo, col mare calmo e la spiaggia tranquilla, è una delizia nuotare al largo nell’argento che friccica riflettendo la luce del sole non più allo zenit. Volano alti su di noi stormi di aironi che si perdono nel sole ed è un privilegio poter vedere dal mare l’Etna che fuma tranquilla coi suoi due pennacchi grigi. Un gabbiano solitario se ne sta immobile su uno scoglio e ci guarda arcigno con quel suo occhio rotondo, quasi a volerci cacciare via dal suo spazio. Ogni tanto si tuffa, nuota un po’ , poi scrollandosi le piume risale sulla sua isoletta come un guardiano attento e severo, beccando di tanto in tanto qualche erbetta o qualche pulce di mare, oppure spicca un volo radente e si sposta su un altro scoglio. Non gli mancano piedistalli sulla scogliera, che orla il mare come un nero merletto immobile e pittoresco nella sua secolare imponenza e i pescatori dallo scoglio, immobili e pazienti sembrano piccoli pastori d’un immaginario presepe marino. A volte, quando il mare è molto calmo come spesso accade in questo periodo, ci spingiamo più a largo fino a scorgere il tetto della nostra casa, che appare piccola , uno spicchio di rosso tra tanti altri tetti che noi riconosciamo subito grazie al terrazzino che guarda a sud come un occhio magico. A settembre cambiano i colori e i profumi si fanno più intensi e scende sottile un velo di malinconia, ma è piacevole per noi che restiamo qui, vivere intensamente questo spegnersi lento quasi indolore della stagione estiva, che lascia il posto a un periodo dolcemente amaro: è il nostro autunno, simile a una seconda primavera e mentre la calura si spegne a poco a poco, poi, tutto d’un tratto, qualche pioggia e arriva l’inverno!

Mare d’inverno


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Mi affascina il mare d’inverno, in quei giorni senza sole, quando la calma piatta inghiotte il grigio del cielo e lo diluisce in una gamma di sfumature che vanno dal nero al bianco e all’argento fuso ed hanno qualcosa di inquietante quei raggi di pioggia che imitano il sole e si lasciano cadere dalle nuvole, ma ancora non toccano l’onda. Mi affascina quel gabbiano spaurito che guarda l’immenso dal suo solitario scoglio e poi d’un tratto si leva in volo barcollando, per poi sparire tra cuscini di nuvole, grigi come la sua livrea. Sono giorni monocolore, in cui anche l’animo si incupisce e indossa il grigio suo malgrado e starei ore a guardare l’orizzonte, accoccolata nel silenzio, aspettando quel bagliore improvviso che filtra e fende il cielo, fulmine o raggio di sole, che combatte nell’apocalisse di uno scenario che muta e fugge spegnendosi nel liquido specchio sottostante.

BENTORNATO SETTEMBRE!


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Bentornato settembre! Agosto ci ha lasciato con un breve acquazzone che ha rinfrescato l’aria, ma ancora siamo in piena stagione. La spiaggia si spopola piano piano, la gente è ritornata a lavoro e le case di vacanza si chiudono ad una ad una. Solitaria solo io resto, come quel gabbiano che a tratti spicca il volo e poi ritorna sempre sullo stesso scoglio a sorvegliare il mare. E’ un compagno d’anima, amico di poeti e navigatori, stende le sue ali e poi si posa lentamente, come volesse dirmi:” Noi restiamo qui, è il nostro colore l’azzurro!”. Ed io lo sento nel cuore questo dilagare di colore, ne faccio scorta per i giorni bui dell’inverno, quando anche il mio amico attende i giorni di sole per sgranchire le sue ali solitarie e tornare ogni tanto sullo scoglio in mezzo al mare a vegliare le onde con quel suo occhio rotondo e fisso da sembrare quasi finto, disegnato a matita fra le sue bianche piume.
 
 

 

Io mi diletto: La mia poesia


 

Pensieri sull’onda

 

Carezza l’onda

smeraldi d’alga

su trine di scogliera,

mentre una pallida luna

appesa

nel rosa del tramonto,

respira

brezze salmastre.

Sull’orizzonte di giada

piccola una vela

s’allontana tremula

nel grido

d’un gabbiano solitario

e non si stanca lo sguardo,

stupito di tanta meraviglia.

Navigo i miei silenzi

accoccolata su un sasso,

seguendo ammaliata 

l’andirivieni dell’onda

e quello scoglio che riaffiora,

come te,

ad ogni mio pensiero.

Maria Cavallaro